rassegna stampa

Sette schede per portare il tema nel quotidiano

di Matteo Liut

Sette passi dentro il cuore di Firenze 2015, sette finestre aperte sul cantiere del «nuovo umanesimo», sette strumenti preziosi per «incarnare» la Traccia del Convegno nelle realtà locali della Penisola. Così si presentano le sette schede curate dalla Giunta del Comitato preparatorio e pubblicate online nel sito del quinto Convegno ecclesiale nazionale in programma dal 9 al 13 novembre prossimi.

«Le schede – si legge nella presentazione – intendono essere uno strumento agile ed essenziale, a disposizione dei consigli pastorali parrocchiali e dei gruppi formativi sia giovanili sia adulti, per poter entrare sempre più approfonditamente dentro il tema e la prospettiva pastorale del Convegno».

Ma perché «spezzare» lo strumento principale della preparazione, la Traccia, in una serie di «sotto-strumenti » ridotti? In realtà le schede non hanno l’intento di riproporre la Traccia nel suo insieme, anche perché diverse comunità diocesane hanno già lavorato al documento offrendo a tutti – tramite il sito del Convegno – efficaci sussidi «globali ». Le tracce, invece, propongono un percorso ulteriore, teso a far emergere alcuni punti particolari e ispirato secondo due criteri fondamentali: essenzialità e semplicità.

«È necessario che la Traccia venga letta e conosciuta – spiegano i curatori delle schede –; tuttavia difficilmente può essere approfondita nella sua interezza in momenti di gruppo, nei quali occorre fare delle scelte tenendo conto dei destinatari a cui ci si intende rivolgere». Da questa esigenza nascono, quindi, le sette schede, alle quali ogni realtà locale potrà dedicare spazi diversi in base alle specifiche situazioni. Il tutto in una prospettiva di più ampia condivisione possibile: «È importante che il percorso di preparazione sia a misura di tutte le persone che vivono nelle nostre comunità, nelle loro diversità di sensibilità culturale e nelle loro differenti età – si legge nella presentazione riguardo alla scelta della semplicità –. Per questa ragione si è pensato di proporre delle schede agili che possano dare spunti per l’ascolto della Parola, per la riflessione, il confronto e la preghiera comune». Ma su cosa si soffermano esattamente le sette schede? La prima è interamente dedicata al testo evangelico di Marco che fa da riferimento al Convegno Ecclesiale, la giornata a Cafarnao narrata nel primo capitolo di Marco. La seconda scheda presenta la «prospettiva cristologica » del tema al centro del Convegno, dedicando una particolare attenzione al «riconoscersi figli». Le altre cinque sono dedicate alle «cinque vie verso l’umanità nuova» presenti nell’ultima parte della Traccia. Tutte le schede, a eccezione della prima, presentano una struttura unitaria che prende l’avvio dall’ascolto del Vangelo per proseguire con tre ulteriori sezioni: «Per approfondire », con alcuni brani tratti dai testi del Concilio Vaticano II, dalla Evangelii Gaudium, dalla Traccia stessa e con uno spunto per la riflessione comune; «Per confrontarsi e progettare », con la proposta di alcune domande che invitano le comunità alla valutazione della propria situazione e alla progettazione pastorale; «In preghiera», con una orazione finale.

Gli interrogativi posti dalle schede spaziano a 360° sulla vita delle comunità locali e sulla loro capacità di essere presene incisive nel territorio in cui abitano. Così nella terza scheda, «La via dell’uscire», ci si chiede «come sappiamo incontrare coloro che non fanno parte della comunità ecclesiale» e «come sappiamo praticare l’ascolto nei loro confronti, per offrire con semplicità la nostra testimonianza ». Non mancano indicazioni concrete e quotidiane, come quella proposta nella quarta schede, «La via dell’annunciare», che invita a «esprimere, con umiltà ma anche con fermezza, la nostra fede nello ‘spazio pubblico’, senza arroganza, ma anche senza paure e falsi pudori». E, infine, non mancano i richiami alle dinamiche fondamentali interne di ogni parrocchia o gruppo cristiano, come la vita liturgica: la settima scheda, «La via del trasfigurare», invita a riflettere su come la comunità «si costruisca» attorno all’altare perché «all’uscita dallo spazio liturgico le nostre relazioni crescano nella comunione e nella carità».

da Avvenire, 3 maggio 2015

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