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I tesori della terra (Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII • Cuneo) Cuneo

I tesori della terra

Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII

L’esperienza inizia venti anni fa, nel 1994, a Cervasca, in una cascina che la Diocesi di Cuneo mette a disposizione della Comunità Papa Giovanni XXIII, affittandola per l’apertura di una Casa Famiglia gestita da una giovane coppia sposatasi in quello stesso anno. L’idea era quella di unire alla condivisione di vita con le persone accolte un’esperienza lavorativa o occupazionale che desse loro dignità e gratificazione.

Nel 1997 si affianca una seconda famiglia, anche essa legata al cammino della Comunità Papa Giovanni XXIII, già impegnata nell’allevamento di mucche e nella trasformazione del latte.

Dall’unione delle forze nasce la nuova Cooperativa che ha il duplice intento di creare una realtà produttiva di qualità, garantita dalla coltivazione dei terreni con agricoltura biologica, ed una realtà sociale di integrazione di soggetti svantaggiati ed emarginati dai classici circuiti produttivi. Alla cooperativa viene dato il nome “I TESORI DELLA  TERRA” in riferimento alla parabola del tesoro nascosto nel campo, dove chi lo trova vende tutto per acquistare quel campo. I nostri tesori sono i frutti che la terra produce, ma soprattutto le persone che il Signore ci affida da far crescere e con cui condividere i propri doni e i propri talenti.

Campo di intervento

Il campo di intervento è quello sociale e quello del mondo del lavoro. Lavoro inteso non come affermazione di sé e di arricchimento personale, ma come collaborazione alla custodia e trasformazione del creato che Dio ci ha affidato. Lavoro come strumento per una giustizia sociale dove ognuno può realizzarsi e sentirsi valorizzato per ciò che è.

Soggetti coinvolti nell’iniziativa

La cooperativa collabora con le realtà caritative diocesane, i servizi sociali e il servizio inserimenti lavorativi del territorio cuneese.

Soggetti destinatari, finalità dell’iniziativa, strumenti

Il soggetto destinatario è l’uomo in generale nel suo bisogno di relazione e di comunione, di sentirsi valorizzato, di riconoscere i propri pregi ma anche di accettare i propri difetti, di sentirsi compreso e perdonato dei propri errori. Da tutto ciò consegue che i principali destinatari dell’attività della cooperativa sono le persone più emarginate a cui la vita ha dato maggiori sofferenze e quindi più bisognose di aiuto.

La sfida della cooperativa sta nella convinzione che un’economia di condivisione è possibile ed è sostenibile, dove i doni che ognuno ha ricevuto non sono un titolo di merito da sfruttare per un proprio privilegio, ma da mettere a servizio dei fratelli, soprattutto con quelli che fanno più fatica; a chi ha ricevuto di più è richiesto di più affinché a chi ha di meno non manchi il necessario.

Lo strumento è il lavoro e la condivisione di vita, la gioia dello stare insieme non perché ci si è scelti ma perché il Signore ci ha chiamati a percorrere lo stesso cammino.

Frutti sul territorio

Il vivere questa esperienza di lavoro nella fede ha portato la cooperativa ad aprirsi al territorio per testimoniare una cultura di accoglienza e solidarietà. L’attività di fattoria didattica ha fatto sì che scolaresche, gruppi parrocchiali, gruppi di estate ragazzi possano condividere e conoscere questo stile di vita e di fede vissuta. In estate poi con i campi-lavoro di una settimana, gruppi scout e gruppi parrocchiali hanno la possibilità di fare esperienza di vita e di cammino comunitario con il Signore.

Eventuali difficoltà e criticità incontrate

Le difficoltà principali sono legate al fatto di dover conciliare questo modo di vivere il lavoro e la propria spiritualità con le normative  e le leggi classiche del mondo del lavoro.

Altra difficoltà, di natura umana, è quella di far morire il nostro io in modo che possa crescere il noi ed avere un autentica cooperazione per la crescita del bene comune.

Eventuali proposte per superare il nodo problematico

È necessario portare avanti un continuo confronto con le istituzioni, il mondo del lavoro ed il territorio per trovare forme di collaborazione e risposte sempre più adeguate ai bisogni di questo tempo.

A livello personale è sempre più necessaria la cura di una vita interiore che sostenga e alimenti un’intensa vita vissuta.

Riflessioni conclusive e prospettive

La cooperativa è per noi una grande opportunità di fare unità, di non disgiungere la nostra vita concreta da quella spirituale con Gesù, nel non cercare di fare solo progetti umani (che sono necessari) ma di capire dove il Signore vuole condurci per essere sempre al passo con i tempi.

Dario Manassero (a nome dell’Associazione Papa Giovanni)

 

 

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