contributi

Uscire è dinamismo

di Jesús Morán

Per papa Francesco uscire è un dinamismo (Evangelii Gaudium 20). Non si tratta quindi di strategia o calcolo ma di dýnamis, cioè di una forza o potenza che agisce nell’attualità e con continuazione. Come ben sappiamo, l’invito a uscire fatto dal papa s’inquadra nella chiamata alla trasformazione missionaria della Chiesa, un impulso che pretende da essa il ritrovamento delle sue origini più pure sulla scia del mandato di Cristo.

Mi sembra importante rilevare, proprio per andare alle radici, che uscire non è altro che la dinamica della vita di Dio e perciò lo stile di vita di Gesù. La Trinità, in effetti, è una sublime ed eterna estasi d’amore. Questa vita trinitaria ad intra, per una sua ineffabile dýnamis, si riversa ad extra nella creazione immettendo in essa la sua impronta.

Il Verbo incarnato vive la sua vita terrena con questa mozione che proviene dall’amore e che lo porta a non guardare mai a sé stesso. Così, vediamo il maestro di Nazareth lasciare il calore della casa paterna, profumata dall’infinita tenerezza di Maria, per andare incontro ai poveri, per sanare i malati, per consolare gli afflitti, per ricostruire i peccatori, per convertire i farisei; lo vediamo andare da una parte all’altra della Galilea e della Giudea senza dimora fissa; lo troviamo nelle sinagoghe e nelle case dei ricchi, perso tra la folla nelle feste del suo popolo. Gesù, nella sua persona, è sempre raccolto nell’intimità del Padre e allo stesso tempo sempre fuori proteso verso l’altro, chiunque esso sia.

Alla luce di queste semplici considerazioni, possiamo dire che il dinamismo dell’uscire non è altro che una meravigliosa attualizzazione del Vangelo di Gesù. L’uscita nel Vangelo non conosce limiti se non quelli del non amore. Per amore, infatti, si può varcare ogni soglia, anzi si deve. D’altronde, la lettera agli ebrei lo dice chiaramente: dopo il Golgota, non c’è possibilità di conformismo, bisogna uscire “fuori dell’accampamento” (Eb 13, 13). Gesù è morto lì, Gesù è là, fuori le mura delle nostre comodità e sicurezze, e ci aspetta là.

Uscire non è solo un messaggio religioso o ecclesiale. In tempi di individualismo estremo e di ripiegamento su sé stessi, gli uomini e le donne della nostra epoca devono imboccare la strada che li porta a trovare sé stessi nell’amore disinteressato. Parafrasando e rovesciando la frase del grande filosofo danese Kierkegaard, direi che la felicità è una porta che si apre verso fuori; se la spingi verso dentro, si chiuderà sempre più.

Fonte: Città Nuova

1 Commento a “Uscire è dinamismo”

  1. Massimo
    il

    “Uscire” mi pare sia sintetizzato dal dovere di essere altruisti cioè non pensare solo a noi stessi ma ad andare incontro al fratello, chiunque egli sia, per accoglierlo come fratello.

Lascia un commento

  • (non sarà pubblicato)

*
To prove you're a person (not a spam script), type the security word shown in the picture.
Anti-spam image