parole dell'umano

Bellezza

di Massimo Tallarini

Per la poetessa Saffo bello è tutto ciò che è integro; per Erodoto è bello ambire ad una bella morte (il guerriero), per Eraclito è bellissima l’armonia (fatta anche tra “poli” discordanti), ma celata agli occhi visibili; per Omero è “bello” l’Aristos di Achille, la forza del corpo e l’audacia in guerra; per Aristotele è “bello” il tragico (la tragedia dell’Edipo Re). Il bello dunque non è solo estetica, ma anche richiamo forte al “bene”. Così, scrive Gianfranco Ravasi, nel Nuovo Testamento l’aggettivo “Kalos” è usato per indicare il “buono” e il “bello”. Perché la trascendenza unisce in sé, in modo unitario, verità e bellezza, bontà e giustizia. Anche un papa, recentemente, ha dato una sua definizione di bellezza. Benedetto XVI diceva: la “bellezza” è come una ferita, meglio è la “feritoia” attraverso cui passa il senso profondo del “bello” come apertura all’infinito. Abbiamo l’arduo compito di riscoprire oggi, in un mondo circondato dalla “bruttura” e dalla “bruttezza”, la potenza della Bellezza: quella di “trafiggere anche la persona più superficiale”, squarciandone il velo di banalità. Infine Albert Camus ne L’Uomo in rivolta scriveva: «La bellezza senza dubbio non fa le rivoluzioni. Ma viene un giorno in cui le rivoluzioni hanno bisogno della bellezza».

Essa viene dunque riconosciuta come colei che può salvare l’uomo dalla disperazione. Perché il bello entra dagli occhi e arriva al cuore. Chi è abituato a possedere il bello nel cuore difficilmente si lascia andare alla bruttura del vivere, alla disperazione, perché ha in sé un richiamo a ciò che è veramente umano, portatore di speranza.

La mafia in Sicilia non reagisce sempre, ma quando sente il pericolo per le sue nuove leve. Reagisce quando intravede in padre Puglisi il pericolo: è il prete che porta i suoi ragazzi a giocare e a studiare, ad accostarsi col cuore e con la mente al bello della vita. Bombe a orologeria nell’Inferno mafioso. Alla strage degli innocenti dei nostri giorni, perpetrata da mani violente in nome della falsa religione di cui si fanno portavoce, la reazione sarebbe quella della vendetta immediata e violenta.

Abbiamo il compito di guardare anche al bello, a media e lunga gittata lanciare lo sguardo: costruire più scuole e più ospedali. Per aver cura della bellezza dell’anima e del corpo. Piantare semi di bellezza nel futuro che arrivi ai figli domani e a nipoti dopodomani e da qui spunti la gratitudine verso le persone che ci aprono orizzonti ampi e inattesi a ciò che è bello, a ciò che ci rende più uomini.

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