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Famiglie in festa (Uff.  Pastorale della Famiglia, Uff. Pastorale Giovanile • Civitavecchia–Tarquinia) Civitavecchia - Tarquinia

Famiglie in festa

L’Ufficio diocesano per al Pastorale della Famiglia ė stato costituito nel Novembre 2011 dal Vescovo mons. Luigi Marrucci a seguito della sua nomina a Pastore della Diocesi di Civitavecchia-Tarquinia.

Al momento della nomina degli attuali incaricati dell’Ufficio non era stata avviata alcuna iniziativa concreta a livello diocesano per la pastorale della famiglia.

Il primo passo è stato quello di costituire una commissione formata da coppie di sposi referenti delle parrocchie presenti sul territorio diocesano allo scopo di conoscersi e censire le attività pastorali esistenti nelle parrocchie per e con le famiglie.

Da questa prima analisi è emersa una realtà di pastorale familiare generalmente non strutturata, se non per qualche esperienza (es. preparazione al matrimonio), e demandata alle attività istituzionali dei movimenti ed associazioni presenti nelle parrocchie.

Il primo anno è trascorso all’insegna della familiarizzazione tra i referenti, della condivisione delle esperienze, dello studio di documenti del magistero della Chiesa sulla famiglia, e della partecipazione ad eventi di formazione.

Durante il secondo anno ci si è concentrati ad avviare iniziative per costruire una identità unitaria di appartenenza alla Chiesa diocesana locale.

Campo di intervento, Soggetti coinvolti, Destinatari, Finalità, Strumenti

Quale migliore occasione se non incontrare le famiglie durante una festa con loro. Nasce così l’idea di una festa per le famiglie.

Per una simile iniziativa è stato necessario mettere in campo tutte le forze resesi disponibili nella diocesi. Si è trattato di una preziosa occasione per entrare in contatto con le realtà associative, movimenti, gruppi di preghiera e gruppi parrocchiali.

Questa ha avviato una “rete” di collaborazione tra realtà, alcune delle quali non si erano mai incontrate prima.

Per quanto riguarda i giovani animatori delle parrocchie, appartenenti a movimenti e associazioni, essi hanno lavorato insieme per giorni ed organizzato l’animazione per bambini e ragazzi, dai 5 ai 15 anni, delle famiglie intervenute alla festa. Le suore salesiane ed alcune animatrici, si sono occupate dei bambini della fascia di età della scuola materna.

80 volontari e 80 animatori hanno instancabilmente lavorato per giorni perché tutto fosse accogliente e funzionale al fine di offrire alle famiglie un clima di “famiglia” e di gioia.

La festa è iniziata alle 14.45 del 14 aprile 2013 con l’accoglienza dei partecipanti. I bambini sono stati divisi in gruppi per fascia di età e affidati agli animatori.

Bambini e ragazzi, tra giochi ed attività, hanno lavorato con gli animatori sul tema: Identikit di famiglia.

In contemporanea, gli adulti sono stati coinvolti in un intervento tenuto da Don Giuliano Vettorato, insegnante presso l’Università Pontificia Salesiana di Roma, con una riflessione dal titolo: “Famiglie in alto mare: tra ormeggi, ancora e rete…”.

Il prof. Vettorato ha presentato la situazione della famiglia nella società odierna attraverso un’analisi delle criticità e dei punti di forza che la famiglia stessa attualmente presenta. Avvalendosi della metafora della nave in mezzo al mare ha analizzato l’attuale “debole ancoraggio” della famiglia, tracciando in tal modo un identikit degli attuali modelli familiari, i “venti” che colpiscono oggi la famiglia e la necessità di solidi ancoraggi e reti di collegamento e solidarietà.

Al termine dell’incontro per gli adulti e delle attività di animazione, le famiglie si sono riunite per condividere, con volontari, animatori, sacerdoti e diaconi, la Celebrazione Eucaristica presieduta dal Vescovo Mons. Marrucci.

La giornata si è quindi conclusa con un momento di convivialitá.

L’obiettivo generale che ci si è posti per la Festa della Famiglia è stato di far incontrare le famiglie della diocesi e dare inizio alla formazione di una “famiglia di famiglie”; creare le condizioni che possano portare a consolidare la collaborazione tra le realtà pastorali già presenti nella diocesi ed attivarne di nuove.

