rassegna stampa

Firenze, 11 novembre 2015. Il V Convegno Ecclesiale Nazionale. Monsignor Nunzio Galantino.

«Non discutere, ma di mettere in pratica con stile sinodale»

“Mi auguro che tutti quanti abbiano sentito bene le parole del Papa. Non bisogna aspettarsi che la Conferenza episcopale italiana dopo il Convegno ecclesiale emani le regole di vita su come sperimentare il metodo sinodale”. Lo ha detto ieri sera il segretario generale della Cei, mons. Nunzio Galantino, durante lo speciale “Siamo Noi” su Tv2000 dedicato al Convegno ecclesiale di Firenze. “Il dopo-Firenze – ha spiegato mons. Galantino – non comincia con un nuovo documento, non faremo discorsi sul discorso del Papa perché chi fa questo tradisce lo spirito di Francesco. Il Pontefice ha detto ‘vi ho dato il compito non di discutere ma di mettere in pratica con stile sinodale’. Il primo compito che ci ha dato il Papa è di convertirci alla sinodalità cioè convertirci al dialogo. Bisogna mettersi in ascolto senza ricette pronte in tasca. Il Papa ci ha messo in mano ciò di cui abbiamo bisogno come Chiesa italiana per uscire dalle secche nelle quali ci siamo cacciati, non per colpa nostra ma perché quella era la cultura. Una cultura tremendamente illuministica in cui bisognava conoscere tutto subito”. “Un prete o un vescovo che diventa un semplice replicante, anche di cerimonie sacre – ha ribadito Galantino – non va da nessuna parte perché gli manca la vita, la passione e la vera liturgia”. “Come sacerdoti, vescovi e credenti in questi giorni – ha concluso mons. Galantino – stiamo sicuramente soffrendo. Di fronte a certi fatti c’è solo da vergognarsi”.

Fonte: SIR – Servizio Informazione Religiosa (14 novembre 2015)

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