esperienze

Ascoli Piceno

Sapere e saper fare

Pastorale Sociale e del Lavoro

A seguito della promozione del Progetto Policoro è iniziata una collaborazione con la Pastorale Sociale e del Lavoro della Diocesi di Ascoli Piceno. L’iniziativa delle Pastorali del Lavoro delle Diocesi di San Benedetto del Tronto e Ascoli Piceno, si concentrerà in particolare sulle difficoltà occupazionali che il nostro territorio sta affrontando nella situazione economica attuale e sugli scenari futuri, caratterizzati dalla speranza di innovative opportunità di impiego e progetti di nuova imprenditorialità, a sostegno dell’occupazione, soprattutto giovanile.

La Pastorale del Lavoro attraverso un cammino itinerante nei Comuni della Vallata del Tronto, propone un momento di approfondimento sul delicato equilibrio che lega i “momenti educativi e formativi” alla vera capacità del territorio di fronteggiare le sfide competitive che ha davanti. Il tentativo è quello di avviare un percorso condiviso, con Istituzioni, Amministrazioni Pubbliche, Scuole ed Università, Imprese, sindacati, banche e fondazioni Associazioni ed Enti Formativi, ecc., partendo dalle migliori esperienze in materia di istruzione e formazione professionale.

“Sapere e saper fare”. Anche così riteniamo che oggi sia possibile trovare per i nostri giovani possibili e decisivi sbocchi occupazionali. L’intento è quello di sviluppare progetti condivisi, intimamente collegati alla volontà di promuovere l’occupazione lavorativa nel nostro territorio, riflettendo e partendo innanzitutto dall’adeguamento della “leva formativa”. Quest’evento si pone in continuità, col convegno già realizzato l’11 Dicembre presso la Chiesa di S. Marcello con la presenza dei due Vescovi di Ascoli e S.Benedetto dal titolo “Speranza oltre la crisi”.

Dal Convegno si è preso coscienza che è oramai indispensabile che la politica, le organizzazioni sindacali, le imprese comprendano che solo nella sinergia degli sforzi e nella serietà nel perseguire obiettivi comuni si può traversare il guado minaccioso di questa crisi che prima di essere economica è culturale e morale. Come ci ha detto il Vescovo , la sfida del futuro è di tutti: è la nostra battaglia ideale e virtuosa. ha in animo di realizzare, in una sinergica e costruttiva mattinata, un confronto.

L’aspetto centrale di questi incontri itineranti sarà quello di riflettere sul rapporto tra formazione e mercato del lavoro. Il mondo del lavoro e dell’istruzione devono infatti sostenersi, completarsi ed arricchirsi vicendevolmente, per creare una società all’altezza delle sfide del nostro tempo, dove i giovani possano anche “fare esperienze concrete di lavoro” e trovare così maggiori occasioni di inserimento. L’alternanza scuola-lavoro, è una buona prassi che sta germinando in numerose realtà che noi consideriamo virtuose. Noi pensiamo che anche il territorio debba fare lo stesso, se non vuole perdere un’altra occasione per il suo futuro.

Il sogno. Guardando alle migliori esperienze presenti in ambito nazionale e riflettendo soprattutto sulle esigenze effettive del territorio, riteniamo sia possibile costruire un percorso per avvicinare il mondo del lavoro a quello della formazione. L’auspicio è che questo intento possa trovare conferma e condivisione, non solo nel convegno di Ascoli, ma proseguire attraverso un vero e urgente Piano di lavoro territoriale, con tutti i Soggetti cui – a vario titolo – sta davvero a cuore il futuro delle nuove generazioni.

Sono emersi alcuni nodi problematici. Due, in particolare, sono le criticità evidenziate dal lavoro di verifica svolto:

• una certa distanza tra il lavoro degli Uffici diocesani e la vita delle comunità parrocchiali;

• una fatica crescente nel rapporto con la società civile e le sue istituzioni.

Per uscire da tali difficoltà abbiamo sempre più preso coscienza che gli Uffici diocesani sono strutture a servizio della comunione ecclesiale. Essi debbono pertanto lavorare per tradurre in proposte concrete le linee pastorali date dal Vescovo; in secondo luogo, devono aiutare le comunità cristiane a leggere e capire la realtà che le circonda; infine, devono porsi al servizio delle attività pastorali proposte dalle parrocchie e dalle aggregazioni laicali”.

Il primo passo che abbiamo attuato per aiutare gli Uffici diocesani a rispondere meglio a tali esigenze è che si è iniziato a lavorare insieme, andando così progressivamente verso una essenzializzazione e semplificazione strutturale della curia .

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