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Europjamboree 2014 (FSE - Associazione Italiana Guide e Scouts d'Europa Cattolici) Associazione Italiana Guide e Scouts d'Europa Cattolici (FSE)

Eurojamboree

Associazione Italiana Guide e Scouts d'Europa

L’esperienza più grande vissuta dalla nostra associazione negli ultimi anni è sicuramente l’incontro denominato Eurojamboree 2014, che si è tenuto in Normandia nella prima decade di agosto del 2014. Si tratta di un raduno dei ragazzi e delle ragazze di età 11-16 anni (“esploratori” e “guide”) provenienti da tutte le associazioni federate nell’Unione degli “Scout d’Europa – FSE” (UIGSE), rappresentanti la maggior parte dei paesi europei e in particolare Italia, Francia, Polonia. L’incontro ha visto la partecipazione di oltre 8.000 ragazzi e ragazze, accompagnati da circa 3.000 educatori giovani e adulti, tra cui centinaia di sacerdoti, religiosi e religiose. Il luogo della manifestazione era la zona orientale della Normandia, al nord della Francia, nel bosco di Saint-Evroult, in cui si sono dislocati in campi e sottocampi organizzati i “riparti” di esploratori e guide per svolgere le attività programmate. Il campo, promosso dalla UIGSE, esprime una delle più alte capacità educative del metodo scout, quella di aprire ai ragazzi gli orizzonti del mondo e della fratellanza universale, riscoprendo le radici cristiani della nostra storia.

Come nell’essenza stessa della metodologia educativa degli scout, i protagonisti sono i ragazzi stessi, che per tre anni consecutivi si sono preparati all’Eurojamboree con percorsi appositi, realizzando prove e accumulando esperienze, approfondendo le proprie conoscenze comunicative, linguistiche e tecniche, adottando uno spirito di fraternità sempre più ampio e cosciente. Nei singoli gruppi e riparti, in Italia e negli altri paesi, i ragazzi e le ragazze hanno vissuto in sincronia un cammino di crescita, guidati dai capi responsabili e assistiti dalle famiglie, con la supervisione e il sostegno di tutte le rispettive associazioni con i loro organi metodologici e nazionali.

I valori sperimentati prima e durante l’Eurojamboree si possono così riassumere:

  • Scoperta della presenza di Cristo sul territorio dell’Europa e nell’esperienza dei suoi cittadini, nella comune testimonianza della fede e nell’esempio dei suoi santi (Teresa di Lisieux, il cui santuario è stato visitato durante l’Eurojamboree) e dei suoi recenti protagonisti, come Robert Schumann, fondatore dell’Unione Europea in corso di beatificazione, cui l’incontro FSE ha voluto rendere omaggio.
  • Fratellanza e integrazione tra i popoli e le persone di tutta l’Europa e di tutti i paesi del mondo, nell’esperienza dell’incontro, del “gemellaggio” (associazione di piccoli gruppi di ragazzi di diverse nazioni) e della condivisione sia nel gioco che nelle varie “avventure” e forme di espressione, fino a quella esplicita della preghiera, del pellegrinaggio e della celebrazione liturgica tra cattolici, ortodossi e protestanti.
  • Costruzione della personalità del ragazzo e dell’adulto nella specificità del proprio destino e della vocazione divina, dell’identità maschile e femminile in modalità “intereducativa” (distinta e dialogante), della distanza linguistica e culturale e della progressione di età, in un contesto di grande stimolo e impegno al superamento delle distanze e delle difficoltà.
  • Incontro con la natura intesa come dono di Dio da custodire, e con la quale interagire, in un grande spazio di bellezza e memoria storica del nord dell’Europa. L’organizzazione di un campo stabile così ampio e complesso, da far vivere e muovere come un unico organismo, esalta il simbolismo della “nuova creazione”, della terra come luogo della comunione con Dio e con tutte le Sue creature.
  • La dimensione estesa dell’educazione in un contesto come l’Eurojamboree trasmette in maniera indelebile un grande entusiasmo per la forma comunitaria, e quindi insieme civile ed ecclesiale, dell’esistenza. Insegna la responsabilità e l’apertura di carattere, il senso di appartenenza a una grande storia, l’urgenza di essere protagonisti della vita personale e dell’edificazione di una società più umana e più cristiana.

 

La preparazione e l’organizzazione dell’Eurojamboree, d’altro canto, ha comportato la necessità di superare alcuni nodi problematici, che hanno messo duramente alla prova la vita della nostra associazione.

