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Potenza - Muro Lucano - Marsico Nuovo

Sinodo diocesano dei giovani

Un laboratorio di fede

Il Sinodo Diocesano dei giovani, svoltosi da marzo 2012 a dicembre 2013, aveva scelto come “bussola” le parole che San Giovanni Paolo II rivolse ai giovani di Basilicata nell’aprile del 1991: “La Chiesa ha bisogno di voi per poter compiere il mandato consegnatole dal Risorto. Siete voi la speranza di questa Chiesa che ha duemila anni ed è sempre giovane. … Come i primi cristiani, irradiate entusiasmo e coraggio: non stancatevi mai di amare Dio e i fratelli. Sarete segni vivi dell’Assoluto in questa terra dove tutto viene messo in dubbio, relativizzato, c’è tanto bisogno di portare, di essere segni dell’Assoluto, solo Dio è Assoluto e così sarete fermento di novità per tutto il mondo”.

Sulla scia di questo mandato, il Sinodo si è inserito nel solco del cammino di questa Chiesa diocesana, che ha voluto vedere nei giovani e nella loro educazione “la nostra prima scelta”. Ha scelto come stile di cammino quello di essere un “laboratorio di fede”, in cui la Chiesa locale si è messa al fianco dei giovani per sostenerli e accompagnarli nella scoperta del senso della vita e della fede e nella visione di un futuro di speranza che si apre davanti a loro, per mezzo dell’amore di Gesù Cristo che illumina l’umanità e la fa crescere.

Il camminare insieme ai giovani del Sinodo si è snodato attraverso tre opzioni pastorali: mettere al centro la persona di Gesù Cristo, vivo nella sua Chiesa; la mediazione educativa di tutta la comunità cristiana; lo slancio missionario.

L’occasione di essere diventati una comunità-laboratorio, ha permesso a questa esperienza pastorale di non essere ridotta ad un insieme di cose da fare o da ascoltare, ma, al contrario, di creare le condizioni perché questa comunità diocesana si sia incamminata verso una dimensione di comunità in formazione, dove ogni soggetto, coppie sposate, educatori, sacerdoti e diaconi, si sia sentito coinvolto con il suo vissuto nella dinamica formativa. E’ infatti tutta la comunità che educa con tutta la sua vita, e il Sinodo è divenuto luogo dove si è imparato partecipando attivamente. E’ diventato, in tal modo, uno spazio di trasformazione delle coscienze, a guisa di un “cantiere di idee e proposte” pastorali, dove si è riusciti a curare sia la dimensione comunicativo-relazionale che il livello di partecipazione e di corresponsabilità. In pratica è stato un fare esperienza di Chiesa, servendo la Chiesa: in tal modo la Chiesa “non solo fa, ma è l’evangelizzazione”.

Gli approfondimenti che ha inteso offrire si sono snodati attraverso queste proposte di temi discussi durante gli incontri mensili: il bene comune e il lavoro, la catechesi, la comunità ecclesiale, l’educazione e la formazione, la famiglia, la fede, la festa, la fragilità umana.

Il Sinodo, al termine dei due anni di cammino vissuti con slancio ed entusiasmo, si impegna affinché la Chiesa diocesana si faccia ogni giorno di più quella casa accogliente in cui ogni giovane possa fare l’esperienza di conoscere e amare Cristo Gesù, Signore della vita.

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