parole dell'umano

Carismi

di Luigino Bruni

L’insufficienza morale e civile del nostro tempo è anche la conseguenza dell’espulsione dei carismi dalla vita pubblica. E quando mancano i carismi, i doni della charis (grazia, gratuità), o quando sono considerati soltanto faccenda ‘religiosa’ e quindi irrilevante per la vita civile, l’economia la politica la società si smarriscono, perché manca loro la risorsa essenziale della gratuità. C’è, infatti, un nesso inscindibile tra i carismi e la gratuità. I carismi sono una grande via che consente alla gratuità di vivere nel mondo. Ogni tanto, molto più spesso di quanto si pensi, arrivano in mezzo a noi persone con una vocazione speciale di gratuità. Oggi si trovano anche in altri luoghi dell’umano: dall’economia alla politica, dall’ambientalismo ai diritti umani. Ce ne sono molti, ma raramente abbiamo la capacità culturale e spirituale per riconoscerli. I carismi aumentano e potenziano la gratuità sulla terra, e la fanno risvegliare o risuscitare in quelli che li incontrano. Trovano il ‘già’ della nostra gratuità e fanno fiorire il ‘non ancora’. Ogni incontro vero con un carisma è l’incontro con una voce che interpella la nostra gratuità, e se sembra morta le dice: «Talitha kumi», fanciulla alzati. I carismi arrivano nel mondo per il bene di tutti, anche di chi i carismi non li vede, o li disprezza. Ma vengono soprattutto per i poveri. Se non ci fossero i carismi, i poveri non sarebbero visti, amati, curati, salvati, stimati: «Oggi arriva la salvezza nella nostra parrocchia: una famiglia con sei figli, tutti handicappati» (Don Lorenzo Milani). È lo sguardo diverso dei carismi che dona ai poveri speranza, gioia, e spesso li risorge. I carismi sono dono di un orizzonte più largo nel cielo di tutti.