parole dell'umano

Cura

di Chiara Giaccardi

Podcast Il pensiero del giorno (RadioUno, 11 gennaio 2015)

Non basta mettere al mondo. Se pianto un fiore e non lo innaffio, quel fiore muore; se partorisco un figlio e non me ne prendo cura, non può sopravvivere; se do inizio a una storia d’amore e non la alimento, l’amore si spegne (anche se, per autoassolverci, preferiamo pensare che forse non era la persona “giusta”); se fondo un’impresa senza preoccuparmi della sua sostenibilità nel tempo, essa è destinata al fallimento; se faccio nascere un movimento politico intercettando una do- manda o una protesta, ma poi non ho una visione e non so coinvolgere chi mi ha dato fiducia, non si produce alcun cambiamento.

Ciò che abbiamo fatto essere dobbiamo continuamente farlo essere (e, intanto, in questo movimento anche noi saremo “fatti essere”). È il movimento della cura.

Nella sua radice latina la parola cura contiene in sé un’intera frase: cor urat, “scalda il cuore”. L’elemento termico, e quindi tattile (per scaldare bisogna strofinare, abbracciare, comunque toc-care e stare vicino), denota un tratto fondamentale della cura: l’abolizione della distanza, il farsi prossimo.

Ma la parola ha anche una radice sanscrita, ku, che viene da kau, osservare (da cui la saggezza). C’è dunque un legame con lo sguardo, ma anche con il sapere. O, meglio, con la sapienza: il conoscere con la totalità di se stessi (e non solo con l’intelletto). C’è una saggezza del corpo, che nei gesti di cura si affina e diventa patrimonio inalienabile. Perché l’altro non è oggetto di uno sguardo distaccato, ma soggetto che lo sguardo abbraccia. E quando si è imparato ad abbracciare (altro gesto che non può che essere reciproco) si desidererà farlo per sempre.

2 Commenti a “Cura”

  1. IDA MIRANDA
    il

    CURA E’ UNA PAROLA CHE MI PIACE TANTO PERCHE’ TROVO CHE IL SUO SINONIMO SIA AMORE E FORZA . SE IO CURO I RAPPORTI INTERPERSONALI CON L’ALTRO IN MANIERA NON PIU’ FRETTOLOSI QUESTI SI RAFFORZANO SEMPRE DI PIU’ DIVENTANO PIU’ STABILI E OFFRONO UNA LETTURA DELL’ALTRO NON SUPERFICIALE E RISPETTOSA IN QUESTO MIO TEMPO -DONO DIO/PADRE E VISTO COME TEMPO DI GRAZIA – SCELGO E CHIEDO IL DONO E LA INTERIORIZZAZIONE DI QROLA PER POTER TESTIMONIARE SEMPRE PIU’ L’AMORE DI DIO/PADRE VERSO DI NOI E TRA NOI E PER MESTESSA.
    CON AMORE E GIOIA IDA

  2. Maria Giuseppina Astorino
    il

    Ho cercato di insegnare e far capire a tanti operatori sanitari, a vari livelli di responsabilità e di formazione, il valore della cura e del prendersi cura.
    Le considerazioni della professoressa Giaccardi sono tanto essenziali quanto significative sia per il fare assistenziale che per l’essere del cuore.
    Grazie.

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