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Fury, la disumanità là fuori

di Marianna Ninni

Don Collider, sergente americano a capo di un gruppo di soldati, sembra aver fatto della guerra la sua unica ragione di vita. Freddo, taciturno, carismatico, Collider è alla guida di un carro armato che prende il nome di “Fury” e, insieme ad altri cinque soldati, setaccia i territori tedeschi per eliminare tutti i soldati nazisti superstiti, pingere le truppe nemiche a indietreggiare verso Berlino e dichiarare la resa. Ambientato sul finire della seconda guerra mondiale, Fury è un dramma intenso diretto da David Ayer, già regista del drammatico End of Watch.

Muovendosi tra le linee nemiche di una Germania determinata a non arrendersi, Fury è il manifesto di una guerra crudele che fino all’ultimo è specchio di una violenza fine a se stessa e inutile. Nella vicenda di questi cinque soldati, condannati a vivere all’interno di un carro armato che ne rispecchia in ogni angolo le differenti personalità, che è casa e prigione al tempo stesso, Fury riesce a dare testimonianza di una guerra con crudo realismo.

Reggendosi su un ritmo crescente, su una sceneggiatura ben scritta e sulla caratterizzazione di cinque uomini diversi, spesso in disaccordo, ma accomunati da un unico destino e legati da un solo obiettivo comune, il film di Ayer descrive il conflitto bellico proprio attraverso i dialoghi di questi soldati Intorno a Don, capo forse poco loquace ma determinato, ruotano difatti Boyo “Bible” Swann, un uomo con la Bibbia sempre in mano e in cerca di una risposta sensata a una violenza tanto cruenta quanto immotivata, il taciturno Gordo, l’irritante e fastidioso Grady e l’inesperto, timido e impaurito Norman, un giovane che fino all’incontro con Collider aveva vissuto la guerra solo come dattilografo.

Contrario alla violenza, incapace di impugnare un’arma, impossibilitato per principio a fare del male a qualcun altro e inorridito anche solo dall’idea di poter uccidere, Norman imparerà, attraverso il rapporto con Don, che la guerra non fa sconti a nessuno, che spesso siamo chiamati a cause più grandi di noi, che «gli ideali sono pacifici, ma la storia è violenta» e le circostanze in cui siamo costretti a muoverci, per quanto orripilanti, ci mettono nella condizione di trasformarci in “macchine da guerra” e sacrificare noi stessi per la libertà di un altro.


Fury. Un film di David Ayer. Con Brad Pitt, Shia LaBeouf, Logan Lerman, Michael Peña, Jon Bernthal. Azione, Ratings: Kids+16. Durata 134 min. USA 2014


In collaborazione con ACEC – Associazione Cattolica Esercenti Cinema

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