parole dell'umano

Amicizia

di Giuseppe Savagnone

Podcast Il pensiero del giorno (RadioUno, 10 febbraio 2015)

Oggi la crisi dei legami vincolanti rende sempre più diffusa la condizione di “single”. Di uno, cioè, che non dipende da nessuno e da cui nessuno dipende. Il prezzo di questa autonomia assoluta, però, è la solitudine.

L’idea geniale che sta dietro Facebook è di tentare di coniugare indipendenza e compagnia, creando dei rapporti virtuali in cui si possono avere tanti “amici”, senza sentirsi però vincolati e senza dover rispondere di quello che si dice e si fa. Quando si vuole, per qualsiasi motivo, si può chiudere il rapporto, senza gli “effetti collaterali” che accompagnano la rottura di un’amicizia tra persone in carne ed ossa. E anche mentre la si coltiva, si è liberi di mostrare all’altro il volto che si è scelto, anzi, a volte, di assumerne uno del tutto inesistente.

Ma questo modo di vincere la solitudine rischia di renderla solo invisibile e perciò più pericolosa. Le relazioni virtuali sono un surrogato che nasconde, ma non può colmare l’assenza di quelle reali. Se non si vuole che diventi normalità ciò che da sempre è il rischio dei rapporti umani: il loro ridursi a un gioco in cui, come diceva Pirandello, si esibiscono solo le rispettive maschere, ingannando, alla fine, anche se stessi.

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