#FIRENZE2015lab, rassegna stampa

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Riscoprire la fraternità, via per il vero dialogo

Gli interventi della prima giornata

di Maria Rita Valli

L’umanesimo oggi non è esattamente un argomento da talk show ma la Chiesa Italiana lo ha messo al centro del cammino pastorale decennale dedicandovi il Convegno ecclesiale nazionale che si terrà a Firenze nel prossimo novembre. ‘In Gesù Cristo il nuovo umanesimo’ è il tema su cui si confronteranno i delegati diocesani e a Perugia ieri si è aperto il primo dei tre laboratori di studio promossi dalla Conferenza episcopale italiana per ‘spezzare’ il tema affrontandolo da diverse prospettive e ‘portarlo’ sul territorio, tra la gente.

«Il laboratorio di studio che abbiamo organizzato a Perugia vuole costituire – ha detto il cardinale Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve – un tempo di riflessione perché, con l’aiuto di esperti studiosi e di conoscitori dell’animo umano, possiamo offrire alla società se non altro almeno l’idea che una esistenza basata sulla concordia e la reciproca collaborazione, è possibile. I rapporti umani non possono essere regolati solo dalla violenza; l’ingiustizia non può sempre prevalere; l’economia non dovrà sempre umiliare e mortificare le persone. Un altro mondo è possibile, davvero!».

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Don Cristiano Bettega, direttore dell’Ufficio nazionale per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso della CEI (Foto Siciliani)

Il Laboratorio di Perugia, ha sottolineato don Cristiano Bettega, direttore dell’Ufficio nazionale per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso, affronta il tema del passaggio dalla solidarietà alla fraternità, declinandolo dal punto di vista laico-filosofico e interreligioso, ragionando su «identità, estraneità e relazioni per un nuovo umanesimo». Così, dopo il saluto del rettore dell’Università degli Studi di Perugia, Franco Moriconi, il filosofo Angelo Capecci ha introdotto il tema portando le domande che l’uomo di oggi, e la filosofia contemporanea, si pone di fronte, per esempio, allo sviluppo della tecnica che sempre più abbatte i limiti alla volontà dell’uomo fino a farlo sentire onnipotente, o alla atrocità del male compiuto in terre lontane ma anche «dal vicino della porta accanto», o la domanda sul valore dell’uomo in una società in cui tutto si compra ad ha un prezzo.

Il Laboratorio di Perugia, promosso dall’Ufficio Cei per l’ecumenismo e il dialogo in collaborazione con il Dipartimento di Filosofia dell’Università di Perugia, non si limita all’approccio filosofico, ripreso nella sessione su ‘società civile, fraternità e dialogo interreligioso’ da Francesco Fisetti, Letterio Mauro, Fulvio Longato, Carlo Vinti, ponendo l’attenzione all’aspetto del dialogo che attraversa le religioni e anche i saperi perché, ha detto don Bettega aprendo i lavori, «avvertiamo l’esigenza del dialogo, direi l’urgenza di vivere e di pensare in termini di dialogo». Ma dialogo e fraternità in che rapporto sono? La fraternità è categoria che può entrare nel dialogo interreligioso? «La riscoperta della fraternità ha molto da dire al mondo contemporaneo e ai suoi problemi, e si presenta come la vera chiave per attivare relazioni autentiche e influenti nel campo del dialogo tra le religioni» ha detto Marco Impagliazzo, docente all’università per Stranieri di Perugia e presidente della Comunità di Sant’Egidio. Per Impagliazzo l’icona di questo percorso è Assisi 1986 e quello che da allora è chiamato ‘spirito di Assisi’, che «ha rafforzato le identità religiose ma non le ha contrapposte». In una Europa in cui il dieci per cento dei suoi 500 milioni di abitanti è migrante e di questi 20 milioni non sono cittadini europei, il dialogo è necessario, ha aggiunto, per superare «non uno scontro di civiltà ma uno scontro di ignoranza».

da Avvenire, 8 maggio 2015


[Foto Siciliani]

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