parole dell'umano

130505-196

Canto

di Chiara Giaccardi

Quanti di noi questa mattina hanno iniziato la giornata cantando? «Ogni giorno dovremmo ascoltare almeno una canzone, leggere una bella poesia, vedere un bel quadro e, se possibile, dire qualche parola ragionevole», scriveva Goethe. Cantiamo per addormentare un bambino, celebrare una festa, consolare chi piange.

Cantare è una medicina buona, che fa bene e ci cura. Per il poeta Rilke «Cantare in verità è un respiro diverso, senza meta. Un soffio divino. Un vento».

Cantiamo quando siamo innamorati. Il canto è la forma più bella che prende la voce quando lo sguardo è illuminato dall’amore. «Cantiamo perché sappiamo ascoltare il canto delle cose» (Rilke).

Scrive Papa Francesco nella Laudato si’: «Così come succede quando ci innamoriamo di una persona, ogni volta che Francesco guardava il sole, la luna, gli animali più piccoli, la sua reazione era cantare, coinvolgendo nella sua lode tutte le altre creature. Egli predicava persino ai fiori e li invitava a lodare e amare Iddio» (LS 11).

Per Sant’Agostino «Chi canta, prega due volte». Per questo le preghiere più belle sono ‘cantici’: il Cantico delle creature di San Francesco, il Cantico dei cantici, il canto del Magnificat di Maria, il Canto dell’amore di San Paolo.

«Quando un popolo canta, c’è da sperare ancora», diceva padre Turoldo.

Cantare è il modo ‘incarnato’ con cui festeggiamo con gratitudine e stupore la meraviglia del mondo che abbiamo ricevuto e dell’amore che sempre ci sostiene e può mutare le nostre lacrime in un canto di gioia. È coltivare la nostra umanità parlando il linguaggio della bellezza e dell’armonia. È una terapia contro l’inaridirsi, lo sfruttamento, la divisione.

È anche il linguaggio della fraternità. Cantare insieme ci unisce, ed è più della somma delle voci.

Accogliamo allora, per questa estate che ė iniziata e per ogni giorno della nostra vita, l’augurio di padre Turoldo:

Tempo è di unire le voci,
di fonderle insieme
e lasciare che la grazia canti
e ci salvi la Bellezza. 
Perché anche nel nostro ultimo giorno possiamo sussurrare, con fiducia,

La vita che mi hai ridato
ora te la rendo
nel canto.

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