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Forza maggiore, i limiti dell’istinto

di Arianna Prevedello

Va tutto bene finché non si presenta un accadimento che non abbiamo pianificato capace di generare uno svolgimento che rivela parti di noi stessi altamente impresentabili. Capita a Tomas, un padre che di fronte al rischio di una valanga prende senza ritegno i guanti e il cellulare lasciando la moglie Ebba inerme con i tre figli sulla terrazza del ristorante di fronte alla tracimante montagna. La tragedia non avviene ma Ebba e il loro matrimonio non saranno più gli stessi: una crepa si è insinuata in un vaso prezioso che non aveva previsto di doversi contemplare nella sua inestimabile fragilità. L’ imperfezione non calendarizzata si allarga lungo lo scorrere della vacanza, compromettendo il benessere di un’intera famiglia e creando un nuovo nemico pubblico denominato Forza maggiore e diretto dal regista svedese Ruben Östlund.

Quello che dovrebbe essere il luogo e il tempo della ricomposizione degli affetti, della riconciliazione dei ruoli e della compensazione delle assenze per motivi professionali finisce per essere occasione della verità più dirompente che mette in crisi ogni certezza coniugale. La montagna nel suo profilo naturale non governabile assume un ruolo dinamitardo come gli scoppi che sentiamo ripetutamente nel film. Fa esplodere ciò che era nascosto nei meandri inconsci delle persone chiedendogli di assistere all’indecorso spettacolo dell’umano e i suoi istinti primari.

Non c’è più traccia dell’uomo che in modo primitivo si fa carico prima di tutto delle donne e dei bambini. Ebba non riesce ad accettarlo finché il marito, messo all’angolo, non ammette questa colpa di origine ancestrale. È una visione nociva prima di tutto per lui che si troverà in ginocchio davanti ai suoi limiti. Ma è anche la sinfonia, come la brillante colonna sonora, che gli consente di apprendersi in una visione più integrale di sé includendo in questo processo, tra desiderio e bisogno, la moglie e i figli. L’incedere caustico con cui vengono coinvolte nel dramma esistenziale anche altre relazioni è mirabile e capace di impressionare per la sua risoluta convinzione che non si tratti soltanto di un fatto intimistico. Il finale riavvolge il nastro e dopo una potenziale catarsi chiede a tutti di rivedersi nelle miserie altrui.


Forza maggiore (Force Majeure). Un film di Ruben Östlund. Con Johannes Kuhnke, Lisa Loven Kongsli, Clara Wettergren, Vincent Wettergren, Kristofer Hivju. Drammatico. Ratings: Kids+16. Durata 118 min. Francia, Danimarca, Germania 2014.


In collaborazione con ACEC – Associazione Cattolica Esercenti Cinema

 

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