rassegna stampa

MEIC, discernimento verso Firenze

di Laura Badaracchi

A Camaldoli la tradizionale Settimana teologica del movimento, che quest’anno verterà sul «discernimento» e il Convegno di Firenze

«Che Europa andiamo costruendo? Eppure non si esce dalle secche della crisi di oggi pensando di salvarci da soli, di poter erigere alte barriere a difesa di territori sempre più angusti, perché sarà la storia stessa a rompere le costruzioni che artificialmente abbiamo edificato». Lo sottolinea Beppe Elia, presidente del Meic (Movimento ecclesiale d’impegno culturale), che ieri sera ha aperto presso il monastero di Camaldoli la Settimana teologica sul tema “Il cuore intelligente e la sapienza del discernimento”. Fino a venerdì oltre un centinaio di soci e simpatizzanti dell’associazione, arrivati da tutta Italia, si confronteranno in vista del Convegno ecclesiale di Firenze, in programma a novembre.

«Il discernimento indica la capacità di vedere, tra diverse possibilità, quella che effettivamente corrisponde al raggiungimento del proprio fine, ma in termini cristiani è il dono dello Spirito che porta a riconoscere la verità di Cristo, così da fare la volontà del Padre – ha argomentato il presidente del movimento formato da intellettuali cattolici che partecipano al consueto appuntamento estivo –. Tanto nel campo ecclesiale quanto in quello civile e politico, il discernimento va fatto dialogando con il mondo in cui viviamo. Il Meic vuole vivere questo compito con responsabilità, nella logica della comunione, impegnandosi a cercare le vie per annunciare e vivere il Vangelo nella cultura in cui siamo immersi».

Per Elia, dunque, risulta cruciale «riflettere su cosa significhi il discernimento nella nostra comunità ecclesiale, sia per far progredire la nostra capacità di leggere i “segni dei tempi” dentro il mondo della cultura e delle professioni, sia in previsione del prossimo Convegno di Firenze ». Nel cammino verso questa tappa, il presidente del Meic ha sollecitato i soci – anche tramite l’ultimo editoriale della rivista

Coscienza – a «smascherare la falsa contrapposizione fra le esigenze della sicurezza di chi abita il suo territorio e quelle della solidarietà verso chi domanda aiuto in nome della comune umanità; perché la sicurezza è figlia non di un ordine imposto con politiche repressive e di contenimento ma anzitutto di una cultura di rispetto reciproco, di accettazione della diversità, di condivisione. E una società più fraterna dovrebbe essere anche nei progetti delle nostre comunità cristiane, spesso arroccate e incapaci di una presenza profetica».

Stamattina Paolo Benanti, teologo morale esperto di biotecnologie, proporrà una relazione su “Il discernimento nelle scienze e nella teologia”, mentre alle 16 il monaco Emanuele Bordello interverrà sul discernimento nella sapienza monastica. Domani sarà la volta di Riccardo Saccenti, ricercatore presso la Fondazione per le scienze religiose Giovanni XXIII di Bologna (“Il discernimento nella comunità ecclesiale”), giovedì 27 il biblista Michele Marcato affronterà l’argomento dal punto di vista scritturistico e la giornata conclusiva sarà affidata al magistrato Vito D’Ambrosio, vicepresidente del Meic, su “Il discernimento nella comunità civile e politica”.

da Avvenire, 25 agosto 2015

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