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Il saluto del sindaco Dario Nardella

“Ogni città è fatta di speranza”, e la speranza “è la certezza del futuro che nasce dalla stima per quello che siamo adesso”. Lo ha detto Dario Nardella, sindaco di Firenze, nel saluto pronunciato oggi in cattedrale, nella giornata di apertura del Convegno ecclesiale nazionale in corso nel capoluogo toscano. Nardella ha definito il grande appuntamento della Chiesa italiana “un’occasione irripetibile per tutti i cattolici, ma non solo: ha un significato decisivo per tutti gli uomini di questa città e di tutte le città”, sia per i credenti sia per i non credenti. Papa Francesco, ha proseguito il sindaco, “è un punto di riferimento anche per noi, rappresentanti delle istituzioni laiche del nostro Paese. Un uomo aperto al senso religioso può sempre ricominciare, in un tempo in cui tutto sembra disgregarsi”. “Sperare”, ha ammesso Nardella, “è difficile, riprendersi dalle sconfitte per ricominciare non è facile: per questo il cuore della nostra città, laica e pluralista, è la piazza della cattedrale di Santa Maria del Fiore”. “Il più grande contributo di Firenze nella storia dell’umanità – ha proseguito il sindaco – è la nascita dell’umanesimo”. Il rischio, però, è “rimanere ancorati a un ricordo del passato, o di un presente aggredito dal virus dell’arido individualismo, nella sfera pubblica e privata”: di qui il “grazie” del primo cittadino alla scelta della Chiesa italiana di tenere il suo quinto Convegno ecclesiale nella città di Giorgio La Pira.

Fonte: SIR – Servizio Informazione Religiosa (9 novembre 2015)
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