rassegna stampa

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«Coordinate, interlocutori, linguaggi: uno stile che cambia»

di Cesare Nosiglia

Dal presidente del Comitato preparatorio mons. Cesare Nosiglia l’analisi delle novità più significative che stanno già segnando il cammino preparatorio del Convegno: l’uso del Web, le schede per spiegare alla base i temi della Traccia, il modo in cui si terrà l’evento

Il sito web del Convegno di Firenze (www.firenze2015.it) sta assumendo in questa fase di preparazione all’evento una importanza sempre più marcata e sembra trovare una positiva risposta da tanti che ne usufruiscono per informarsi sulle molteplici iniziative delle Diocesi e realtà ecclesiali sul tema del Convegno, per accogliere gli strumenti sempre più qualificati anche sul piano dei contenuti che vengono offerti per la sua preparazione, per partecipare attivamente alle iniziative ‘social’ proposte in particolare ai più giovani (prova di questa attenzione diffusa e della richiesta di coinvolgimento è che la parola chiave più ricercata attraverso il sito sia ‘iscrizione’).Pensiamo alle cinque schede che sono state elaborate dalla Giunta del Convegno per ‘parlare’ alla base delle nostre comunità parrocchiali e in particolare ai consigli pastorali e agli operatori dei vari ambiti di servizio alla evangelizzazione, catechesi, carità, impegno culturale. Si tratta di un sussidio semplice ma utile che è possibile utilizzare per incontri che sviluppino i contenuti della Traccia.

Anzitutto la prima scheda che riguarda il testo biblico che è stato scelto come punto di riferimento unitario del Convegno: la Giornata di Cafarnao, come viene chiamato il brano del Vangelo di Marco 1,21-39. Nel sito si trova la versione breve e sintetica dell’approfondimento biblico e pastorale del brano e una versione più articolata e completa che fa penetrare bene nel contesto del brano stesso con tutte le sue implicanze esegetiche e spirituali. La Giornata di Cafarnao esprime molto bene i contenuti fondamentali del nuovo umanesimo in Gesù Cristo in quanto rivela come il Signore si sia fatto carico della vera e piena promozione dell’uomo nelle sue varie malattie fisiche e morali, e questo attraverso sia la sua Parola «detta con autorità» che cambia la situazione di miseria dell’uomo e lo libera dalle stesse radici del suo male, sia gesti umanissimi e coinvolgenti, ricchi di accoglienza, misericordia e tenerezza.

La Giornata mostra che Gesù ama tutti, e guarisce tutti i malati e indemoniati, senza eccezioni, per cui non c’è persona in difficoltà fisica o spirituale, che non trovi in lui il suo Salvatore. Infine la Giornata iniziata nella sinagoga di Cafarnao per l’ascolto della Parola di Dio termina con la preghiera silenziosa e personale che Gesù rivolge al Padre suo. Questa scheda pertanto è ricca di spunti di meditazione, di preghiera e di impegno di accoglienza e carità.

La altre cinque sono altrettanto dense di contenuti e di stimoli di riflessione, di dialogo e di preghiera, e riguardano le cinque vie della Traccia: uscire, annunciare, abitare, educare, trasfigurare.

Il Comitato preparatore ha voluto anche dare un’impronta forte, un segnale di cambiamento nei modi e nei contesti della celebrazione del Convegno. Non soltanto momenti ‘frontali’, gente seduta in sala e gente che parla sul palco, ma scenari diversificati, occasioni continue di confronto esterno con realtà concrete. Non si tratta di variare la scena ma di rendere visibile quell’esperienza diretta, quella conoscenza dell’altro che è il modo tipico, cristiano, di incontrare il prossimo e di riconoscere i fratelli. La parabola del Samaritano ci è maestra in questi scenari di cammino. La scelta vincente che ci viene proposta non è quella di preservare i contorni della nostra identità fino a rimanervi inchiodati e ingessati dentro – come il sacerdote e il levita. È partendo da fuori, anche da un’identità non riconosciuta come quella del Samaritano, che si rendono vive e vere le relazioni, che si fa visibile la misericordia che abita il nostro Dio. Portare sul sito Internet contenuti, dibattito, esperienze verso il Convegno non significa solamente aggiungere uno strumento nuovo, ma cambiare completamente le coordinate del cammino, aprendo a nuovi interlocutori, nuovi linguaggi e nuovi modi di entrare in dialogo. È uno ‘spalancare le porte’ che, se mi consentite l’accostamento, richiama un’altra immagine forte: la Porta Santa a cui il Papa bussa e che viene aperta per iniziare un periodo straordinario, un Giubileo – cioè un momento di grande gioia, di festa, liberazione, perdono.

Ora sulla strada di Firenze incontreremo davvero il Giubileo della misericordia indetto da papa Francesco; e ci metteremo ancor più nella prospettiva di una Chiesa ‘in uscita’, fuori dalle nostre porte e dai nostri recinti.

da Avvenire, 3 maggio 2015

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