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Cammini di prossimità (Caritas • Forlì-Bertinoro) Forlì - Bertinoro

Cammini di prossimità

Nuove povertà e solidarietà familiare

Il presente progetto prende il via da un’analisi congiunta dei dati sui bisogni e sulle risorse del territorio, con l’obiettivo di raccogliere, mettere in rete e  sperimentare azioni e percorsi di solidarietà informale fra le famiglie del nostro territorio.  Il perdurare della crisi ha portato infatti all’emersione e al consistente aumento di nuove forme di povertà e di vulnerabilità economica: famiglie (per lo più monogenitoriali) sempre più affaticate rispetto alle difficoltà a mantenere gli impegni economici (affitto, bollette, spese scolastiche e spese mediche, carburante. A complicare il quadro, l’aumento della conflittualità in famiglia che priva di adeguate forme di sostegno nel momento di difficoltà (sfratto, perdita del lavoro,…). Di fronte a questa crescita dell’impoverimento e alla diffusione della vulnerabilità, è appartso sempre più importante sdoganare una cultura della sobrietà e della comunità, capaci, da un lato, di vivere la forzata riduzione delle entrate famigliari come occasione di rinuncia al superfluo e agli sprechi, dall’altro di cogliere il momento di difficoltà come fine della cultura dell’autosufficienza e come possibilità di ri-costruire reti di solidarietà basate, anche ma non solo,  sul buon vicinato e sulla condivisione informale fra famiglie (di tempo, di beni, di servizi….). Con questa logica avevamo attivato, fin dal 2010, il progetto “Tessere (di) comunità” per l’accoglienza di persone e famiglie in difficoltà, attraverso l’accompagnamento di una famiglia tutor. Così come, nel maggio 2012, abbiamo lanciato una proposta denominata “Economia di Prossimità” per sensibilizzare a pratiche di mutuo-aiuto senza l’uso del denaro, attraverso la condivisione di beni, competenze e tempo.

Campo di intervento

Nuove povertà, solidarietà famigliare.

Soggetti coinvolti

Livello ecclesiale: Ufficio di Pastorale Sociale e del Lavoro, Azione Cattolica diocesana, circoli Acli, associazioni ed altre realtà aderenti alla Consulta degli Organismi SocioAssistenziali

Livello extraecclesiale/cittadino: Comune di Forlì-Ufficio di Piano, Servizi Sociali del distretto socio-sanitario, associazioni di volontariato, Centro per le Famiglie, Banca del tempo cittadina 

Soggetti destinatari, finalità, strumenti

Le situazioni di povertà multidimensionale incontrate, ci svelano chiaramente come la famiglia (e in particolare la coppia coniugale), quando è coesa e aperta, possa affrontare le sfide che la interpellano e la scuotono dalle fondamenta come occasioni per maturare e per proseguire il proprio cammino evolutivo, aumentando nel contempo la propria capacità di prendersi cura, oltre che dei propri membri, anche di altre famiglie. Viceversa, quando il patto coniugale è rotto, segnato da fratture o inconsistente, la famiglia si presenta più fragile e sfiduciata, e per questo maggiormente in difficoltà rispetto alla propria capacità di rispondere ai problemi e di trovare nuovi percorsi e progettualità per ripartire.

Il progetto si fonda interamente sulla creazione e valorizzazione di relazioni di prossimità capaci di sostenere le famiglie nei propri percorsi di fuoriuscita dal disagio. L’accompagnamento tramite “famiglie tutor” (da reperire preferibilmente a livello parrocchiale) o le “famiglie d’appoggio”, la diffusione degli alloggi per le accoglienze a livello parrocchiale, la creazione di occasioni di scambio (di oggetti usati e di competenze) e di autoproduzioni comunitarie,… sono tutte azioni pensate per spostare l’accoglienza e l’accompagnamento di chi è in difficoltà il più possibile vicino ai luoghi di vita degli utenti. Le attività di sensibilizzazione sono pensate per promuovere nella comunità (soprattutto a livello di famiglie) una maggior conoscenza dei problemi locali , ma soprattutto la riflessione e l’attivazione di pratiche di solidarietà informale fra famiglie per contrastare il disagio .

Al fine di incentivare tali esperienze, la Caritas diocesana ha predisposto incontri e  percorsi formativi, giornate di sensibilizzazione, sussidi (volantini, dvd, articoli di giornale e video-interviste sul sito-web)  rivolti principalmente a famiglie, con l’obiettivo di imparare a ridefinire il proprio bilancio e progetto famigliare all’insegna di una maggiore sobrietà e condivisione. Abbiamo inoltre offerto consulenze specifiche alle realtà (parrocchie, scuole, CDA Caritas, associazioni) interessate a realizzare alcune opere-segno.

