esperienze

Cosenza - Bisignano

«Ero solo… e mi avete cercato!»

Opera-segno missionaria


da A Sua Immagine (RaiUno), 7 dicembre 2014

Nell’anno diocesano della Missione il progetto Ero solo… e mi avete cercato!!” si è posto sin dall’inizio come un’opera-segno che la Chiesa Diocesana pone al servizio di coloro che faticano nel cammino della vita. La fase 0 del progetto, promosso dalla Diocesi di Cosenza-Bisignano, in collaborazione con la giovane Cooperativa Sociale “Strade di Casa”, prende avvio a giugno 2012, con una serie di meeting di coinvolgimento dei diversi attori del territorio e di sensibilizzazione sul fenomeno delle persone senza dimora, che ha dato vita ad un vero e proprio Laboratorio di riflessione Diocesano. 

Campo di intervento

Nella nostra realtà diocesana ed in particolare nella città di Cosenza, per cause diversificate, è ormai sempre più presente la realtà delle persone senza dimora che non riescono a trovare sostegno ed aiuto in servizi esistenti. Il fenomeno della presenza in strada è cresciuto esponenzialmente sia per le vecchie e nuove povertà degli italiani sia in seguito ai numerosi “viaggi della speranza” che hanno portato ad altrettanti sbarchi dei migranti a Lampedusa.

Tale fenomeno riguarda soprattutto una dimensione di solitudine che non trova persone, associazioni, servizi e comunità che si mettano alla “ricerca” di questi volti che abitano la nostra città in maniera anonima e furtiva.

Soggetti coinvolti nell’iniziativa

Dopo diversi incontri di presentazione e riflessione condivisa, nell’incontro del 23 Ottobre 2012 si è deciso di programmare l’avvio delle attività della fase 1 del progetto “Ero solo… e mi avete cercato!!”.

In questi incontri si è delineato un piccolo gruppo spontaneo, operatori e volontari di diverse realtà parrocchiali o di terzo settore, che si è fatto promotore sul territorio di attività di sensibilizzazione, confronto, formazione, divenendo ben presto il vero motore di motivazione e riflessività del progetto; si è insieme considerato che l’accoglienza delle persone che stanno ai margini della società passa attraverso tante cose: la legislazione, i servizi, le competenze professionali, ma anche attraverso delle comunità attente, responsabili, che non volgano lo sguardo dall’altro lato, e che sappiano vedere e accogliere.

Soggetti destinatari, finalità dell’iniziativa, strumenti

Le decisioni prese insieme hanno reso possibile l’attivazione di un servizio di Unità di Strada, che da giorno 5 Novembre 2012, opera nell’area urbana Cosenza – Rende ogni lunedì, mercoledì e venerdì sera, con lo scopo di cercare, incontrare, conoscere e sostenere le persone senza dimora che abitano il nostro territorio.

Dopo la prima fase del progetto, conclusasi nel mese di marzo 2013, si è aperta una fase di assestamento dell’attività, nella quale l’Unità di Strada Caritas ha dovuto garantire la presenza costante nelle strade della città, come forma di responsabilità e di impegno preso con le persone senza dimora, con le quali in molti casi si è riusciti ad instaurare numerose vere e proprie relazioni di aiuto, documentando storie di vita significative.

Tantissime le persone che si rivolgono al servizio, che aspettano gli operatori nei luoghi consueti di incontro, che telefonano per prendere un appuntamento, che portano altre persone che hanno bisogno di aiuto, anche se solo per un consiglio, un orientamento, o un orecchio accogliente e competente con cui confrontarsi.

Lavoro primario nelle uscite dell’Unita di Strada continua ad essere quello di offrire alle persone senza dimora una relazione delicata e attenta, vissuta “faccia a faccia”, alla quale accedere senza requisiti, e offrire un supporto ed un orientamento in un tempo di difficoltà.

