rassegna stampa, umanesimo digitale

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Con i nuovi media verso un «umanesimo digitale»

di Adriano D'Aloia

Crescono sul sito Web del Convegno di Firenze i contenitori predisposti per raccogliere contributi di studiosi e utenti Una formula «sociale» che costituisce una delle maggiori novità dell’evento

Coniugare cultura e comunicazione alla luce del Vangelo è una delle sfide più ardite che il 5° Convengo ecclesiale nazionale ha lanciato e a cui incessantemente richiama fin dal suo tema, che è un titolo ma al contempo un metodo: «In Gesù Cristo il nuovo umanesimo». In quel «nuovo» è insito infatti un atteggiamento, una disposizione ad accogliere l’originalità di qualcosa che si presenta per la prima volta o come diverso, nel contenuto o nel modo, da ciò che è già stato detto o dal come è stato fatto. La novità è mutamento, trasformazione, trasfigurazione.

I nuovi media, ovvero i mezzi di comunicazione digitale che rendono possibile il coinvolgimento attivo del pubblico nella generazione e nella circolazione del contenuto, sono certamente strumenti al servizio di questa missione. E tuttavia il ‘nuovo’ è tale solo rispetto al ‘vecchio’ e dunque a sua volta invecchia in fretta a favore di una novità più nuova. Il tema-metodo del Convegno di Firenze invece sottrae la novità al suo processo di invecchiamento naturale, poiché lo colloca in qualcosa di sempre nuovo, ovvero eterno: in Gesù Cristo, nel suo umanesimo giunto immutato sino a noi eppure ancora da scoprire.

La sfida raccolta dai media di Firenze 2015 è allora quella di comunicare la cultura con una cultura della comunicazione consapevole che il nuovo è sempre relativo, e l’assoluto è sempre nuovo. Alle esigenze sul primo fronte – comunicare la cultura – rispondono le rubriche che giorno dopo giorno si alimentano di nuovi contributi volti a ‘tradurre’ in un linguaggio chiaro ma illuminante opere d’arte, film, testi letterari («Segni dell’umano»); affrontano questioni ‘calde’ come l’ecologia, l’immigrazione, la politica («Creazione dell’umano» e «Ragioni dell’umano»); riscoprono il significato delle parole che usiamo ogni giorno («Parole dell’umano»).

Sul secondo fronte – la cultura della comunicazione – si pone una quinta rubrica «Umanesimo digitale» che mette a tema proprio i rischi dei media contemporanei ma ne sottolinea anche le potenzialità, per esempio attraverso gli articoli taggati «Annuncio 2.0», testimonianze innovative di catechesi, formazione e informazione. Ma anche e soprattutto tutte le iniziative partecipative avviate negli scorsi mesi (e tutt’ora attive) tramite i social network ufficiali (Facebook, Twitter e YouTube), dopo il successo delcontest per l’individuazione del logo del Convegno. Per esempio la rubrica «Parole dell’umano» è stata aperta agli utenti attraverso l’iniziativa «A te la parola!» (www.firenze2015.it/atelaparola): tutti possono contribuire alla costruzione di un grande «vocabolario dell’umano» scegliendo una parola e inviando una ‘definizione’. Ancora, il progetto #EssereUmani dedicato ai più giovani, e in particolare alle scuole (www.firenze2015.it/essereumani): un laboratorio per riflettere sul tema del Convegno sperimentando i linguaggi della comunicazione. E ancora, l’iniziativa #CitizenHumanism (www.firenze2015.it/citizenhumanism) rivolta a tutti e in particolare agli Animatori della comunicazione e della cultura e ai giornalisti delle testate cattoliche locali, invitati a trasformarsi in ‘reporter dell’umano’ e catturare e condividere storie di umanesimo quotidiano.

Una proposta dunque ampia e differenziata, per consentire a tutti – e non solo ai delegati diocesani che saranno fisicamente a Firenze – e da subito – non solo durante la settimana del Convegno – di prendere parte al cammino di riflessione e preparazione di un evento che, grazie anche al connubio fra comunicazione e cultura, è già nuovo e già duraturo.

da Avvenire, 7 giugno 2015

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