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Dentro la Parola

Trasmettere la fede alle nuove generazioni

L’iniziativa è inserita nel programma di incontri promossi dal servizio diocesano di Pastorale Giovanile per l’anno 2013-2014. L’idea è stata stimolata dal vescovo con l’obiettivo di avvicinare in modo non scontato i giovani alla Parola di Dio. Nel corso dell’anno è previsto circa un incontro al mese a livello diocesano per i giovani: ci sono degli incontri più celebrativi come la veglia missionaria in collaborazione con l’Ufficio Missionario, la Notte Caritas in sintonia con la Caritas diocesana, la Veglia di Pentecoste che coinvolge le Aggregazioni Laicali e poi tre incontri che abbiamo denominato “Dentro la Parola” svolti nei mesi di gennaio, febbraio, aprile. Si tratta di tre serate della durata di circa 1 ora e mezza in cui, attraverso la rappresentazione teatrale di una parabola e dei lavori di gruppo, si avvicina i giovani alla Parola di Dio.

Campo di intervento

L’iniziativa si colloca nell’ambito della trasmissione della fede alle nuove generazioni. L’attenzione è data non solo ai contenuti, ma anche al metodo, perché ci sia una forma di cura educativa nei confronti dei giovani.

Soggetti coinvolti nell’iniziativa

La proposta è stata confezionata dal coordinamento diocesano di pastorale giovanile dove sono presenti alcuni sacerdoti, ma soprattutto dei giovani educatori laici. Concretamente la messa in scena delle parabola è stata affidata ad alcune delle compagnie teatrali giovanili che operano nell’ambito degli oratori della diocesi e che hanno curato la scrittura del copione, oltre che la resa teatrale.

Soggetti destinatari, finalità dell’iniziativa, strumenti

I destinatari sono soprattutto i giovani degli anni delle superiori che in qualche maniera sono intercettati nella comunità ecclesiale (soprattutto gruppi parrocchiali e associazioni come Azione Cattolica e AGESCI). In media sono stati coinvolti più o meno 130 giovani per incontro. La finalità è quella di dare in mano ai giovani la Parola di Dio in modo che abbiano un metodo per vedere che la parola di Gesù intercetta alcune dimensioni della propria vita, per far sperimentare che il vangelo non è qualcosa di scontato che si conosce già, per provare in prima persona che essere credenti dona gioia e non è noioso. Per raggiungere questa finalità si sono usati diversi strumenti: la resa scenica del testo di alcune parabole (il buon Pastore, gli operai chiamati nella vigna alle diverse ore, il buon samaritano), la parola del vescovo, alcune dinamiche di gruppo, una riproposizione attualizzata della parabola (la storia di Massimiliano Kolbe, la storia di Madre Teresa di Calcutta, un moderno talk show).

Frutti sul territorio

Per il momento non si hanno indicazioni a proposito, anche se qualche gruppo parrocchiale si era riproposto di usare lo stesso metodo anche nei propri incontri.

Eventuali difficoltà e criticità incontrate

La difficoltà non è legata tanto all’iniziativa in sé, quanto alla proposta generale della pastorale giovanile diocesana. Le realtà più grandi nella diocesi hanno già delle proposte per i giovani e questi incontri diocesani vengono vissuti a volte come una cosa in più da fare. Le realtà più piccole, che maggiormente avrebbero bisogno di una proposta integrativa rispetto al vissuto parrocchiale, non sempre hanno un referente che possa coinvolgere i giovani comunque presenti e accompagnarli agli eventi diocesani. L’idea di lavorare in rete è apprezzata come idealità, ma come realtà concreta fa fatica a decollare. C’è poi la difficoltà ad intercettare i giovani che non frequentano il livello parrocchiale

Eventuali proposte per superare il nodo problematico

Già quest’anno abbiamo cercato di vivere questi incontri nelle zone più periferiche della diocesi, coinvolgendo il paese ospitante. Non sempre però c’è un gruppo giovanile che possa fare da ospite. Stiamo lavorando ad un censimento delle risorse presenti sul territorio a cui fare appello

Riflessioni conclusive e prospettive

L’iniziativa è interessante per la ricchezza del linguaggio teatrale, per il tentativo di attivare le risorse già presenti nei gruppi giovanili, per l’idea di comunicare un metodo e non solo degli obiettivi. La proposta è significativa soprattutto perché permette di superare il senso di scontato legato alle “cose di chiesa” e aprire un canale per l’accoglienza della Parola.

L’idea è quello di continuare a lavorare in questo modo anche su altre parabole, coinvolgendo altre compagnie teatrali presenti in diocesi, e dando magari più continuità tra un incontro e l’altro.

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