parole dell'umano

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Conversione

di Giovanni Gori

Nel quadro di Rembrant Il ritorno del Figliol Prodigo vediamo una cosa strana: il Dio raffigurato come Padre ha una mano di Uomo e una di Donna. Con entrambe abbraccia il figlio che ritorna a lui dopo la conversione.

Lungi dall’essere un omaggio ante litteram alla teoria del “gender”, con questa audace trovata Rembrant ci descrive la sua idea di un Dio che è Padre ma che ci ama con l’amore di Madre. Sempre ci segue, sempre ci accompagna, anche quando noi, a volte per lungo tempo, gli voltiamo le spalle.

Già, perchè la conversione altro non è che un cammino, il quale dura una vita, e ci vede in lotta contro la parte oscura di noi stessi, fino alla nostra morte. È un viaggio in cui ognuno di noi è chiamato a fare la sua parte, il suo pezzo di strada, piccolo o grande che sia.
Fortuna che non siamo soli ma, se lo sappiamo ascoltare, abbiamo Dio con noi. Egli non ci abbandona anche se a volte siamo noi a lasciarlo.

La conversione è la storia di un ritorno e di un incontro: oguna è differente dalle altre ma tutte sono delle ottime storie. Ci piace raccontarle, scriverle, leggerle. Ne parliamo, ci danno speranza e guida, consolazione spirituale. Quante storie di conversione sono contenute nelle vite dei Santi! Dimostrazione che si può arrivare in alto, alla Santità, qualsiasi sia il nostro punto di partenza.

La potenza di questi racconti è dirompente, del resto sappiano che quando ci capita qualcosa di sorprendente nella nostra vita, non possiamo non parlarne. Dobbiamo diffondere questa gioia che è in noi! E così è per l’incontro con Dio.


Giovanni Gori fa parte dell’equipe giovani del Movimento per la Vita.

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