segni dell'umano

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Latin Lover, l’umano tra vita e arte

di Raffaele Chiarulli

A dieci anni dalla morte del divo cinematografico Saverio Crispo, in occasione di una commemorazione ufficiale nel suo paese natale, le donne della sua vita – due mogli e quattro figlie – si radunano nella vecchia casa delle vacanze estive. Per ognuna è l’occasione di fare un bilancio della propria vita e di ricostruire, attraverso l’identità di quest’uomo carismatico e sfuggente di cui tutte hanno un ricordo diverso, anche la propria.

È un film di grande classe e un sentito omaggio al “cinema di papà” l’undicesima regia di Cristina Comencini (sua e di Giulia Calenda la sceneggiatura), che piacerà ai cinefili senza essere un film cinefilo: per la regista, figlia di Luigi Comencini, rievocare i fasti del grande cinema del passato – e la presenza a suo modo ingombrante di un padre famoso da gestire insieme a tre sorelle – significa ripercorrere personali cronache familiari. In questo modo si può raccontare di sé, e di una memoria che è per forza di cose “condivisa”, con sincerità e autentico affetto.

Latin Lover riflette sul rapporto tra vita e arte, realtà e finzione (ci sono segreti da rivelare, altarini da scoprire, complessi da cui liberarsi) ma senza mai diventare un gioco fine a se stesso. Ci si diverte e si ride, anche negli snodi più drammatici della vicenda, invocando una certa leggerezza sulla vita (e anche sui “costumi”) ma anche guardando con lucidità al peso dei nodi in cui vanno a finire i troppi fili che vi si intrecciano.

Evocato senza rimpianti ma con tanta nostalgia, il grande cinema italiano degli anni Sessanta e Settanta (incarnato da un attore fittizio in cui confluiscono tratti di Gassman, Mastroianni, Volontè, Tognazzi e Rodolfo Valentino) è una infallibile macchina della memoria che costringe a fare i conti con se stesse le donne di due generazioni e quattro nazionalità diverse. Il passato grandioso, per certi versi, sembra ormai evaporato senza aver lasciato tracce ma solo ferite. Eppure – sembra suggerire il film – attraverso una serena accettazione di sé e della propria storia, anche il dolore può essere trasfigurato. Gli errori non si cancellano ma, alla fine, si scopre di potersi voler bene e di condividere lo stesso bisogno di stare insieme, perdonarsi e, soprattutto, di non restare schiavi delle immagini che ci si è fatti di sé.

Al disincanto che ha contraddistinto un’epoca può seguire un nuovo “incanto”, che il cinema e la sua magia possono aiutare a rivelare – l’arte come trascendenza – e che prende la forma, molto umanamente, di un desiderio diffuso di amare ed essere amati.


Latin Lover. Un film di Cristina Comencini. Con Virna Lisi, Marisa Paredes, Angela Finocchiaro, Valeria Bruni Tedeschi, Candela Peña, , Francesco Scianna, Neri Marcorè. Commedia. Ratings: Kids+16. Durata 104 minuti. Italia 2015.


In collaborazione con ACEC – Associazione Cattolica Esercenti Cinema

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