esperienze

Albano

Catecumenato crismale

Gruppi di catechesi parrocchiale d’iniziazione cristiana

Affinché si possa contestualizzare l’esperienza è importante partire dal cammino di rinnovamento dell’educazione alla fede che ha portato alla graduale elaborazione del progetto diocesano di iniziazione cristiana per le nuove generazioni (0 – 18 anni). Esso è frutto di un lavoro sinodale (anno pastorale 2010-2011) che ha coinvolto i vari organismi di partecipazione diocesani e vicariali, in particolare i catechisti e il clero, e ha portato ad una prima bozza presentata al Convegno pastorale del 2011 (tema: «Iniziare alla vita buona del Vangelo»). Composto da quattro tappe – pastorale battesimale, tappa eucaristica, catecumenato crismale, laboratorio della fede – il suo obiettivo generale è accogliere e accompagnare le famiglie nell’educazione alla e della fede dei loro figli, perché diventino cristiani.

Il Catecumenato crismale è espressione dell’attenzione educativa della comunità di fede rivolta ai ragazzi (13 – 15 anni) in un periodo particolarmente delicato della loro esistenza, in modo che possano approfon-dire la conoscenza e il legame personale con Gesù Cristo e aderire più decisamente alla sua proposta. Un percorso di fede, perciò, pensato in cinque tempi, in cui i ragazzi sono accompagnati a partire dalla loro attuale situazione di vita-fede fino a presentare alla comunità ecclesiale la loro domanda di essere confermati nella fede del battesimo. Catecumenato qui indica lo stile, un modo di procedere attento alla vita e ai tempi dei ragazzi, in funzione della missione del battezzato nella comunità. Gli elementi fondamentali di stile catecumenale individuati sono stati: accoglienza (storia di fede-vita), prima adesione; secondo annuncio; catechesi sistematica (conoscenza – conversione – adesione) e accompagnamento (inserimento nella comunità – esperienze di servizio – vocazione); preghiera-celebrazioni; un cammino che continua. Crismale richiama immediatamente il sacramento della Confermazione.

Gli Uffici pastorali diocesani, sotto la guida del Vicario episcopale per la pastorale, sono stati incaricati di se-guire tutte le fasi del lavoro e raccogliere riflessioni, contributi e richieste di chiarimento provenienti dai vari incontri. Con la modalità propria della sinodalità e lo spirito di corresponsabilità, nei vari convegni, seminari e incontri di formazione, è maturata la ricerca di una proposta capace di rispondere alle nuove sfide ed esigenze. Il vescovo Marcello ha consegnato alla diocesi una lettera su «La pastorale crismale nella Chiesa di Albano» intitolata «Il Soffio che conferma», in cui sviluppa «i temi della teologia del sacramento della Confermazione all’interno dei momenti sacramentali dell’iniziazione cristiana e nella prospettiva della vita filiale, richiama alcuni aspetti celebrativi e introduce all’uso dei sussidi messi a punto per l’accompagnamento pastorale» (Il Soffio che conferma, lettera di consegna).

L’UCD è stato incaricato della sensibilizzazione e formazione degli operatori pastorali, della raccolta dei contributi, della diffusione del materiale. Dall’anno pastorale 2012-2013 l’itinerario è diventato obbligatorio per tutte le comunità parrocchiali.  

Campo di intervento: trasmissione della fede, cura educativa

Il campo di intervento di questa esperienza è prioritariamente quello della trasmissione della fede con una speciale attenzione alla dimensione educativa. Infatti questa proposta ha enfatizzato la necessità di un cambiamento di prospettiva, di una vera «conversione pastorale». In primo luogo, non dare per scontato che i ragazzi che si presentano personalmente o vengono portati dai genitori lo facciano consapevolmente e abbiano un’esperienza di fede adeguata alla loro età. Questo non deve tuttavia far  pensare che essi siano una sorta di «tabula rasa», sulla quale si possa incidere come meglio si crede. È sempre più necessario fare delle proposte di percorsi di riscoperta e di crescita della/nella fede che rispettino l’altro nella sua attuale situazione di vita e nella sua complessità. Così il Catecumenato crismale vuole valorizzare la dimensione educativa, promuovere la partecipazione attiva e favorire esperienze concrete capaci di incidere sulla vita personale e di gruppo.

Soggetti coinvolti nell’iniziativa

Questo itinerario esige atteggiamenti nuovi da parte di quanti vi sono coinvolti: dalla comunità parrocchiale che ne è la prima responsabile, agli operatori pastorali che ne costituiscono l’èquipe di accompagnamento: parroco (e sacerdoti); catechisti (insieme al parroco curano l’unitarietà del cammino di fede); animatori dell’Oratorio (luogo umano e spazio educativo parrocchiale della catechesi per eccellenza); altri educatori (operatori pastorali della carità e della liturgia, testimoni, padrini-madrine, esperti …), ai genitori che ne fanno richiesta per il loro figli. Si passa dalla figura del catechista-insegnante a quella del catechista testimone-educatore-accompagnatore.

Soggetti destinatari, finalità dell’iniziativa, strumenti

Lo sguardo e la premura educativa della comunità si concentrano sui preadolescenti (13 – 15 anni), nella consapevolezza che sono loro i primi protagonisti in un cammino di fede che devono percorrere personalmente e in gruppo. L’obiettivo è creare le condizioni perché i ragazzi, accolti e accompagnati nel rispetto della loro storia e dei loro tempi, possano crescere e fare delle scelte di vita, a loro misura, illuminate da un’esperienza di fede riscoperta come fondamentale per loro.

