rassegna stampa

Il logo? Si decide su Facebook

di Chiara Giaccardi

Nei 200 bozzetti per l’immagine ufficiale una Chiesa che coinvolge

Si è chiuso ieri il contest per il logo del quinto Convegno ecclesiale nazionale, «In Gesù Cristo il nuovo umanesimo». È la prima volta che la Chiesa affida ai fedeli il compito di scegliere l’immagine che rappresenta un evento ecclesiale. E questo è solo un piccolo segno del rinnovato stile partecipativo e inclusivo che è iniziato con l’Invito, proseguito con la raccolta di esperienze e suggerimenti dalla Chiesa di base e continuato con la loro sintesi come punto di partenza della traccia di lavoro, che oggi viene resa pubblica. Il successo dell’iniziativa è stato una sorpresa per tutti: non solo per l’adesione al di sopra delle aspettative, quantitativamente (oltre 200 le proposte pervenute) ma anche qualitativamente, con progetti pensati, ben realizzati e ben illustrati nel loro significato.

Colpisce la provenienza da tutta Italia, e soprattutto la varietà dei partecipanti: tutte le età (dai 12 ai 66 anni, con una stragrande maggioranza di under 30), tutte le tipologie: professionisti, studenti d’arte, ma anche tante persone che si sono lasciate interpellare dal tema e hanno voluto cimentarsi in un’interpretazione personale. Non solo singoli, ma anche gruppi parrocchiali e intere classi, sia delle medie inferiori che delle superiori: bello vedere come il tema dell’umano oggi, alla luce della fede, sia diventato un progetto di classe o di istituto, per discutere insieme e confrontarsi. In fondo il contest era anche un pretesto per allargare, fuori dalla cerchia degli addetti ai lavori o dei fedeli che già seguono le iniziative della Chiesa, l’attenzione a questo tema così importante. E certamente nelle classi non tutti frequentano oratori e gruppi giovanili. Qualcuno dei partecipanti è anche di origine straniera.

Il lavoro delle medie inferiori, in particolare, è stato una vera sorpresa, che andrà valorizzata sia sul sito che offline: un ‘umanesimo illustrato’ che nasce da un percorso di preparazione da parte degli insegnanti, da un confronto dentro la classe, dalle sensibilità e biografie personali, da un grandissimo impegno nella realizzazione, con risultati veramente suggestivi.

In generale, tutte le proposte pervenute, e soprattutto le descrizioni che le accompagnano, sono vere e proprie interpretazioni del tema del Convegno, in forma sintetica ma molto personale: davvero è emerso uno spaccato della Chiesa come «popolo dai molti volti» (Evangelii gaudium, n.115). E il timore che il tema fosse sentito come intellettualistico e astratto, o troppo lontano dalle vite concrete e difficile da affrontare, è stato dissipato dall’alta partecipazione e dall’elevata – in tanti casi commovente – qualità dei contributi arrivati. Per cercare di restituire almeno qualche suggestione proveniente dai loghi e dalle loro descrizioni, preservando l’anonimato necessario per l’ultima fase del contest, si potrebbe forse usare l’immagine caravaggesca del «corpo illuminato »: la concretezza del contatto, delle mani, dell’abbraccio, della riduzione delle distanze, della misericordia e della cura trasfigurati dalla grazia, dal soffio dello Spirito, dall’amore che salva, di cui la croce è il simbolo più alto. Un umanesimo incarnato, un umanesimo del contatto, ma anche un umanesimo illuminato dalla fede: una fratellanza (tra gli uomini, nella famiglia e tra i popoli, tutti temi molto presenti) che è fondata nell’amore del Padre e nell’invio del Figlio per la nostra salvezza. Umano e divino, carne e spirito, concretezza e trascendenza, scienza e fede, e persino croce e festa non solo non sono contrapposti, come nelle false alternative ideologiche della cultura contemporanea, ma si illuminano a vicenda, in un’immagine di pienezza. Uscire, incontrare, festeggiare sono i movimenti più evocati. Ma anche l’uomo vitruviano, simbolo del ‘primo umanesimo’ e opportunamente riveduto e corretto alla luce del ‘nuovo’, e le forme artistiche distintive di Firenze – dalla cupola al David, al giglio –, diventano simboli della grandezza dell’uomo quando non fabbrica idoli ma mette la propria arte al servizio del ringraziamento e del canto di lode.

Da domani fino al 30 novembre è possibile votare su Facebook i loghi selezionati, apponendo il proprio ‘Like’ sul preferito. Tra i più votati, la giuria costituita dai membri della giunta del Comitato preparatorio del Convegno sceglierà il vincitore. A partire dal logo vincitore verrà realizzata la nuova veste grafica del sito web www.firenze2015.it, con lancio previsto a gennaio 2015. Sarà anche quella l’occasione di una festa per ringraziare chi ha partecipato e continuare a camminare insieme verso Firenze e oltre.

da Avvenire, 23 novembre 2014

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