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Memoria

di Tonino Ceravolo

La memoria, se diamo retta a Sant’Agostino (De Trin., XV, 39), è parte dell’immagine trinitaria di Dio nell’uomo. Le tre “potenze” che l’uomo ritrova dentro di sé (memoria, intelligenza e volontà) costituiscono «la struttura naturale del suo spirito», ciò che gli consente di ricordare, contemplare e abbracciare la natura eterna e immutabile.

L’uomo è un essere rammemorante e che, facendo memoria, spesso anche commemora. L’intera liturgia è un memoriale, che ha il suo centro, cuore e culmine nell’Eucaristia, memoriale della passione, morte e risurrezione di Cristo: «Fate questo in memoria di me» (Lc 22, 19; 1Cor 11, 25). In un testo, per alcuni versi inattuale, lo ricordava Giovanni Paolo II: «La memoria evoca ricordi. La Chiesa è, dunque, in certo senso, la “viva memoria” di Cristo: del mistero di Cristo, della sua passione, morte e risurrezione, del suo Corpo e del suo Sangue. E questa “memoria” si compie mediante l’Eucaristia. Ne consegue che i cristiani celebrando l’Eucaristia, facendo cioè “memoria” del loro Maestro, scoprono continuamente la propria identità.

L’Eucaristia evidenzia qualcosa di più profondo ed insieme di più universale – evidenzia la divinizzazione dell’uomo e la nuova creazione in Cristo. Parla della redenzione del mondo» (Memoria e identità. Conversazioni a cavallo dei millenni, Rizzoli, p. 172). La memoria eucaristica non è un semplice ricordo di avvenimenti lontani, accaduti una volta per sempre, senza relazione con la nostra vita oggi, ma instaura un ri-accadere e un ri-avvenire, qui e adesso. Questa memoria del Signore è pure a fondamento, per i cristiani, del fatto che la loro è una fede che continuamente fa memoria, per esempio dei defunti o dei santi, riannodando, in essa, tutta la storia dell’uomo.

Peculiare e singolare, come ricorda ancora Giovanni Paolo II, è, nel contesto della storia della salvezza, la memoria materna di Maria, testimone incomparabile della vita di Cristo fino al sacrificio sul Golgota e della nascita stessa della Chiesa nel giorno di Pentecoste: «Questa memoria materna di Maria è particolarmente importante per l’identità umano-divina della Chiesa. Si può dire che alla memoria di Maria ha attinto la memoria stessa del nuovo Popolo di Dio, rivivendo nella Celebrazione eucaristica eventi ed insegnamenti di Cristo appresi anche dalle labbra della Madre.

Del resto, anche quella della Chiesa è una memoria materna, perché essa stessa è madre, una madre che ricorda. In grande misura la Chiesa custodisce ciò che era presente nei ricordi di Maria» (p. 175). Memoria della madre che consente ai cristiani anche di fare memoria del Figlio, rinnovandone, nel suo ripresentarsi, quotidianamente il Mistero.

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