parole dell'umano

Respiro

di Anna Maria Molinari

In Genesi ed Ezechiele le parole “vita” e “vivere” vengono frequentemente usate per indicare la creazione di Dio e per dare un senso alla sua volontà non solo di porre l’uomo come unica creatura capace di relazionarsi con Lui, ma anche per affidargli l’intero creato. Nell’Antico Testamento la vita è intesa come simbiosi tra carne, respiro, cuore. In particolare, il termine ebraico RUAH viene tradotto quale “respiro vitale”, “forza divina”: è il soffio vitale di Dio sull’uomo che gli consente di diventare “vivente” e al quale richiede di vivere in piena e totale comunione.

Nel Nuovo Testamento, il soffio vitale è collegato allo Spirito Santo e alla figura di Gesù Cristo. Gesù Cristo diventa quindi l’unico esempio per comprendere l’intero progetto di Dio per l’uomo: Cristo, risorto, risorge a vita nuova, la stessa che porterà anche a noi alla condizione definitiva.

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