rassegna stampa

0325annunc

Avvento, tempo di misericordia

di Giacomo Gambassi

Il Giubileo e Firenze 2015 “tracce” per il sussidio CEI

Inizia domani il nuovo Anno liturgico. Il primo Tempo di questo itinerario è l’Avvento, formato nel rito romano dalle quattro settimane che precedono il Natale del Signore. Nel rito ambrosiano, invece, è già cominciato domenica 15 novembre. Nel 2015 questo Tempo forte è nel segno della misericordia: si apre infatti l’8 dicembre il Giubileo indetto da papa Francesco che lo presenta come un «momento straordinario di grazia e di rinnovamento spirituale». E domenica 13 dicembre nelle Cattedrali e nei santuari sparsi sul territorio saranno spalancate le “porte della misericordia”. La parola “Avvento” significa “venuta” o “presenza”. Nel mondo antico indicava la visita del re o dell’imperatore in una provincia; nel linguaggio cristiano è riferita alla venuta di Dio, alla sua presenza nel mondo. Un mistero che conosce due momenti culminanti: la prima e la seconda venuta diCristo. La prima è proprio l’Incarnazione; la seconda è il ritorno alla fine dei tempi.

Con la nascita dell’Emmanuele, Dio esce dal suo nascondimento per manifestarsi accanto all’uomo. Ecco perché con il termine adventus si intende dire che il Signore è qui, «non si è ritirato dal mondo, non ci ha lasciati soli» e «viene a visitarci». Le settimane di Avvento rappresentano un tempo di attesa e di silenzio che, invece, coincide spesso con attività frenetiche di spese e preparativi. Per questo è necessario che le tradizioni natalizie della fede conservino il loro senso di «isole per l’anima» che portano un po’ di cielo sulla terra. Lo evidenzia anche il sussidio liturgico Cei per l’Avvento e il Natale in cui si invita, da una parte, ad «educare al valore del silenzio» e, dall’altra, si ricorda come il presepe e l’albero di Natale insieme con decorazioni e canti siano «interessanti strade di una nuova evangelizzazione».

A fare da filo conduttore al testo Cei è un versetto della prima Lettera di Paolo ai Tessalonicesi: “Il Signore vi faccia crescere e sovrabbondare nella misericordia”. Nella presentazione il segretario generale della Cei, il vescovo Nunzio Galantino, spiega che il Signore «ci costituisce come annunciatori della misericordia nell’anno del Giubileo». Ed chiarisce che siamo chiamati a crescere. «Dio stesso ci educa, ci plasma a immagine della sua carità – osserva –. Dall’azione divina deriva un’immagine di uomo e donna, di umanità rinnovata, che nel dialogo con la cultura e con la storia conduce a un “nuovo umanesimo”».

Per ogni domenica e festività «si propongono riflessioni bibliche, indicazioni liturgiche, suggerimenti per l’animazione musicale e orientamenti catechistici», annota il direttore dell’Ufficio liturgico nazionale Cei, don Franco Magnani. Nel sussidio – che è disponibile sul sito chiesacattolica.it entrano sia l’Anno Santo, sia il Convegno ecclesiale nazionale che si è tenuto a Firenze, sia il decennio dedicato all’educazione. Nell’Avvento si guarda all’annuncio della misericordia, mentre nel Tempo natalizio si presentano i luoghi della misericordia: famiglia, mondo, creato, Chiesa, fraternità. Il commento biblico è legato a una delle “cinque vie verso l’umanità rinnovata” del Convegno di Firenze che, scrive don Magnani, esprimono «le modalità con cui Dio stesso ci rinnova, facendoci “crescere e sovrabbondare” nella sua misericordia».

A Roma l’Avvento sarà introdotto da una veglia per gli universitari promossa dall’Ufficio per la pastorale universitaria del Vicariato che si svolgerà oggi alle 19 nella cappella della Sapienza. «È essenziale – afferma il vescovo ausiliare Lorenzo Leuzzi – insegnare ai ragazzi a vivere intensamente questo momento di grazia. Comprendere l’importanza dell’attesa costituisce la premessa per comprendere la misericordia che si manifesta nella grotta di Betlemme e che rappresenta il momento più alto della rivelazione del volto di Dio».

da Avvenire, 28 novembre 2015

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