rassegna stampa

Educare alla mondialità: il nuovo umanesimo passa dalla missione

di Chiara Pellicci

Che l’ottava edizione del Convegno nazionale dei direttori e collaboratori dei Centri missionari diocesani – conclusosi ieri a Fiuggi, dopo tre giorni che hanno riunito 260 partecipanti arrivati da ogni parte d’Italia – si collocasse nel cammino verso il Convegno ecclesiale nazionale di Firenze del prossimo novembre, era chiaro sin dalla convocazione dell’evento. Considerando che una delle cinque vie proposte nella traccia di preparazione per Firenze 2015 è indicata dalla parola “abitare”, il collegamento con il tema del Convegno di Fiuggi, dal titolo “Abitare la strada dalla parte dei poveri”, è stato più che esplicito. E infatti don Michele Autuoro – direttore della Fondazione Missio e dell’Ufficio nazionale Cei per la cooperazione missionaria tra le Chiese, enti organizzatori del convegno – ha voluto condividere con i partecipanti il contributo che il mondo missionario italiano vuole offrire al prossimo Convegno ecclesiale nazionale: il documento, intitolato “Per una Chiesa in permanente stato di missione”, chiede alla Chiesa stessa di restare fedele al mandato missionario di Gesù, «sicuri che l’incontro e lo scambio tra le Chiese sorelle potrà aiutarla e sostenerla nella sua ricerca di un nuovo umanesimo e di vie nuove per annunciare il Vangelo in questo nostro tempo». Una certezza scaturita anche dai laboratori della seconda giornata del convegno, dedicati al confronto sulle principali tematiche legate al ruolo specifico del Centro missionario diocesano (Cmd) nelle Chiese particolari. Tanti gli spunti dei lavori di gruppo; il lavoro “in rete” per una pastorale integrata è sentito come esigenza primaria; l’educazione alla mondialità richiede una formazione accurata degli operatori pastorali; lo scambio di personale apostolico tra le Chiese necessita un’attenzione particolare soprattutto nella fase di rientro dalla missione; la responsabilità e il protagonismo della missione nella pastorale sono stimolo per le diocesi; l’importanza di lavorare in équipe nei Cmd non deve procedere per “pastorale degli eventi” ma con continuità.

I lavori del convegno si sono conclusi con la sintesi di monsignor Francesco Beschi, vescovo di Bergamo e nuovo presidente della Commissione episcopale per l’evangelizzazione dei popoli e la cooperazione tra le Chiese. Riprendendo il tema, ha esplicitato in tre punti che cosa significa vivere «la strada come luogo della missione»: valorizzare più il tempo che gli spazi della missione; agire tenendo conto che le relazioni sono più importanti delle appartenenze; riconoscere il povero come attore della missione e la povertà come sfida e cambiamento da cogliere.

da Avvenire, 13 settembre 2015

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