In questa fase della vita in cui i ragazzi si distaccano sempre più dalla cerchia famigliare – anche se oggi i giovani rimangono sempre più a lungo a casa con i genitori – e cercano dei punti di riferimento in altri ambienti, è compito della comunità ecclesiale farsi trovare pronta con una proposta educativa seria, coinvolgente, entusiasmante, unitaria e unificante, capace di mettersi accanto, che prende iniziativa, accoglie, dialoga e accompagna. E proprio perché sono i ragazzi i protagonisti e destinatari della proposta, è importante conoscerli bene e superare l’idea di «età negata», interagendo  con la preadolescenza come con una stagione propria della vita da valorizzare.

Come strumenti di supporto per i vari tipi di incontri sono stati elaborati cinque sussidi – uno per ogni tempo dell’itinerario: 1) Sensibilizzazione della comunità e formazione dei gruppi; 2) Accoglienza e prima adesione; 3) Secondo annuncio; 4) Aderire a Cristo nella Chiesa; 5) Testimoni di speranza. Un percorso di almeno due anni da realizzarsi in gruppo, nelle comunità parrocchiali.

Ogni tempo ha una sua configurazione propria, secondo gli obiettivi da raggiungere. Superata la tentazione di una catechesi fondata esclusivamente sulla dimensione conoscitiva e sugli elementi dottrinali – comunque da non sottovalutare –, oltre agli incontri tematici sono indicati gradualmente, come elementi qualificanti dell’intero percorso, momenti comunitari e di fraternità, esperienza mirate di conoscenza del territorio e di servizio e momenti di preghiera e di celebrazione. 

Frutti sul territorio: eventuali altre iniziative scaturite da questa esperienza

Lo stile degli incontri ha favorito una progressiva apertura e conoscenza sia della parrocchia che della diocesi. Di più: le esperienze mirate di servizio hanno portato alla conoscenza e interazione con le varie iniziative presenti sul territorio, legate alle emergenze sociali e alle nuove povertà, nonché alle iniziative di carattere educativo. Molti ragazzi hanno cominciato a donare un po’ del loro tempo al dopo scuola dei più piccoli, ai gruppi di ragazzi disabili, agli anziani nelle case di cura, al servizio delle mense per i poveri …

Anche per quanto riguarda alcune iniziative sportive, ricreative e culturali, i ragazzi hanno aderito alle varie proposte e partecipato attivamente anche a livello di organizzazione.

Eventuali difficoltà e criticità incontrate

Questo tipo di esperienze non può essere proposta da singoli educatori. Una delle prime difficoltà è stata la costituzione di una valida èquipe di educatori-accompagnatori. La seconda è stata il cambio di mentalità da parte dei catechisti – alcuni ancora molto affezionati ad una impostazione scolastica vecchio stampo. La terza criticità è stata l’assenza di alleanze educative tra gli educatori parrocchiali – varie piccole proposte sconnesse e di basso profilo educativo – e tra loro e i genitori. Inoltre, la fragilità delle alleanze esistenti con le altre agenzie educative presenti nel territorio era motivo di incomprensioni e accuse reciproche. La mancanza di tempo, la ricerca di cammini brevi e l’abitudine della delega cieca da parte di alcuni genitori ha condizionato l’inizio della sperimentazione di questa proposta. 

Eventuali proposte per superare il nodo problematico

Si è cercato prima di tutto di sensibilizzare la comunità parrocchiale (consiglio pastorale, gruppi, operatori pastorali, ecc) sulla responsabilità di accogliere e accompagnare le nuove generazioni nella loro crescita integrale. Prima di iniziare si sono cercati momenti comunitari per una maggior conoscenza reciproca, la presentazione e condivisione degli obiettivi, il coinvolgimento delle famiglie e di nuovi educatori. Si è tentato di non sovrapporre attività educative simili e di valorizzare tutte le proposte dell’anno pastorale per coinvolgere i ragazzi. L’impostazione della pastorale integrata ha favorito una maggior comunicazione tra le parrocchie dello stesso vicariato e permesso di mettere insieme risorse ed educatori per affrontare meglio le prime resistenze.

I percorsi di formazione per l’équipe di educatori sono stati di fondamentale importanza per superare le difficoltà legate alla mentalità di dover appena preparare al sacramento e di farlo in modo frontale. È stata l’occasione per conoscersi meglio e cominciare a lavorare insieme. Il ruolo del parroco è stato determinante per scegliere e motivare gli operatori a mettersi in gioco.

Il coinvolgimento dei genitori è stato importante per condividere l’insieme della proposta e sostenerli nell’impegno educativo dei figli preadolescenti.

Riflessioni conclusive e prospettive.

È cresciuta tra gli operatori pastorali, principalmente tra i catechisti e gli animatori, la consapevolezza della necessità di cambiare modo di vedere, di fare e di valutare. Perciò il Catecumenato crismale è un cammino graduale che va dall’avvicinamento e dalla proposta all’esperienza di vita, dall’adesione personale di ogni ragazzo alla vita da iniziato in una comunità di fede. Perciò è cresciuta in tutti la convinzione che la comunità ecclesiale deve fare spazio e dare spazio all’iniziazione cristiana dei suoi figli (di ogni età) e per la loro crescita, senza contrapposizioni e limitazioni. Senza voler abbandonare nessuno e senza la pretesa di coinvolgere tutti, ogni comunità deve avere una proposta concreta per avvicinarsi e fare dei tratti di strada con ciascuno. L’itinerario, che intende creare le condizioni perché ogni ragazzo possa aderire personalmente alla vocazione cristiana, inserito da protagonista in una comunità parrocchiale, continuerà con il Laboratorio della fede quando, da confermato, vivrà la propria adolescenza.

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