Il lavoro finora svolto ha consentito di constatare la realtà di persone senza dimora che spesso non trovano accoglienza in nessuno dei servizi presenti in città, e che quindi risultano sprovviste di assistenza sociale e sanitaria, di riferimenti istituzionali o amicali, di capacità linguistiche e sociali che permettano loro di accedere ai servizi e di fruire dei propri diritti. In molti casi si tratta di persone estremamente vulnerabili, ormai da anni scivolate nel disagio psichico o nella dipendenza, in altri casi di persone che, magari a causa della perdita del lavoro, sono da poco in strada affacciandosi ai rischi che la strada comporta (malattie, isolamento sociale, dipendenze, prostituzione, criminalità, disagio psicologico…).

Frutti sul territorio

Dal faticoso lavoro di tessitura di relazioni, sia con le persone senza dimora che con la comunità tutta, sono inoltre scaturite delle piccole realtà di servizio in rete con l’Unità di Strada Caritas, come la giovanissima Unità di Strada della Crocerossa (che opera con le stesse persone incontrate dall’Unità di Strada Caritas, ma in giorni differenti), nonché una serie di piccoli servizi nelle diverse Caritas parrocchiali, sparsi sul territorio e nati proprio dalle richieste e dai suggerimenti delle persone senza dimora, come il servizio doccia e indumenti della Parrocchia di Maria Santissima di Loreto e il pranzo comunitario della Parrocchia di San Carlo Borromeo.

Ma il frutto più bello e significativo nel nostro territorio è sicuramente la mobilitazione generale di volontari e privati cittadini che si organizzano di volta in volta per essere risorsa per l’Unità di Strada; e per le persone senza dimora, spesso in maniera silenziosa e riservata.

Ricordiamo tra queste iniziative il servizio the e biscotti in cui i volontari delle diverse parrocchie (circa 30) si adoperano per far recapitare in Caritas all’attacco turno dell’Unità di Strada una bevanda calda da consumare insieme, qualche dolcino, coperte o giacche in caso di emergenza; il servizio accompagnamento, che vede i volontari Caritas (circa 10) accompagnare (e poi seguire in tutto il percorso successivo) le persone senza dimora nell’approccio ai servizi del territorio, così da garantire un accesso adeguato ed efficace; e infine il servizio casi speciali in cui 5 volontari delle Caritas parrocchiali seguono con molto impegno e fraternità alcuni che necessitano di particolare attenzione, quali i casi degli amici senza dimora ricoverati in ospedale; ma soprattutto, la più varia e spontanea beneficenza privata di singoli e comunità.

Eventuali difficoltà e criticità incontrate

Le difficoltà incontrate dall’Unità di Strada Caritas riguardano sicuramente tutto il tema del riconoscimento di una serie di diritti delle persone alla casa, al lavoro, alla legalità e ad una vita dignitosa, diritti che ancora stentano nella nostra città ad essere riconosciuti sia praticamente che come modo di pensare della cultura dominante. Questo porta purtroppo ad avere difficoltà quotidiane e ad incontrare resistenze, atteggiamenti rinunciatari e intolleranti quando si affiancano le persone senza dimora in un percorso di autonomia e di reinserimento sociale. Questa criticità la si può riscontrare a partire dalle piccole pratiche quotidiane, ma anche in un discorso più generale nell’assenza di politiche abitative e di reinserimento sociale di persone in condizione di grave emarginazione. 

Eventuali proposte per superare il nodo problematico

Gli operatori e i volontari dell’Unità di Strada, stanno dunque lavorando in modo capillare e paziente per il riconoscimento del diritto al miglioramento della propria qualità di vita delle persone senza dimora, sia a livello micro e diffuso con le singole comunità (servizi, parrocchie, commercianti, privati cittadini) per la diffusione di una cultura dell’accoglienza e dell’integrazione, sia a livello macro con azioni di advocacy e di riconoscimento politico dei diritti. 

Riflessioni conclusive e prospettive

L’esperienza dell’Unità di Strada Caritas, è sicuramente significativa sia per le persone che accompagniamo lungo il percorso d’aiuto, sia per il nostro territorio, in quanto esempio di volontà di fare e di cambiare le cose, dando voce all’urlo strozzato dei cosiddetti invisibili e sognando con loro un mondo diverso, migliore, democratico e giusto, a partire dalla nostra città.

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