rassegna stampa

Blackboard with chalk

Progetto scuola #essereumani

di Adriano D'Aloia

Sei un insegnante? Aderisci al laboratorio su Firenze 2015

Dagli uffici Cei per l’Educazione, le Comunicazioni e l’Insegnamento della religione nasce un progetto che coinvolge tutti gli istituti statali e paritari, dall’infanzia alle superiori, e che mette alla prova la creatività con l’uso di vari strumenti espressivi sul tema del Convegno ecclesiale

Il cantiere creativo di Firenze si allarga al mondo della scuola. È partita infatti una nuova iniziativa, ideata dall’Ufficio nazionale per le comunicazioni sociali della Cei, volta a offrire agli studenti e alle studentesse di tutta la Penisola un’occasione di partecipazione concreta al percorso verso il Convegno di Firenze. Non un concorso a premi ma un laboratorio in cui i più giovani sono chiamati a mettere in gioco sensibilità, creatività, competenze tecnologiche e artistiche per realizzare elaborati multimediali che raccontino, a partire da una prospettiva personale, che cosa significhi oggi “essere umani”.

L’invito ad aderire a questa iniziativa è rivolto in particolare agli insegnanti (in primis di religione) di tutti gli istituti d’Italia, dalla scuola dell’infanzia alle superiori. A loro il compito di portare nella propria classe il laboratorio e di declinarlo a seconda dell’età degli studenti e delle dotazioni dell’istituto. Potranno contare sul supporto di un sussidio (reperibile alla pagina www.firenze2015.it/essereumani) che spiega in forma sintetica e chiara i contenuti principali del tema di Firenze «In Gesù Cristo il nuovo umanesimo». Sul sito si può scaricare anche la descrizione dettagliata del progetto, attivabile da subito e aperto sino a ottobre 2015.Proprio per dare la possibilità a tutte le fasce d’età di usare il mezzo espressivo preferito. È ampia la gamma dei formati e delle tipologie di prodotti realizzabili: un disegno, un fumetto, una vignetta per i più piccoli o gli amanti dell’illustrazione, una tag cloud, un post di Facebook, un tweet con un aforisma o una breve poesia per i più ‘tecnologici’, un poster, una fotografia, una registrazione vocale (per esempio un brano musicale), un video per i ragazzi più grandi o in grado di utilizzare strumenti complessi.

I prodotti realizzati potranno essere inviati all’email redazione@firenze2015.it assieme a una scheda della classe e una sintetica descrizione dell’esperienza. Tutti gli elaborati verranno pubblicati sul sito Web del Convegno e condivisi tramite i social network ufficiali con l’hashtag #essereumani. I lavori più interessanti verranno selezionati per una mostra digitale che verrà lanciata durante la settimana del Convegno.

Il laboratorio consente di coinvolgere, formare ed educare i ragazzi attraverso la modalità dell’’imparare facendo’ ( learning by doing), che ha il vantaggio di declinare concretamente le loro capacità critiche, riflessive e creative. Una proposta di ascolto di ciò che i più giovani dicono, pensano e vivono rispetto al proprio essere umani e che, per la prima volta nei Convegni ecclesiali nazionali, qualificherà e valorizzerà una voce decisiva per arricchire il percorso che la Chiesa italiana sta vivendo in questi mesi preparandosi a Firenze.

Il progetto, del resto, dà concretezza ad alcune indicazioni della Traccia, in cui la parola ‘educare’ ha un ruolo centrale. La Traccia evidenzia infatti come per rispondere all’emergenza educativa gli educatori cristiani debbano costantemente innovare i propri metodi, aprendosi anche alle potenzialità dei nuovi mezzi di comunicazione. La Traccia a sua volta dà corpo agli Orientamenti pastorali del decennio in corso Educare alla vita buona del Vangelo, in cui si sottolinea la necessità di «contrastare l’assimilazione passiva di modelli ampiamente divulgati e di superarne l’inconsistenza, promuovendo la capacità di pensare e l’esercizio critico della ragione».

Per questo l’invito agli insegnanti ad aderire al laboratorio è anche una sollecitazione ad aprire le porte degli istituti ai media digitali incentivandone un uso intelligente tra gli studenti per i momentidi lavoro e allo scopo di dar corpo al progetto. Un invito che potrà essere accolto non solo dagli insegnati più smaliziati con le tecnologie e dagli istituti che le utilizzano come supporti alla didattica, ma anche dagli educatori che sono disposti ad affidarsi, con il giusto controllo ma senza censure pregiudiziali, alla capacità naturale dei ‘nativi digitali’ di utilizzare i nuovi media come strumenti di relazione con gli altri e di espressione della propria identità. Le prime adesioni al progetto sono già arrivate, grazie soprattutto alla capillare campagna di diffusione dell’iniziativa realizzata dall’Ufficio Cei per l’educazione, la scuola e l’università e dal Servizio nazionale per l’insegnamento della religione cattolica. «Dare la parola agli studenti e sollecitarli all’uso creativo e significativo dei mezzi digitali – sottolinea il direttore dell’Ufficio educazione Vittorio Sozzi – è la vera novità e il punto di forza di questa proposta. Il loro contributo arricchirà significativamente il Convegno». Per don Daniele Saottini, responsabile Irc, «gli insegnanti di religione hanno un ruolo cruciale per la buona riuscita del progetto: sono figure stimate dagli alunni e dalle famiglie e certamente sapranno cogliere questa nuova sfida che valorizzerà il loro essenziale contributo al percorso di avvicinamento a Firenze».

Un cantiere dunque sempre più ‘aperto’, più partecipato, più multimediale, più giovane. Più umano.

» Vai alla pagina dell’iniziativa

da Avvenire, 3 maggio 2015

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