umanesimo digitale

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Benedetto on line

di Luca Peyron

Fa un certo effetto attraversare alcuni momenti stando solo seduti di fronte ad un pc, ma è quanto mi è successo in occasione delle dimissioni di Papa Benedetto XVI. Un post su Facebook, mentre stavo preparando un ritiro: “ma è vero che il Papa si è dimesso?”. Ho pensato alla solita fregatura e stavo per commentare di non credere a tutto, ma mi sono fermato un secondo prima di inviare. Tutto vero: la storia all’improvviso. Non passa molto tempo che cominciano a fioccare i commenti ed anche le paure. Insieme a tante domande. Velocemente la casella di posta si riempie: animatori, adulti, amici, compagni di scuola, chiunque… smarriti. Ho scritto un commento e poi un secondo cercando che lo Spirito entrasse nella tastiera finendo per passare tutto il pomeriggio ad incoraggiare, rispondere, consolare, spiegare, condividere: un gregge sempre più grande e per il gioco della rete velocemente fatto di volti ed alias sconosciuti. Nacque un post sul blog del seminario dove scrivevo, subito condiviso sui social:

Quando la Storia ti passa accanto e ti sfiora provi un brivido nella schiena, i pensieri si affollano nella mente, il cuore batte forte, hai la sensazione di vivere spettatore di te stesso. Oggi la Storia ci è passata accanto, in un giorno particolare e forte, ovattato di neve quasi che l’annuncio del Papa non dovesse fare troppo rumore nelle nostre vite concentrate sul presente e così di rado proiettate nel futuro, ancora meno nell’eternità. Dell’11 febbraio 2013 e più ancora del 28 febbraio 2013 scriveranno i libri di storia, quelli che studieranno i nostri nipoti e pronipoti. Noi siamo qui, in questo adesso. Permettete amici che vi consegni un solo piccolo pensiero: Benedetto XVI si fa da parte perché vuole che la Chiesa sia condotta da una persona più forte fisicamente, più capace di affrontare le sfide del domani. Quella persona non sarà solo il prossimo Papa, non più. Da oggi Benedetto XVI ci consegna un modo diverso di vedere la Chiesa, le responsabilità in essa, il nostro ruolo gli uni per gli altri. Questo grande ed umile Papa ci consegna il senso profondo del Concilio Vaticano II: il capo è Cristo, il corpo, con ruoli diversi, ognuno di noi, tutti noi. Oggi la Storia ci è passata accanto per dirci: da domani tocca anche a te essere un piccolo, semplice, umile lavoratore nella vigna del Signore. Avremo un nuovo Papa, un nuovo pastore universale, ma ad ognuno di noi è chiesto nel qui ed ora, di essere amico, amica, padre, madre, guida per il fratello e la sorella che cercano Cristo. Oggi Benedetto XVI ci ha riconsegnato la Storia perché sia anche tu ad indirizzarla secondo il cuore di Dio”.

A sera, pregando compieta e ripensando davanti al Signore a quella giornata così convulsa e particolare ho provato una sensazione dolce e forte, quella di essere un pastore che per grazia di Dio, almeno per questa volta, ha cercato e trovato tante pecore smarrite riportandole all’ovile.


luca_profilodon Luca Peyron (Torino, 1973) è responsabile dell’Ufficio per la Pastorale degli Universitari dell’Arcidiocesi di Torino e delegato della Pastorale universitaria Piemonte e Valle d’Aosta. 

www.universitari.to.it Facebook: don Luca cappellano | @dlucap

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