Frutti sul territorio

L’esperienza delle famiglie tutor, dal progetto Tessere di comunità, si è estesa a quello del Microcredito così come ad esperienze di affiancamento, a livello parrocchiale, di nuclei famigliari in difficoltà (anziani soli, famiglie con bambini piccoli, famiglie in difficoltà economiche legate alla perdita del lavoro,…) attraverso l’abbinamento con un volontario o una famiglia “amica”. Essa  ha inoltre favorito la nascita di altre forme di prossimità famigliare, come “La decima delle famiglie” o “Famiglie solidali”. Inoltre, l’esperienza delle famiglie tutor è stata riconosciuta dall’Equipe affidi del distretto come buona prassi da promuovere circa le forme di accoglienza praticabili in famiglia , al pari dell’affido di minori e delle famiglie di sostegno e di appoggio.

Il tema “Famiglia come risorsa per la società”è stato assunto a settembre 2013 come tema per l’anno pastorale, dando vita alla costruzione di un gruppo di lavoro diocesano che si occupa di promuovere la sua effettiva realizzazione. La partecipazione della nostra Caritas alla  Consulta comunale sulla famiglia ci ha visti impegnati in un lavoro di advocacy verso l’amministrazione comunale, su temi quali equità fiscale, educazione all’affettività, centralità delle famiglie nelle prese in carico dei servizi,… Da giugno 2013 inoltre siamo entrati a far parte della Cabina di Regia ristretta per l’attuazione del nuovo Piano sociale di zona, con la creazione di due nuovi tavoli tematici trasversali: “Prendersi cura: sostegno alle pratiche innovative di cura famigliare” e “Vulnerabilità: dalla crisi nuove opportunità”. Sul versante del reperimento di generi di prima necessità si registra con favore l’attivazione di un gruppo di lavoro allargato per la realizzazione di appezzamenti di destinare a famiglie in disagio su terreno confiscato ad usuraio , così come è stato importante attivare un gruppo di lavoro per l’allestimento del Magazzino/Emporio alimenti.

Difficoltà e criticità

È importante aumentare e diffondere il numero di famiglie disponibili ad implicarsi in pratiche di solidarietà (famiglie tutor, famiglie solidali, d’appoggio, decima delle famiglie,…), aiutandole a capire quali pratiche di prossimità sono per loro sostenibili senza stravolgere il proprio stile di vita, ma ridefinendolo gradualmente sulla base di una maggiore condivisione e sobrietà nelle scelte quotidiane.

Proposte per superare nodi problematici

Aumentare le occasioni di sensibilizzazione e la diffusione di testimonianze, in sinergia fra i vari uffici pastorali e le diverse realtà coinvolte nelle varie azioni del progetto. Va incentivato, inoltre, il ricorso alle consulenze psico-pedagogiche e gli incontri di gruppo per “aiutare chi aiuta”.

Riflessioni conclusive e prospettive

Per affrontare la sfida della Prossimità  abbiamo bisogno di abilitarci a tutti i livelli, di stringere alleanze , di includere i poveri, da protagonisti. Dobbiamo soprattutto imparare a saper parlare di prossimità e povertà al mondo dell’economia, delle professioni, della scuola e delle istituzioni.

Dal punto di vista pastorale sembra urgente che la comunità cristiana sappia davvero valorizzare il potere generativo della famiglia. Renderla protagonista nella vita della comunità, all’interno degli organi di partecipazione, offrire spazi e proposte adatte al modello familiare; ma anche sostenere concretamente le famiglie in difficoltà, stimolare l’affiancamento con altre famiglie, promuovere stili di vita sobri ed autenticamente evangelici. Significa, per tutti gli ambiti della pastorale, curare e difendere il legame di coppia e la sua capacità di resistere agli scossoni della vita. In ambito educativo e culturale riteniamo di grande interesse l’alleanza con i Centri di pastorale familiare e sociale per fare in modo che la famiglia non sia più immersa in una società che le è indifferente, anzi sempre più sfavorevole. Un’alleanza che dovrà essere sempre più strutturata è quella con tutte le realtà sociali del territorio che da tempo si occupano di politiche familiari : non si tratta solo di riflettere su ciò che si può fare come politiche per la famiglia, ma su ciò che la famiglia può fare come partecipazione attiva alla vita politica del paese. Auspichiamo infine che, anche nel nostro territorio, possa prendere quota la proposta delle “Alleanze locali per la famiglia”, previste nel Piano Nazionale per la Famiglia deliberato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri nel giugno 2012. Tali alleanze si propongono di rendere responsabili più attori sociali possibili, creando così una società attenta ai bisogni della famiglia (family friendly). Il loro lavoro consiste nel coordinamento delle iniziative da parte del mercato, del terzo settore, delle reti informali e la famiglia stessa, mirate a rendere il territorio più accogliente ed inclusivo, sia per le famiglie residenti che per quelle che potrebbero venire da fuori. Si va dal “marchio famiglia” (per le imprese e per tutte le realtà locali che, attraverso servizi o processi interni di innovazione, mirano a tutelare e a sostenere le famiglie: tariffe, sconti, servizi di cura, facilitazioni all’accesso,… ), all’adozione di politiche famigliari non solo riparative (per le famiglie già in disagio sociale) ma anche preventive e promozionali.

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