rassegna stampa

bozzetto logo

Il logo prende vita

di Domenico Pompili

Un’animazione per lanciare il nuovo sito del Convegno

È oggi online il nuovo sito web www.firenze2015. it, il luogo di convergenza di chi si sta preparando al Convegno ecclesiale nazionale di Firenze 2015 “In Gesù Cristo il nuovo umanesimo”. Un territorio digitale che connette le tante famiglie che compongono la grande famiglia della Chiesa di papa Francesco e permette ai diversi volti della Chiesa incarnata e quotidiana di vedersi l’un l’altro e condividere il cammino. Ma anche un affaccio per chi, dal di fuori, può essere almeno incuriosito da una riflessione corale e intessuta di esperienza sul tema dell’umano oggi. Il sito, che è una grande cantiere in progress , attendeva, per “nascere”, la lavorazione del logo definitivo, sulla base della proposta grafica che appena un mese fa ha vinto il contest lanciato in ottobre, poi migliorata dagli stessi autori per adattarsi più efficacemente alla testata del nuovo sito e dei social. Un logo che è, nella sua semplicità ma anche capacità evocativa, il biglietto da visita e il simbolo di questo appuntamento importante. La proposta, della farmcreativa Borgoognissantitre, che ha sede proprio a Firenze, si era imposta grazie alla sua capacità esprimere al contempo il contenuto del tema “In Gesù Cristo il nuovo umanesimo” e il metodo partecipativo, inclusivo ed estroverso con cui il Comitato ha invitato tutta la Chiesa italiana a rendersi protagonista del Convegno. Metodo peraltro utilizzato anche per lo stesso concorso, attraverso la libera attribuzione dei “Mi piace” sulla pagina Facebook ufficiale di Firenze 2015.

firenze_2015_logo-trattoIl logo (di cui da oggi i grafici e i webmaster delle diocesi troveranno sul sito varie versioni, liberamente scaricabili, da utilizzare nella comunicazione delle iniziative legate al Convegno) esprime con rme

rza ed efficacia un doppio movimento. Anzitutto verso l’alto: due grandi frecce rosse – il popolo di Dio – che si innalzano fino ad abbracciare la Croce e in quest’abbraccio compongono la cupola del Duomo di Firenze, simbolo della città, dentro la quale campeggia il titolo del Convegno. E un movimento in uscita: cinque frecce più piccole che dalla base della cupola si irradiano verso l’esterno, verso il mondo, e idealmente verso tutte le «periferie esistenziali» che il Papa indica come frontiere per l’azione della Chiesa. Non a caso cinque frecce, a richiamare le cinque “vie” che la Traccia di lavoro suggerisce come forme concrete di avvicinamento all’umanesimo incarnato di Cristo: uscire, annunciare, abitare, educare, trasfigurare. Il tutto tratteggiato a mano, per sottolineare la semplicità, l’essenzialità e anche l’attenzione alle generazioni più giovani con cui la Chiesa italiana, a 50 anni dal ConcilioVaticano II e dopo quattro convegni ecclesiali, vuole tornare a riunirsi per confrontarsi sul senso dell’umano in una contemporaneità dominata da tecnica ed economia, ad alto rischio disumanità.

Da oggi questo logo letteralmente prende vita grazie a un’animazione (realizzata dallo studio creativo Lamorfalab in collaborazione con l’associazione WeCa – Webcattolici, a riprova della mobilitazione di molti creativi per innovare la comunicazione del Convegno ecclesiale) che dispiega anche nel tempo il suo significato. È un vero e proprio gesto colto nel suo momento dinamico, nel suo farsi: nulla è già dato, il cammino va costruito insieme. La direzione è indicata dalle frecce: in alto e in uscita. Prima e al centro di tutto c’è la Croce, elemento anch’esso dinamico, che alimenta il moto di tutti gli altri.

Anche la componente sonora è significativa. Come appena prima di un concerto di musica sinfonica, tutti gli strumenti dell’orchestra si accordano attorno a una nota di riferimento. Un momento ancora provvisorio, persino dissonante per la libertà di ogni strumento di ricercare la sintonia senza i vincoli di uno spartito e di un direttore. Questo momento sonoro restituisce l’idea della partecipazione collettiva, della molteplicità e della polifonia di voci che animeranno – attraverso il nuovo sito, già da oggi – il Convegno; e al contempo è un annuncio, un richiamo che raccoglie l’attenzione, suggerisce il contributo insostituibile di ciascuno e comunica il senso di attesa trepidante per un evento ormai prossimo.

da Avvenire, 23 gennaio 2015

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