esperienze

Bergamo

Gruppo “La Casa”

Accompagnamento per persone separate, divorziate o risposate

Nell’ambito della pastorale familiare diocesana, nel 1997/1998, è stato promosso il gruppo “La Casa”, con l’intento di costituire un segno concreto di attenzione premurosa da parte della Chiesa nei confronti di persone separate, divorziate o risposate (= S/D/R). Un segno della comprensione, della vicinanza e della misericordia di Dio.

Il gruppo degli animatori, a partire da un nucleo originario di una decina di persone, si è ampliato e completato ed è oggi formato da una cinquantina di componenti (sacerdoti, diaconi permanenti, fedeli laici o consacrati). Col passare del tempo si sono aggiunti come collaboratori anche alcuni S/D/R che, dopo aver frequentato il gruppo come destinatari, ora si sono resi disponibili anche a collaborare alle attività del gruppo. Vi è dunque un’équipe affiatata, una fraternità ecclesiale.

La finalità di questa iniziativa è quella di mettere in atto un intervento ‘da Chiesa’ e secondo uno stile ‘di Chiesa’, per far sentire queste persone S/D/R ‘a casa nella Chiesa’: accoglienza, ascolto, attenzione, condivisione di sofferenze, aiuto reciproco, in un clima di grande cordialità. Lasciandoci guidare da principi di verità e carità cristiana, si cerca di aiutare questi persone ad individuare o verificare le modalità migliori da mettere in atto per reimpostare la propria vita, materiale e spirituale, alla luce del Vangelo di Gesù, che può e deve essere vissuto anche in situazioni matrimoniali difficili o irregolari.

Campo di intervento e destinatari

L’ambito di intervento è quello delle fragilità e sofferenze familiari legate alle crisi coniugali e alla separazione. L’attenzione pastorale si allarga anche alle situazioni delle nuove unioni, cioè ai divorziati risposati. A tutte queste persone si offre la possibilità di cammini di spiritualità e di formazione affinché, pur dentro situazioni così dolorose e complesse, si sviluppino tratti di maturazione sia umana che cristiana, curando quell’umanità ferita dalla rottura di una vita coniugale e bisognosa di un’umanità nuova.

I destinatari sono coloro che provengono da un matrimonio cristiano purtroppo compromesso da una separazione o da un divorzio, nelle diverse situazioni in cui oggi si trovano: c’è chi è rimasto solo (con o senza figli), oppure chi sta valutando una nuova relazione affettiva, o anche chi ha costituito una nuova unione (convivenza o matrimonio civile), con o senza figli. La sfida è quella di far germogliare in tutti frutti di conversione e di crescita anche da situazioni così difficili e complesse.

Le iniziative svolte comprendono anzitutto incontri individuali (anche per verificare la possibilità di avviare una causa di nullità matrimoniale). Vi sono poi due itinerari di gruppo, con incontri mensili: uno più spirituale (preghiera e meditazione della Parola di Dio, in dieci centri sparsi in diocesi) e l’altro più esistenziale (confronto e formazione, in Bergamo città).  Poi, per chi lo desidera, il gruppo offre anche ulteriori percorsi di approfondimento o sostegno: uno per chi desidera rimanere nella fedeltà al proprio matrimonio (pur da separati o divorziati) e un altro per chi è ormai stabilmente passato ad una nuova unione, magari con figli; in questo secondo caso viene coinvolto anche il nuovo partner.

Come strumento e frutto di queste varie iniziative il gruppo ha elaborato un libro intitolato Dopo l’inverno (a cura di Eugenio Zanetti, ed. Áncora – 2005; con DVD), comprendente tre parti: ‘testimonianze’, ‘domande’ e ‘messaggi’, offerti ai diretti interessati e alla comunità tutta per ravvivare la speranza e stimolare l’azione pastorale.

