parole dell'umano

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Porta

di Chiara Giaccardi

È iniziato un anno santo, aprendo una porta.

Un gesto semplice e quotidiano, che diventa straordinario proprio perché in sé è già un simbolo, che parla a tutti. E in epoca di guerra di simboli, ridotti ad armi di divisione, c’è bisogno di questa concretezza.

«Basta con le larve di parole: rimettiamoci dinanzi alle cose!», ammoniva Romano Guardini, già quasi ottant’anni fa.

La porta è simbolo perché mentre separa unisce, e insieme segna una differenza. Dice che non ogni spazio è equivalente, che c’è una discontinuità tra dentro e fuori, sacro e profano, nostro e altrui. Ma dice anche che ciò che divide può unire: e la differenza la facciamo noi, col nostro movimento che traccia inedite vie di unità.

Attraversare differenze ci desta dal sonno dell’equivalenza, ci fa respirare pienezza.

Chiudere e aprire, poi, non sono gesti a senso unico.

Chiudere le porte è un gesto di difesa comprensibile, che però alla fine lascia fuori la vita. Lo dice bene Eliot, con l’ amarezza del rimpianto:

Passi echeggiano nella memoria,
lungo il corridoio che mai prendemmo,
verso la porta che mai aprimmo.

(T.S. Eliot)

Ma si può anche chiudere per proteggere: quante volte le case e le chiese sono state riparo per i perseguitati!

«Apri a chi non bussa alla tua porta», scriveva Pessoa. Che significa andare incontro con mitezza, incoraggiare chi è rassegnato, accogliere chi la pensa in altro modo.

Aprire è spalancarsi agli altri, al futuro, al calore e alla ricchezza della compagnia.

Ma tenere le porte aperte è anche essere vigili, presenti: «Non sapendo quando l’alba verrà lascio aperta ogni porta», scrive Emily Dickinson.

La porta parla di come abitiamo il mondo.

È un passaggio che trasfigura, persino quando a essere attraversata è la porta di una cella : «perché la misericordia di Dio, capace di trasformare i cuori, è anche in grado di trasformare le sbarre in esperienza di libertà», ha scritto Papa Francesco.

Non basta dunque che le porte siano aperte per essere liberi.

La prima porta da aprire è quella del nostro cuore.

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