rassegna stampa

Montenegro

Montenegro: «Una Chiesa cantiere per una realtà rinnovata»

di Francesco Ognibene

Vista dall’estremo Sud, la prospettiva per una volta è la stessa: tutti i delegati confermano che ai tavoli dei gruppi il dibattito non ha dovuto scontare differenze di approccio e diagnosi. Lo conferma il cardinale Francesco Montenegro, arcivescovo di Agrigento.

Che Chiesa ha visto in questi giorni?

Una Chiesa che non si piange addosso. È stata importante la spinta che il Papa ha dato, poi c’è stato il lavoro imponente ai tavoli dei gruppi.

Quale sarà l’approdo di questo sforzo comune?

Mi viene in mente l’immagine del cantiere: quando vediamo le impalcature attorno a una casa che sorge non si capisce la forma definitiva. Ma sappiamo che da quell’apparente confusione nascerà una realtà nuova. La Chiesa è un cantiere da quanto Gesù ha messo la prima pietra: non possiamo pensare che a un certo punto finisca la costruzione.

Nei gruppi che clima ha respirato?

Di speranza, nonostante ciascuno sentisse il peso del cammino. Mi è piaciuto vedere l’impegno dei giovani, che normalmente stanno alla finestra. Ci si aspettavano decisioni concrete, ma non credo sia quello che bisogna chiedere a un Convegno ecclesiale: ognuno di noi ha ricevuto molto materiale, abbiamo imparato a coniugare verbi che non usavamo granché.

C’è una consapevolezza acquisita qui a Firenze?

Abbiamo preso coscienza di essere Chiesa, ed è già molto. Anche perché è così che si capisce che un certo vecchio modo di essere e di fare non va più.

da Avvenire, 14 novembre 2015

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