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Il cortile dei dubbiosi (Equipes del Progetto Culturale • Asti) Asti

Il cortile dei dubbiosi

Equipe del progetto culturale

Credere in chi? In che cosa? Che senso ha nella complessità dei nostri giorni fidarsi/affidarsi a qualcuno? Sempre più numerose sono le persone sfiduciate, dubbiose, disinteressate, agnostiche, atee, per le quali Dio (e non solo quello dei cristiani) resta uno sconosciuto, un mistero. Eppure non a caso l’Anno della Fede, indetto dal papa Benedetto XVI nel cinquantesimo anniversario dell’apertura del Concilio Ecumenico Vaticano II, invitava a ripensare in modo più responsabile alle scelte fondamentali che orientano la vita.

Nella Lettera pastorale per l’anno 2012-2013 dal titolo “Aumenta in noi la fede” il Vescovo di Asti Mons. Ravinale ricordava che “l’impegno sarà quello di creare le premesse per una ricerca della verità da parte di quanti la desiderano con cuore sincero….e che non ci viene chiesto di convertire chi è in difficoltà ad accettare la nostra fede, ma piuttosto ad amare tutti”.

In questa cornice l’équipe del Progetto Culturale della diocesi in Asti ha realizzato una serie di incontri tra persone di fede e non credenti, dal titolo “Il Cortile dei Dubbiosi” negli anni pastorali 2012-2013 e 2013-2014. Dialoghi realizzati a più voci e con più incontri, nella quanto mai opportuna sala conferenze della Biblioteca Consorziale Astense, quindi in un ambiente “terzo” che favorisce partecipazione e libertà di confronto.

L’ambiente evocato dal “cortile” è un riferimento esplicito ad un spazio comunitario di ritrovo tra le case in cui viene spontaneo l’incontro e la discussione; essere in Biblioteca per ricostruire l’ambiente di cortile in clima di confidenza tra i libri segna, anche simbolicamente, la positiva quanto necessaria convergenza tra il bisogno di accedere alla cultura e il dialogo aperto in cui gli interlocutori parlano, ma sanno anche ascoltare, rispettando i punti di vista l’uno dell’altro. 

Soggetti coinvolti nell’iniziativa 

L’iniziativa si concretizza con Interventi in campo aperto per lasciare spazio ad un dibattito immediato ed aprire ad altre opportunità di collaborazione per unire riflessione e azione, che sul piano culturale, significa unire elaborazione e animazione.

Questa serie di incontri acquista una sua singolarità con l’incontro, su questa strada, di Luciano Nattino e della compagnia del Teatro degli Acerbi: la riflessione si amplifica con l’idea di dar corpo ad una rappresentazione teatrale dal titolo “Dio e la manutenzione dell’asina” in cui si narra il racconto del viaggio di un attore/contastorie (Claudio Zanotto Contino) lungo la Via Francigena; un pellegrinaggio a Roma, a piedi, solo in compagnia di un’asina, Geraldina, narrazione di luoghi, di incontri, di cura dell’asina, insieme a meditazioni e domande su Dio e sulla vita dell’uomo sulla terra.

Dalla concomitanza temporale tra l’idea del “Cortile dei Dubbiosi” e l’ipotesi teatrale di Nattino/Zanotto si è concretizzata la sinergia progettuale ed operativa accennata con l’obiettivo ambizioso di rendere gli incontri nel “Cortile dei Dubbiosi” uno strumento utile allo sviluppo del lavoro teatrale, costituendone il cuore del testo drammaturgico ed esprimendo uno degli aspetti più vitali del teatro con la sua capacità di contenere una molteplicità di linguaggi, di storie umane, di esperienze, di singolari scelte esistenziali, di provocazioni che soltanto nel contesto teatrale trovano una propria piena legittimazione e riescono a trasmettere emozioni altrimenti non descrivibili. 

Soggetti destinatari, finalità dell’iniziativa, strumenti

Gli incontri della prima serie hanno come titolo “Dio, dove sei?” declinato in tre sfaccettature di approfondimento: “una domanda incessante”, “libertà” e “un incontro difficile”; il titolo conduttore dell’iniziativa, “Dio dove sei?”, è una domanda ed una provocazione che invita, ancora una volta, a ritornare sul rapporto tra immanenza e fede, sul significato della vita sulla terra, sulla relazione tra l’uomo e Dio. Un interrogativo mai risolto e che gli uomini si trasmettono di generazione in generazione, oggi prepotentemente presente nella fluidità  dell’incerto quotidiano dove crisi economica e crisi di valori si sovrappongono facendo scomparire nelle nebbie dell’incertezza ogni riferimento.

