contributi

Trasfigurare con l’immaginazione creativa dell’arte

di Cecilia De Carli

La trasmissione culturale insita nel compito proprio del mio insegnare storia dell’arte contemporanea in università costituisce certamente un dato sensibile, fortemente attratto dal concetto religioso di Trasfigurazione. Il processo creativo che presiede la trasposizione artistica è sempre un fatto in parte misterioso: per un verso totalmente umano e incardinato nel reale, per un altro,  proiettato a superarne il limite temporale e ad alludere a un significato altro che, appunto, va aldilà della figura, aldilà della forma. Romano Guardini, introducendo l’argomento dell’opera d’arte pone la questione: “Ci si domanda infatti che cosa sia questa strana entità così irreale e tuttavia così efficace, così avulsa dall’esistenza consueta e pure così profondamente compenetrata nell’intimo, così superflua secondo tutti i criteri pratici e non dimeno così indispensabile”. Provare a rispondere a questa domanda ha richiesto, a me come docente, di non fermarsi all’insegnamento di un percorso storico, ancorché rivisitato o reinterpretato, ma proporre agli allievi di inoltrarsi insieme nel processo artistico, costruendo occasioni che permettano loro anche di farne esperienza. La capacità di una cultura di attivare l’immaginazione creativa è il sintomo della sua vitalità e il modo concreto della sua affermazione storica. Verificare insieme questa conoscenza mette in moto la mente e l’affezione, serve all’esistenza. In questa direzione, un esempio recente riguarda quanto è accaduto in università con l’iniziativa: Tre Installazioni in Università Cattolica nel tempo di EXPO. Promossa dal Centro di Ricerca CREA e dal Laboratorio UCSC ExpoLAB, l’Università ha chiamato nella sua sede milanese, in coincidenza con Expo 2015 tre installazioni attinenti al grande tema “Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita”: In corpore di Giorgio Vicentini,  Ultima Cena  di Franca Ghitti, Sei sculture in pietra sul tema del nutrimento di Gino Cosentino. Tutte e tre allestite in spazi pubblici dell’università, visibili da tutti i suoi frequentatori, sono state, innanzitutto per gli studenti, la possibilità di sperimentare una declinazione interessante del tema dell’esposizione universale in tre proposte espositive simpateticamente aperte al luogo che le ha ospitate. La loro presenza, che per natura stessa dell’installazione prevede una necessaria interazione con il pubblico che ne diventa il centro, ha posto nuove domande alla conoscenza suggerite dall’esserci dell’opera, dal suo costituirsi in figura che non riproduce ciò che è visibile – come dice Paul Klee- ma rende visibile ciò che non lo è.

L’opportunità di stare davanti alle opere d’arte in uno spazio universitario, di abitare, in un certo senso, insieme e per un determinato periodo, è stata accompagnata da Piccole conversazioni in pausa pranzo, aperte agli allievi e al pubblico esterno secondo la modalità  propria del laboratorio universitario, in cui la riflessione e la comunicazione incrociano il contributo delle diverse discipline che in essa si insegnano. Due interlocutori di diversa disciplina sono stati chiamati, nei diversi appuntamenti, a riflettere sull’influenza e sul significato che l’opera esposta  possedeva all’interno del proprio ambito di appartenenza.

Contemporaneamente è uscito, quale frutto di un lavoro di ricerca e mediazione comune fra  docenti e studenti (quelli del Master in Servizi educativi per il patrimonio artistico, dei musei storici e di arti visive), l’e-book Percorsi e storie in Università Cattolica, un agile strumento d’incontro per far conoscere  i luoghi topici dell’Ateneo a servizio e della comunità universitaria e di tutti coloro che, da esterni, sono invitati a partecipare della vita culturale che lì si genera, fino al pubblico dei visitatori. L’e-book, pubblicato da EDUCatt, è scaricabile dal sito dell’Ateneo ed è collegato agli espositori dotati di QR Code, posti negli spazi dove è possibile (oltre che interessante) connettere gli spazi ai racconti  che ricostruiscono i percorsi che hanno dato forma alla sua storia.

L’e-book si muove non solo nella direzione di avvicinare il lettore all’arte ma, più radicalmente, di permettere un’esperienza attraverso l’arte grazie alla molteplicità di relazioni che ogni opera è in grado di attivare. Prende così l’avvio un dialogo non mai finito che aiuta la ricerca interpretativa della realtà che ci circonda, della storia di cui facciamo parte, dell’alterità che ci sfida in modo sempre più cogente, cooperando a creare quel laboratorio di trasmissione del sapere che è l’università, luogo istituzionalmente e pubblicamente preposto alla ricerca e alla formazione.


decarliCecilia De Carli
Professore associato di Storia dell’arte contemporanea
Università Cattolica del Sacro Cuore

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