segni dell'umano

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L’arte dell’invisibile

dalla diocesi di Grosseto

Al Museo archeologico e d’arte sacra della Maremma quattro dipinti riprodotti su appositi supporti tattili potranno essere “visti” e goduti attraverso il tatto anche dai non vedenti e ipovedenti

I “Santi Girolamo e Antonio abate” di Sano di Pietro (XV secolo), la “Madonna delle ciliegie” del Sassetta (XVI secolo), una “Adorazione dei pastori”, dipinto di piccole dimensioni del XVIII secolo e il “Giudizio universale”, antico dipinto su tavola attribuito a Guido da Siena, esposti al Museo archeologico e d’arte sacra della Maremma, da oggi sono “visibili” anche da visitatori non vedenti od ipovedenti.

Le tre opere, infatti, fanno parte dell’itinerario storico-artistico all’interno del museo diocesano, in piazza Baccarini a Grosseto, che amplia ulteriormente il percorso tattile “L’arte dell’invisibile”, con cui la Diocesi, in collaborazione con l’associazione di volontariato “Madre Teresa” rende accessibili anche a persone con disabilità sensoriale i luoghi di fede e di cultura della città di Grosseto.

L’itinerario, curato come l’intero percorso tattile, da Olivia Bruschettini dell’ufficio diocesano beni culturali ecclesiastici e da Sabrina Morandi, dell’ufficio diocesano progettazione, è stato inaugurato il 23 settembre alla presenza del vescovo Rodolfo Cetoloni, del sindaco Emilio Bonifazi, dell’assessore alla cultura Giovanni Stellini, dei rappresentanti dell’Unione italiana ciechi, degli operatori degli uffici diocesani che hanno curato l’iniziativa, dell’associazione “Madre Teresa” e della direttrice del Museo archeologico e d’arte della Maremma, Maria Grazia Celuzza, che ha fatto gli onori di casa.

Si arricchisce, così, ulteriormente il percorso inaugurato nella Cattedrale di San Lorenzo a marzo 2014, quando – lungo la navata di sinistra – furono collocate le prime tre tavole tattili riproducenti la piantina del Duomo, il Fonte battesimale e il dipinto della Madonna delle Grazie. Successivamente, a ottobre 2014, furono installati altri tre supporti, nella navata di destra, che riproducono la facciata principale della Cattedrale, il Crocifisso del Vecchietta e le vetrate con santi di Benvenuto di Giovanni, quest’ultimo dotato anche di un impianto di illuminazione a led per consentire ai visitatori ipovedenti di godere di alcuni particolari.

Le riproduzioni tattili collocate nel museo diocesano d’arte sacra, come le precedenti, sono state realizzate dagli artigiani grossetani Beppe e Marco Anselmi, che da anni collaborano con l’Unione italiana ciechi, partner prezioso della Diocesi per la realizzazione dell’intero percorso di accessibilità ai luoghi di fede e di arte sacra della città. I visitatori non vedenti ed ipovedenti potranno, come in Cattedrale, “vedere” le tre opere attraverso il tatto, potendo così conoscere le arti visive bidimensionali, tradotte in linguaggio plastico, tattilmente leggibile.

“Dopo la nostra Cattedrale, ora anche il museo d’arte sacra si impreziosisce di questo percorso, che vuol testimoniare l’attenzione che la Chiesa di Grosseto mette per rendere fruibile davvero a tutti il patrimonio storico-artistico – commenta il vescovo Rodolfo – Come nei secoli passati l’arte sacra ha rappresentato la più popolare e penetrante forma di catechesi anche per coloro che non avevano la possibilità di studiare, oggi essa deve continuare a svolgere questo suo compito di evangelizzazione ed è bello poterlo fare rendendola accessibile a chi, a motivo della cecità, non potrebbe altrimenti godere della bellezza che le opere artistiche esprimono, non solo sul piano estetico, ma anche più profondamente umano. Anche così si costruisce un nuovo umanesimo attraverso il Vangelo”. A tal proposito il Vescovo ha citato l’episodio evangelico dell’uomo dalla mano inaridita sanato da Gesù: “A lui il Signore comandò di allungare la mano – ha commentato il presule – Talvolta, invece, noi uomini realizziamo strutture dimenticandoci di chi, attorno a noi, ha la ‘mano inaridita’ è, cioè, segnato da forme diverse di disabilità. Il percorso realizzato in Cattedrale e al museo rappresenta il tentativo di mettere al centro coloro che comprendono molto più di noi il valore e il dono dei sensi e di dire loro, come Gesù, <allunga la tua mano!>”.

“Ringrazio il nostro Vescovo e i suoi collaboratori – dichiara il Sindaco Emilio Bonifazi – per la sua lungimiranza. Il nostro museo archeologico viene tutto valorizzato dalla presenza dello splendido museo dell’arte diocesana. E’ un gioiello cittadino di cui andare fieri e il percorso per non vedenti ed ipovedenti, realizzato sulla base del progetto della Diocesi, non è solo un rafforzamento dell’offerta culturale cittadina, ma anche la rigorosa conferma del presupposto che la cultura è per tutti oppure non è”.

“Una scelta preziosa – osserva l’assessore alla Cultura, Giovanna Stellini – che va incontro alle esigenze delle persone ipovedenti e che viene messa a disposizione di tutta la città. Un ulteriore passo avanti per il complesso del Museo archeologico comunale, già oggetto nel 2014 di una profonda opera di riqualificazione degli interni e di rilancio attraverso mostre di grande successo. Grazie alla Diocesi per questa bella iniziativa”.

Peraltro il percorso “L’arte dell’invisibile”, che in poco più di un anno dal suo avvio ha portato a Grosseto numerosi gruppi di persone con disabilità sensoriali, attratte dall’idea di poter assaporare il bello dell’arte sacra attraverso il tatto, non si è esaurito soltanto nell’installazione dei supporti. L’ufficio diocesano beni culturali ecclesiastici, infatti, ha promosso anche percorsi sensoriali per non vedenti attraverso la stimolazione dei sensi e il coinvolgimento emozionale, grazie alla possibilità di toccare l’arte e lasciarsi emozionare da essa.

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