esperienze

fc Figli in cielo

Scuola di fede e di preghiera

Figli in cielo

Il piccolo logo rappresenta l’Eucaristia, la comunione fra la terra e il cielo abbracciata dalla Scuola di fede e di preghiera,legata dalla croce, inserita nell’immagine dove il Padre abbraccia i figli in Cielo e si protende verso i loro genitori per condurli “in disparte” verso la gioia eterna.

Fondata nel 1991 come servizio pastorale spontaneo da Andreana Scapuzzi Bassanetti dopo la perdita della figlia Camilla e una profonda conversione, durante la quale via via si è sentita chiamare dal Signore a svolgere nella Chiesa una vera e propria pastorale del lutto, fatta di vicinanza e sostegno, di fede e di preghiera. E’ nata a Parma dapprima come Fondazione “Camilla Bassanetti”, benedetta da Mons. Cocchi, Vescovo della Diocesi. Nel 2000 prese il nome di “Figli in Cielo”- Scuola di Fede e di Preghiera (FC), con statuto ecclesiale approvato da Mons. Bonicelli, allora Vescovo di Parma. Sollecitata in questi 23 anni di cammino da molti Vescovi a prestare il proprio servizio pastorale nelle loro diocesi, si impegna a svolgere il ministero di consolazione in obbedienza alla Chiesa e al suo Magistero.

L’Associazione intende valorizzare il “luogo” del lutto in famiglia, per la perdita di un figlio o di una persona cara, come occasione preziosa di conversione verso un Progetto altro, di consapevolezza della propria chiamata, d’incontro con il Risorto, di crescita e di trasmissione della fede.

Soggetti coinvolti nell’iniziativa

FC si articola in Comunità, unite tra loro, secondo le circoscrizioni ecclesiastiche, a livello diocesano, regionale e nazionale, affiancate da un “Consigliere spirituale”, scelto, in accordo con l’Ordinario del luogo, tra i sacerdoti che esercitano legittimamente il loro ministero.

Soggetti destinatari, finalità dell’iniziativa, strumenti

FC è rivolta principalmente alle famiglie visitate dal lutto ed è aperta a tutti coloro che desiderano condividerne il cammino di fede e di preghiera.

Si propone di:

  • assicurare alla Chiesa una pastorale del lutto attraverso <testimoni di consolazione>, cioè genitori che hanno vissuto l’esperienza della perdita di un figlio, quindi capaci di accogliere, condividere, affiancare fratelli che vivono la stessa dolorosa esperienza;
  • incoraggiare la lettura della Parola di Dio e viverla nel quotidiano, la partecipazione ai Sacramenti e all’Eucaristia, come momento privilegiato di comunione con Dio, con i fratelli e con i propri cari, la preghiera personale e comunitaria.

Frutti sul territorio: eventuali altre iniziative scaturite da questa esperienza

Oltre gli incontri comunitari diocesani mensili e nazionali annuali, FC promuove incontri parrocchiali settimanali, gruppi di preghiera e d’intercessione per I propri cari, testimonianze di fede sia in ambienti ecclesiali che sociali, incontri formativi, opere caritative, progetti di missionarietà perché tanti genitori che hanno perso un figlio possano rivivere una nuova genitorialità nei confronti dei tanti bambini nel mondo colpiti dall’esperienza del lutto.   A tutt’oggi in realtà la Chiesa non promuove ancora una pastorale in grado di elaborare <cristianamente> il lutto in famiglia e molti genitori battezzati finiscono così per dissolvere la ricchezza delle domande di senso in surrogati consolatori e vanificare il proprio dolore.

Eventuali proposte per superare il nodo problematico

La morte di un figlio rappresenta un momento dolorosissimo ma anche preziosissimo: se cristianamente accompagnata può diventare momento opportuno, unico e irripetibile, di approfondimento e di ricerca interiore, di vera e propria rinascita a vita nuova non solo per chi è colpito dal lutto ma per tutto il popolo di Dio. Oggi, è più che mai urgente che la Chiesa realizzi ciò che il Convegno di Verona ha proposto: maggiore attenzione e valorizzazione al fecondissimo patrimonio spirituale di FC.

Oggi, è quindi più che mai indispensabile che nella Chiesa sia diffusa una pastorale del lutto fatta da testimoni autentici e credibili, risorti, che portano la stessa consolazione ricevuta dal Consolatore, contro i tanti surrogati che si trovano ovunque.