La seconda edizione del “cortile dei dubbiosi”, amplificando la riflessione sulla fede che ha caratterizzato l’esperienza della prima edizione,  propone  una rinnovata attenzione alla speranza sull’onda di quanto diceva don Primo Mazzolari, “quando non c’è più ragione di sperare, inizia la speranza”, e le parole del Papa: “non facciamoci rubare la speranza” scritte nell’enciclica Lumen fidei e poi dette ai giovani alla GMG di Rio hanno ispirato la lettera pastorale del nostro Vescovo e sono una preziosa indicazione per riflettere sul futuro coinvolgendo in questo percorso sensibilità tra loro complementari.

Questa seconda edizione si è caratterizzata con due incontri. Il primo “leggere la speranza” ha visto protagonisti gli studenti dell’ultimo anno del Liceo Classico di Asti, mentre il secondo incontro: “costruttori di speranza” si è focalizzato su una tavola rotonda per raccogliere riflessioni e testimonianze su come la speranza possa avere maestri che ne tracciano profilo e proiezioni in un presente alla ricerca di “ancore” che possano rendere credibile il domani; ognuno con un proprio “case history” da proporre e raccontare, in un’esperienza di costruzione e impegno, dall’iperlocale all’internazionale, dalla scuola alla politica, dal mondo dell’associazionismo a quello del lavoro e della ricerca; ad aprire e chiudere entrambi gli incontri sono stati i canti, anch’essi di speranza, proposti dal coro del liceo “Alfieri”. 

Frutti sul territorio. eventuali altre iniziative scaturite da questa esperienza

L’iniziativa rappresenta lo spazio concreto di  riflessione da cogliere in tutti i suoi aspetti di dubbio e di ricerca, da incrementare nella nostra comunità locale per realizzare un dialogo sempre più ampio tra sensibilità diverse di credenti e non credenti; la partecipazione e l’interesse per “il cortile dei dubbiosi”, come la significativa affermazione della rappresentazione teatrale al concorso nazionale dei Teatri del Sacro (edizione 2013) con la rappresentazione in  “prima nazionale” a Lucca il 14 giugno 2013, sono segnali da valorizzare per acquisire, oltre l’Anno della Fede, un significativo risultato di condivisione diffusa capace di generare nuove prospettive alla costruzione del bene comune.

Inoltre il grande interesse e la partecipazione all’esperienza del “Cortile dei dubbiosi” hanno prodotto nel 2013 e nel 2014 una rassegna teatrale “Le Sfide della Fede” che tende ad approfondire la riflessione sulla “crisi” di valori che la nostra società  si trova ad affrontare. La rassegna è realizzata dall’ Istituto Oblati di San Giuseppe e dal Progetto Culturale della Diocesi di Asti, con la direzione del Teatro degli Acerbi; iniziativa che indica terreno concreto di  “proposta culturale” all’insegna della riflessione che sa coinvolgere e di precisa indicazione per valorizzare il teatro come strumento di promozione sociale e di mediazione educativa.

Eventuali difficoltà e criticità incontrate

L’iniziativa ha suscitato interesse e partecipazione.

Eventuali proposte per superare il nodo problematico

In questo panorama l’idea di animazione di base e l’aggregazione sociale richiamano la necessità di ricerca di nuovi linguaggi arricchiti dalle acquisizioni di quanti operano nell’ambito della comunicazione e dell’arte, per ottenere un prezioso risultato di crescita individuale, vivacità di gruppo, maturazione culturale e capacità di coordinare energie multiple per esprimere servizio ai problemi presenti nell’ambiente e cooperare al bisogno educativo del presente. 

Riflessioni conclusive e prospettive

“Cortile dei dubbiosi” come interrogativo, ma anche proposta sui grandi temi del nostro impegno di “ricerca continua ed incessante”: pace, attenzione alla persona, famiglia, valorizzazione di quanto ci unisce, fiducia nel cammino verso il futuro; un messaggio che rasserena e coinvolge per rispondere ad attese da non eludere per essere protagonisti nella storia.

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