La difficoltà maggiore è stata di tipo organizzativo, a causa di un errore di valutazione circa il luogo dove tenere il raduno. In un primo momento esso doveva avere luogo in un bosco nei dintorni della città francese di Metz, vicino a Lussemburgo, paese natale di Robert Schumann. Le autorità locali hanno prima concesso, e solo in seguito negato l’autorizzazione a causa di pericoli legati a un possibile “inquinamento bellico” del territorio, dove si era combattuta un’importante battaglia, e potevano sussistere ancora residuati pericolosi. Questo ha comportato uno spostamento di tutta la macchina organizzativa negli ultimi mesi, con dei costi aggiuntivi difficili da affrontare, e ha rischiato di far annullare tutta la manifestazione. In parte la difficoltà ci ha fatto comprendere quanto sia faticoso organizzare grandi eventi in questi anni di crisi economica, costringendoci a fare veramente i salti mortali per riuscire a portare avanti il tutto senza pesare eccessivamente sulle famiglie e sui gruppi; d’altra parte, la crisi ci ha costretto a rivalutare e comprendere più a fondo i criteri con cui avevamo impostato tutto il progetto.

La necessità di risolvere una serie di problemi gravi e urgenti ha infatti obbligato tutte le strutture associative a concentrarsi sulla preparazione di questo grande evento, provocando di fatto una sofferenza ai settori meno interessati, soprattutto ai ragazzi e alle ragazze più piccoli (lupetti e coccinelle). Questo ci ha sollecitato ulteriormente a riflettere sull’integrazione di tutte le dimensioni del nostro metodo, scoprendo nuovi obiettivi di quella che chiamiamo la “continuità del metodo”. Ci sembra un’esperienza importante non solo per le nostre esigenze “interne”, ma per un’ottica ecclesiale più generale: tutte le componenti della comunità, ragazzi, giovani, adulti, responsabili e famiglie, sacerdoti e parrocchie, sono chiamati a unirsi per affrontare le sfide primarie, a prendere consapevolezza dell’importanza degli impegni su cui si gioca tutta la capacità pedagogica e di testimonianza.

Un altro limite che abbiamo dovuto superare, con molto impegno e attenzione, è stato l’impaccio nel dialogo e la collaborazione con i membri delle associazioni “sorelle” delle altre nazioni. L’Eurojamboree ci ha svelato la vera dimensione dell’Europa, di cui la nostra associazione porta l’insegna: siamo una fraternità di popoli ormai troppo egoisti e distanti, poco capaci di solidarietà e apertura reciproca. Crediamo che anche questo sia per noi un impegno prioritario: ritrovare l’identità cristiana dei popoli europei, uscendo dal provincialismo nazionale anche nelle dinamiche ecclesiali.

Le prospettive che si aprono al futuro della nostra attività di Scout cattolici d’Europa, in base alla vicenda dell’Eurojamboree e ad altre esperienze vissute negli ultimi anni, sono di grande spessore e responsabilità. Lo scautismo cattolico, espressione particolarmente vivace del metodo scout, conserva dopo oltre cent’anni una capacità di coinvolgere le giovani generazioni che per molti motivi sorprende e ispira ancora moltissime persone. L’ampio spettro delle capacità metodologiche, l’integrazione tra le varie età e la provenienza sociale ed etnica, nel nostro caso anche la speciale metodologia dell’intereducazione tra ragazzi e ragazze, tutto questo si ripropone oggi con forza intatta e grande spirito di adattamento ai tempi che viviamo. Siamo una delle poche realtà ecclesiali che accompagna e aiuta le persone a crescere nella fede e nei valori umani, senza avere pause dovute all’abbandono adolescenziale e giovanile. Crediamo di poter essere di grande sostegno all’intero tessuto ecclesiale.

In questi anni, seguendo le indicazioni dei vescovi e del magistero della Chiesa, ci siamo molto interrogati sulle emergenze educative che riguardano la famiglia, il lavoro, l’educazione, la comunicazione. Non abbiamo trovato tutte le risposte, ma crediamo di poter intervenire con significativi contributi in tutti questi settori, fino alla costruzione del bene comune nella società, attraverso il servizio, la carità e la politica, intesa non come sostegno ai vari partiti, ma come contributo significativo e responsabile alle esigenze di tutti.

Gli Scout d’Europa-FSE, in armonia e fattiva collaborazione con le altre associazioni scout cattoliche come l’AGESCI e il MASCI, attenti e coinvolti nelle iniziative della CNAL nazionale e delle CDAL diocesane, e fattivamente impegnati nei programmi della Pastorale Giovanile, si sentono vicini a tutte le anime della Chiesa Cattolica italiana e in particolare ai suoi pastori, “sempre pronti a servire, dando il nostro meglio”, come recitano i nostri motti associativi.

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