  • L’approccio psicologico. Oggi assistiamo a una preoccupante invasione della psicologia anche in ambiti, come quello della morte, che richiedono invece un “andare oltre” con mezzi che la psicologia non può contemplare. Da alcuni anni infatti, soprattutto negli ambienti ospedalieri, alcuni sacerdoti diffondono percorsi di auto-mutuo-aiuto. Ma il lutto non è né un disagio, né una dipendenza. Cristianamente è un <evento> da leggere solo alla luce del mistero pasquale.
  • La strumentalizzazione del dolore. La famiglia è spesso sollecitata ad affidarsi a presunti mediatori per comunicare con i defunti. Esistono gruppi che organizzano Messe comunitarie come pretesto per poi riunirsi e ricevere messaggi dall’aldilà, a volte assecondati o addirittura accompagnati dagli stessi sacerdoti.
  • La spettacolarizzazione del lutto. Se la famiglia non è subito affiancata cristianamente, è facile che entri in una fase narcisistica del dolore che porta all’esaltazione di sé o del proprio figlio, che scivoli in varie forme di spettacolarizzazione, che si perda in eventi commemorativi esagerati e vistosi. Mancano quella sobrietà e quel silenzio che permettono una ricerca interiore e l’opportunità di cogliere la preziosità e la sacralità del lutto.
  • L’autoreferenzialità. Dopo la nascita di FC sono sorte molte iniziative che hanno voluto “imitarne” il percorso ma senza coglierne l’essenza: il mistero della chiamata di Dio e il conseguente ministero. Gli stessi sacerdoti che incontrano le famiglie spesso sono autoreferenziali, guidano il <loro> gruppo senza educare alla ricerca della volontà di Dio e senza cogliere la preziosa opportunità di formare <testimoni di consolazione> che siano luce per tutta la Chiesa. Ci si riunisce, si condivide il dolore cercando di consolarsi a vicenda, si partecipa alla Messa, ma poi si segue un percorso individuale, senza essere affiancati in un serio cammino di crescita spirituale.

Le criticità

  • È convinzione di FC che un’efficace elaborazione cristiana del lutto può avvenire solo a partire dalla famiglia stessa che ne vive l’esperienza perché chiamata dal Signore a un particolare itinerario di morte-risurrezione in Lui e quindi “soggetto” e non “oggetto” della pastorale come succede invece ancora oggi in ambienti ecclesiali, dove addirittura in molti casi ci si avvale di <esperti> esterni, incapaci di portare la luce del Risorto.
  • Durante il Convegno di Verona, in seguito alla testimonianza portata da FC, è emerso che “Serve una vera e propria pastorale del lutto, fatta di vicinanza e sostegno, annuncio di fede e di preghiera. A tal fine occorre diffondere le esperienze esistenti di affiancamento delle famiglie che vivono la grande sofferenza della perdita di un familiare”. (Sintesi dei Contributi, Verso la fragilità dell’esperienza del lutto, p. 95)

Eventuali difficoltà e criticità incontrate

  • Oltre al materiale informativo, le preghiere, le riflessioni del mese, il periodico “Indisparte“, sono utilizzati nell’itinerario formativo i testi base della fondatrice: “Il bene più grande”, “Perché mio figlio?”, “Dov’è mio figlio?”, che delineano un percorso graduale e discreto, lungo gli interrogativi fondamentali dell’esistenza, per imparare a rileggere l’avvenimento del lutto e l’intera propria vita alla luce della Parola.

Riflessioni conclusive e prospettive

“Solo una Chiesa che si rende vicina alle persone e alla loro vita reale, pone le condizioni per l’annuncio e la comunicazione della fede”. E che cosa più della morte di un figlio può essere occasione “d’incontro con i fratelli e il Vangelo di Gesù, che rende piena la vita e le dà significato” e momento di riflessione critica per abbandonare il delirio di onnipotenza che serpeggia ovunque nell’attuale cultura e “riguadagnare la consapevolezza del nostro provenire da Dio: non siamo Dio, ma siamo da Dio e, conseguentemente, per Dio”? L’esperienza della perdita di un figlio cristianamente elaborata diventa così fucina di nuovo umanesimo in cui tutte le dimensioni dell’esistenza, purificate nel crogiolo della croce, sono ricapitolate in Cristo.

» Sito web

» email: figlincielo@figlincielo.it

 

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