È stata un’occasione per incoraggiare chi già lavora con i gruppi di giovani sposi o di famiglie a continuare con entusiasmo, e chi vive in parrocchie dove finora non è stato promosso questo genere di iniziative a farsi promotori presso i propri parroci, sostenendo l’importanza di creare “reti”:

  • tra famiglie, perché possano sperimentare la solidarietà, la condivisione, la vicinanza;
  • tra le varie realtà di pastorale familiare nelle diverse parrocchie, per condividere i diversi carismi, le esperienze, le risorse.

 

Frutti sul territorio

Il risultato più immediato è stata la sintonia raggiunta tra quanti, pur provenendo da esperienze personali ed ecclesiali diverse, hanno collaborato alla realizzazione di questo evento concretizzando così un’esperienza di Chiesa.Al termine di Famiglie in Festa è sorta da parte di alcune persone in situazione di separazione, divorzio o nuova unione la richiesta di proporre iniziative che rivolgano l’attenzione anche a coloro che vivono o hanno vissuto esperienze di sofferenza familiare. Quest’anno a tale riguardo è stata avviata una prima esperienza diocesana di conoscenza, accoglienza e confronto, che vede insieme famiglie e persone che vivono realtà familiari dolorose. Da questi incontri scaturirà per il prossimo 2015, un itinerario di crescita da condividere con tutta la comunità ecclesiale.Al momento dell’attuazione della festa, in diocesi si era in una fase di riorganizzazione e di riavvio di buona parte degli uffici pastorali. Dal punto di vista organizzativo, l’aspetto più complesso è stato, da un lato, quello di avviare la collaborazione tra i giovani animatori e, dall’altro, quello di vincere la resistenza di alcuni sacerdoti ad inserire nel proprio programma parrocchiale l’evento proposto dalla diocesi all’inizio dell’anno pastorale. Quest’ultima ha comportato l’impossibilità per alcune famiglie di essere presenti alla festa.

Famiglie in festa (Uff.  Pastorale della Famiglia, Uff. Pastorale Giovanile • Civitavecchia–Tarquinia)

Famiglie in festa (Uff. Pastorale della Famiglia, Uff. Pastorale Giovanile • Civitavecchia–Tarquinia)

 

Proposte per superare il nodo problematico

Va poi proseguita, con pazienza e perseveranza, l’azione di sensibilizzazione verso i parroci affinché sempre più diffusamente sostengano le proposte pastorali riguardanti le famiglie, a livello diocesano e parrocchiale.

Riflessioni conclusive e prospettive

In diocesi si sta sviluppando senz’altro una nuova attenzione alle famiglie. Si è costituito di recente il consiglio pastorale diocesano che dovrebbe maggiormente mettere in contatto tutte le realtà ecclesiali e permettere un maggior coordinamento, inclusa la possibilità di integrare le varie iniziative pastorali.

  • Per il 5 ottobre 2014 si sta organizzando la seconda edizione della Festa diocesana della Famiglia.
  • I “riflettori” sulla famiglia stanno permettendo riflessioni sull’importanza di curare le giovani coppie, le coppie che si preparano al matrimonio e ancor prima i giovani fidanzati e i ragazzi che vanno accompagnati ad una sana crescita affettiva e sessuale. Tutto ciò sta avviando una necessaria collaborazione con la pastorale giovanile e pastorale catechistica.
  • L’evento ha raccolto nel complesso numerosi consensi dei partecipanti, nonché la richiesta di ripetere iniziative simili.
  • Un maggior coordinamento tra gli uffici diocesani, peraltro già intensificato nel corrente anno pastorale, è senza dubbio un elemento determinante per la programmazione ed attuazione di iniziative pastorali riguardanti la famiglia che, per sua caratteristica intrinseca viene intercettata dai diversi ambiti in cui vengono suddivisi gli interventi pastorali.

Difficoltà e criticità incontrate

  • Al momento stanno nascendo in alcune parrocchie alcune iniziative per famiglie e soprattutto gruppi di giovani famiglie che dopo il percorso di preparazione al matrimonio chiedono di continuare ad incontrarsi.
  • Alcuni aspetti di questo obiettivo sono stati raggiunti attraverso la stessa festa, gli altri fanno parte di un percorso che prevede l’impegno da parte di tutti a lavorare, ciascuno nella propria parrocchia e allo stesso tempo in “rete” con le altre.

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