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Notte prima di #Firenze2015

di Chiara Giaccardi

 

Attendere: infinito del verbo amare, diceva don Tonino Bello. Un amore per la vita, per la bellezza che possiamo portare nel mondo, insieme, per renderlo abitabile, più a misura d’essere umano. Un’attesa che fa sembrare diversa Firenze, anche se la conosciamo già. Come se le chiese, le strade, le persone che le animano a quest’ora della sera ci stessero aspettando. Il tempo scorre fra le luci della notte, oltre il finestrino di un taxi. L’attesa lunga di questi mesi ora è più intensa, stretta ormai in un pugno d’ore.

Gustare questo momento è un modo per prepararsi a incontrarci domani. Oggi, di domenica, abbiamo salutato le nostre famiglie, siamo saltati su un treno, abbiamo attraversato l’Italia… Ne varrà la pena: all’alba l’attesa fiorirà un nuovo inizio, un “inizio vivo”, pieno di speranza e di fiducia per futuro.

Sappiamo che non si dirà una parola definitiva, che non si possono trovare soluzioni facili alle tante questioni, che quella che festeggiamo è la tappa di un cammino. Ma stiamo imparando un metodo: aprirci, uscire, camminare insieme riconoscendo ciò che ci unisce al di là di quello, infinitamente meno importante, che pare dividerci. Un cammino di tutti, inclusivo, dove c’è posto veramente per ciascuno, dove le porte sono aperte per chi ancora si sente fuori.

Attendiamoci l’un l’altro, domani, con gioia grande.


Fotografie e video di Adriano D’Aloia

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