rassegna stampa

Uscire: Catechesi nei condomini. Serve il coraggio di osare

di Mimmo Muolo

Uscire come fuga dagli “egoismi ” ecclesiali. Uscire come attenzione ai territori. Uscire come ascolto dell’ordine del giorno del mondo. Non sono mancati fin dalla primissima tornata di “tavoli” le molteplici coniugazioni del primo verbo (o prima via che dir si voglia) del Convegno di Firenze. «Intanto – fa notare monsignor Francesco Puddu, vicario generale della diocesi di Cagliari – uscire è stato inteso da tutti i delegati come l’abbandono di antichi cliché pastorali, per aprirsi a una missionarietà a 360 gradi». Puddu è tra i moderatori del “gruppo 1” e non nasconde la sua soddisfazione per l’andamento dei lavori. «Ciò che sta emergendo – sottolinea – è il coraggio di osare ». Una formula che monsignor Filippo Sarullo, parroco della Cattedrale di Palermo, anch’egli tra i coordinatori del gruppo, traduce così: «Uscire è stato inteso come capacità di lasciarsi alle spalle la mentalità del ‘si era sempre fatto così’ per esplorare nuove possibilità». Lo spazio per le esplorazioni, del resto, non manca di certo. Quella in uscita è una Chiesa attenta alla realtà che la circonda, che si fa interpellare da essa, che non pensa di avere tutte le risposte pronte. «Intercettare le esigenze del territorio – afferma don Filippo – è uno degli elementi più sottolineati dai delegati. E per intercettare bisogna uscire», soprattutto valorizzando quelle “antenne” particolarmente sensibili che sono i laici. Tra le prime proposte emerse dai tavoli c’è, infatti, quella di valorizzare le consulte laicali, di promuovere catechesi itineranti nei condomini, di interagire con i cristiani presenti nei luoghi di lavoro, di formazione e anche di ricreazione. «Sono molte le povertà che ci sfidano – sintetizza don Sarullo –, ma anche le risorse non mancano». Importantissimo anche «uscire per andare verso i giovani» e «parlare con loro linguaggi nuovi». Secondo monsignor Puddu, questo desiderio di partecipazione «è un segnale evidente della fecondità pastorale di papa Francesco. Nei miei gruppi – racconta – c’erano oggi 98 delegati su 100, una percentuale altissima che fotografa l’interesse molto alto suscitato dal Convegno». Anche questo in un certo senso è uscire. «Uscire da una mentalità pessimistica o incline alla lamentela, per andare verso la proposta, l’impegno, la gioia di annunciare il Vangelo».

da Avvenire, 12 novembre 2015

 

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