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Esperienze di carità e missione per giovani (Caritas, Centro Missionario Diocesano • Bergamo) Bergamo

Esperienze di carità e missione per i giovani

Caritas Diocesana Bergamasca e Centro Missionario Diocesano

I due organismi pastorali, promotori dell’iniziativa, hanno iniziato più di dieci anni fa con la proposta di un percorso formativo ad hoc e l’opportunità di una duplice modalità di accostamento al mondo della missionarietà e cooperazione tra le chiese rispetto alle attenzioni specifiche della Caritas diocesana e quelle del Centro Missionario diocesano. Il riferimento in loco è legato alle Chiese diocesane, alle Caritas diocesane e all’esperienza dei ‘fidei donum’ diocesani o di missionari appartenenti a diversi istituti. Il tutto si è avviato con il desiderio di intercettare il ‘bisogno’ del mondo giovanile (18-35 anni) di vivere esperienze significative, coinvolgenti e capaci di dialogare positivamente con il percorso formativo e di maturazione di ciascuno. Le diverse esperienze si sviluppano in un arco di 25-30 giorni, particolarmente nei mesi estivi. Ad oggi queste esperienze hanno coinvolto circa 800 giovani.

Campo di intervento

La cura della maturazione umana e cristiana ruota attorno alla comprensione di diverse dimensioni che fanno riferimento ai temi della carità e della missione: dialogo, scambio, gratuità, fragilità, povertà, mondialità, evangelizzazione, … In generale tutto quello che fa riferimento alla ‘testimonianza’ di vita, illuminata dalla fede.

Soggetti coinvolti nell’iniziativa

Ogni anno due gruppi di giovani, che hanno vissuto l’esperienza, trovando riferimento nei due organismi pastorali (Caritas diocesana e Centro Missionario diocesano). I due percorsi formativi si realizzano, ogni anno, nei mesi da febbraio ad ottobre e prevedono oltre la preparazione, anche l’accompagnamento dell’esperienza e la verifica. Risulta significativo il coinvolgimento di realtà che sul territorio esprimono l’attenzione della Chiesa e della società civile a situazioni di fragilità diverse come l’immigrazione, la povertà e lo stile di vita.

Esperienze di carità e missione per giovani (Caritas, Centro Missionario Diocesano • Bergamo)

Esperienze di carità e missione per giovani (Caritas, Centro Missionario Diocesano • Bergamo)

 

Soggetti destinatari, finalità e strumenti

L’obiettivo comune alle due esperienze è quello di offrire, con modalità diverse e in territori diversi, l’opportunità di immergersi, anche se per un tempo limitato, in un contesto ‘altro’ rispetto alla propria quotidianità per favorire una coscienza capace di comprensione e di dialogo rispetto alla diversa cultura dei popoli e al mondo valoriale che si concretizza in un popolo e nella sua storia. Per questo il percorso formativo è costruito attorno ad alcune parole che sono significative rispetto alla mondialità, all’incontro tra i popoli, alla proposta di ‘umanità’ che si accompagna ad ogni scambio e cooperazione e, finalmente, alla conoscenza di un ‘essere chiesa’ che interroga il vissuto personale e comunitario di ciascuno.

Dalle motivazioni personali all’emergere delle contraddizioni nelle situazioni che si incontrano, dal desiderio di ‘fare qualcosa’ all’acquisire uno stile ed una consapevolezza, dalla temporaneità dell’esperienza alla quotidianità del vissuto, si chiede ai giovani di mettersi in gioco nel contesto di progetti nati dalle emergenze e diventati collaborazione per quanto riguarda l’esperienza promossa dalla Caritas diocesana o nella quotidianità della vita di un missionario per quanto riguarda l’esperienza promossa dal Centro Missionario.

Perché l’immersione nell’esperienza sia facilitata nel breve tempo ed il più possibile coinvolgente si costituiscono piccoli gruppi (dalle 3 alle 6 persone) con la partecipazione di un animatore-accompagnatore che ha il compito di ricondurre costantemente l’attenzione e gli sforzi dei partecipanti a vivere con intensità l’esperienza in una situazione capace di provocazione e positività. L’intero itinerario è accompagnato da un’esplicita proposta di preghiera personale e comunitaria.

Frutti sul territorio

Il ritorno dall’esperienza, oltre alla fase di verifica, offre a ciascuno l’opportunità di un campo d’impegno che può identificarsi con situazioni curate dai due organismi pastorali, con le parrocchie e le diverse espressioni d’impegno ecclesiale presenti sul territorio, con istituzioni sociali che si fanno carico di fragilità e cooperazione. Significativa l’adesione di questi giovani che volontariamente si inseriscono nei ‘servizi segno’ della Caritas diocesana o nella scelta di un tempo prolungato di ‘laicato missionario’.

Nella progettazione della Caritas diocesana e del Centro Missionario si è concretizzata un’attenzione educativa alla mondialità con la costruzione di proposte di percorsi nelle scuole, negli oratori e nelle diverse altre realtà sostenute e promosse da chi ha vissuto l’esperienza, insieme alla disponibilità di ‘raccontare’ quanto vissuto in diverse circostanze di testimonianza ed approfondimento.

Difficoltà e criticità incontrate

Sicuramente in questi anni è cambiato il volto di chi chiede di vivere esperienze di questo tipo. Molto spesso la richiesta richiede di essere ‘illuminata’ perché si presenta confusa e originata dalla voglia di ‘fare’ qualcosa di diverso rispetto al proprio ‘arido’ quotidiano. Oltre a questa criticità emerge, al rientro, la fatica della continuità, almeno rispetto ad impegni comunitari che esigono motivazioni profonde.

Proposte per superare il nodo problematico

Attraverso la verifica è possibile migliorare la proposta formativa ed estenderla maggiormente alle parrocchie ed ai vicariati locali della diocesi come concreta proposta di pastorale giovanile. A questo proposito il contributo delle due esperienze diventa significativo per un percorso di fede e di ricomprensione e di ripresa della propria partecipazione alla vita della comunità cristiana.

Riflessioni conclusive e prospettiva

La bontà delle due proposte è premiata annualmente da chi chiede di viverle e nello stesso tempo da chi si ripresenta per approfondire l’itinerario già affrontato. Questo orizzonte pastorale si offre non solo come novità da coltivare, ma come una preziosa opportunità di rinnovamento delle nostre prassi pastorali.

 

 

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