Rete di collaborazioni

Fin dall’inizio della sua attività il gruppo ‘La Casa’ ha cercato di essere attento alle iniziative svolte in questo ambito in altre parti d’Italia, partecipando a diversi convegni o incontri, a carattere locale o nazionale (per es. i convegni CEI del 1999 e 2011; e il VII Incontro mondiale delle famiglie a Milano nel 2012). In particolare, dal 2004 è stata attivata una bella collaborazione con le altre diocesi lombarde (cfr. il libro: a cura della Consulta Regionale di Pastorale Familiare, ‘Secondo il cuore di Cristo’,  Milano 2009, ed. Centro Ambrosiano).

Le esigenze, esplicite o implicite, degli amici S/D/R sono diverse: di tipo psicologico, morale, religioso, educativo, relazionale, spirituale, ecclesiale, economico, logistico, giuridico, canonico, ecc.. Nel limite delle competenze degli animatori e del breve tratto di accompagnamento, a tali esigenze ‘La Casa’ cerca di rispondere o direttamente o facendo da ponte a centri più adatti presenti in diocesi o fuori diocesi (per es. Il Consultorio familiare diocesano).

Ma i rapporti più intensi sono con le parrocchie o i vicariati locali della diocesi: incontri parrocchiali aperti a tutti, incontri inseriti in determinati itinerari catechistici o celebrativi, incontri per operatori pastorali (consigli presbiterali o pastorali), interventi nei corsi per fidanzati. Si tratta di momenti molto importanti, poiché fanno comprendere come la Chiesa non vuol creare dei ghetti o dei recinti per queste persone, ma solo offrire loro alcuni itinerari specifici e comunque temporanei, per poter poi continuare a vivere l’ordinaria vita cristiana dentro la propria parrocchia in modo migliore e più intenso.

Soprattutto in merito alle problematiche dei figli, il gruppo sta cercando di attivare un rapporto proficuo anche con altri organismi (ecclesiali o civili), per poter sostenere genitori e figli nell’opera educativa, in situazioni spesso sofferte e conflittuali.

Possibilità, frutti, problematiche aperte

Quanto esposto in questa breve presentazione delle attività del gruppo diocesano ‘La Casa’ (cfr. il sito: www, lacasabg.it) è il frutto di anni di esperienza, confronto e approfondimento, all’interno delle direttrici vecchie e nuove offerte dalla Chiesa. Stando sul campo, però, si sente il bisogno di approfondimenti ed indicazioni sempre maggiori sia a livello magisteriale che teologico o pastorale. Questo perché vi sono ancora diverse difficoltà nel comunicare e far comprendere la posizione della Chiesa di fronte ai fallimenti matrimoniali, soprattutto riguardo alla ‘vita sacramentale’.

Le persone che in questi anni hanno frequentato le nostre iniziative sono alcune centinaia. Potrebbero essere senz’altro di più. Per questo cerchiamo di incentivare l’informazione e soprattutto la convinzione che si può o forse ci si deve far aiutare in queste situazioni. Per questo stiamo promuovendo l’allargamento dei nostri centri di preghiera presenti in diocesi in centri anche di primo ascolto e accoglienza.

Tuttavia, dobbiamo registrare con soddisfazione che, per coloro che accettano di fare dei cammini più continui e convinti, vi sono frutti consistenti sia nel recupero della serenità e dell’equilibrio sia nella maturazione della fede. Inoltre, è positivo il fatto che si è creato un buon affiatamento ed una fruttuosa collaborazione tra coloro che frequentano più assiduamente le attività del gruppo e i sacerdoti e gli altri animatori. Davvero insieme si sperimenta il calore e il sostegno di una fraternità cristiana, proprio come in una ‘Casa’, e di questo rendiamo grazie al Signore!

Un ultimo frutto di questa esperienza, a cui stiamo pensando, è quello di costituire una ‘Casa’ non solo come insieme di iniziative, itinerari, incontri, ma anche come ‘luogo’ di vita permanente, in cui cioè si crei una piccola comunità residenziale composta da qualche animatore e da alcune persone separate o divorziate: come comunità di vita e di preghiera, ma anche come comunità di accoglienza e di servizio, magari ospitando per qualche tempo persone che, dopo la separazione, ne hanno bisogno. Per ora è un ‘sogno’, che si realizzerà se il Signore vorrà.

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