esperienze

Imola

Attività educative

Gioventù Studentesca e Gruppo Medie

Da molti anni un gruppo di insegnanti che ha incontrato il carisma di Don Giussani si trova con un gruppo numeroso di studenti delle scuola superiori di Lugo per approfondire e verificare se veramente Cristo è la risposta al bisogno di senso della vita.

Il percorso educativo si articola in vari momenti:

• La scuola di comunità, incontro settimanale di educazione alla fede: tenendo presente l’esperienza, lo studente è aiutato a giudicare tutto partendo dall’incontro con Cristo, il «Fatto» cristiano che ha come grande e stupenda condizione la libertà, libertà che diventa metodo e verifica che se ciò che fa vibrare il cuore, è possibile viverlo anche nell’ambiente scolasticoLa preoccupazione educativa non è quella di suggerire regole comportamentali o risposte pre-confezionate, ma dare un’apertura sulla realtà in modo che sia il ragazzo stesso a scoprire l’Avvenimento cristianoIn questo passare degli anni, non tutti sono rimasti all’interno della Chiesa, facendo scelte di vita anche lontane. Ma da alcuni anni stiamo assistendo ad un fenomeno significativo di “ritorno” (persone che sono sui 35/40 anni), segno che se l’incontro con Cristo è avvenuto, è successo, è indelebile e questo primo o poi riemerge come bisogno del cuore, e allora la persona va cercare chi può aiutarlo a riprendere la propria vita in mano.
Prima della scuola di comunità, si pranza insieme (alcuni volontari preparano il pranzo) e questo favorisce l’amicizia, la scoperta dell’altro, la scoperta della diversità (sono presenti alcuni diversamente abili), che sono visti non come un problema, ma come una risorsa.
Lo stupore degli educatori è nel constatare come dopo sei ore di scuola, il gesto della scuola di comunità sia seguito con attenzione e serietà, perché gli studenti capiscono bene che si parla di loro, della loro umanità, cosa vuole dire che Cristo è la risposta alle loro domande, non con frasi “fatte”, ma aiutandoli ad andare fino in fondo ai loro desideri e dei fatti che raccontano, usando la ragione non il sentimento.

• La caritativa: una volta al mese è proposto agli studenti di andare alla Casa Protetta”Sassoli” dove al pomeriggio si fa compagna agli anziani, si canta e si gioca carte con loro. Ci formiamo così una mentalità, un modo di concepire la vita tutta come condivisione. Così il piccolo tempo libero dedicato agli altri redime tutto il resto…e si capisce di più il compagno di banco, la mamma, il padre, il senso dello studio . Gli studenti partecipano anche ai gesti di carità proposti da altri come la raccolta viveri da parte dei ragazzi della S.Vincenzo o a Colletta del Banco alimentare.
In questa maniera imparano l’Amore come legge della vita e questa “scuola” li aiuta anche a verificare la natura del loro bisogno affettivo.

• Cultura: cercare di stabilire il nesso che lega una cosa all’altra e tutte le cose fra di loro, per vederne il senso ultimo e che cosa c’entra quello che leggono, vedono, imparano con l’esperienza cristiana. Per questo una volta al mese è organizzato dagli studenti, al sabato sera, presso una scuola superiore di Lugo, un cineforum che, attraverso il linguaggio e la visione filmica, aiuti a leggere la propria esperienza e a farsi un giudizio critico sulla realtà, attraverso il dialogo e il dibattito. Lo stesso fine ha pure il “gruppo letture”, che, quando si propone una gita in una città d’arte o una vacanza, ha il compito di introdurre, attraverso letture o spiegazione di quadri ecc, quanto si sta visitando. Siamo stati ad Assisi e Perugia, e gli studenti hanno preparato la visita alle due città, attraverso i versi di Dante.

• Missione: essere testimoni di Cristo nell’ambiente in cui si vive, e quindi principalmente la scuola, non con discorsi, ma attraverso gesti di vita nuova e di umanità diversa ; è l’imbattersi con una umanità diversa che suscita la domanda, nel compagno, nell’insegnante” perché lui è così,?” “come fa ad essere così”” Non è un problema di comportamento etico irreprensibile, ma di come uno ha uno sguardo diverso sulle cose, che lo rende lieto e certo, pur attraverso la fatica, l’ondeggiamento, l’incoerenza. Per questo l’altro, il compagno, l’amico della squadra sportiva ecc. lo si incontra dove è ; inoltre durante l’anno vengono proposte gite, vacanze, tornei di calcetto saponato proprio perché, sperimentando la bellezza dell’incontro con Cristo, si ha voglia che questa sia per tutti, possa arrivare a tutti, in qualsiasi forma.In questi anni ha sempre preso più importanza l’aiuto allo studio, un aiuto appunto a rispondere alla domanda”studiare perché?, che è il punto nevralgico dei giovani di oggi. Due volte alla settimana, per l’intero anno scolastico, nel locali del circolo “S:Pellico” un folto gruppo di insegnanti, gratuitamente, si offre per ripassi, lezioni individuali, approfondimenti delle varie discipline studiate a scuola. La presenza è di circa 60/70 studenti e l’esito è davvero interessante: non solo migliorano il loro rendimento scolastico, ma fanno una reale esperienza di libertà, perché i ragazzi hanno capito molto bene che gli insegnanti che hanno davanti non li guardano come scolari, ma come persone e si sentono proprio voluti bene.

GRUPPO MEDIE – LUGO

Il GRUPPO MEDIE di cui presentiamo l’esperienza fa riferimento alla più vasta esperienza dei “CAVALIERI” sorta all’interno di Comunione e Liberazione con lo scopo di proporre   esperienze educative rivolte ai ragazzi della Scuola Media Inferiore ( 11 – 14 anni ). Assieme facciamo un gesto settimanale molto semplice: un’ora di canti, giochi, la “preghiera del cavaliere”, un breve momento di verifica o di puntualizzazione, gli avvisi. A questo si aggiungono di volta in volta altre proposte, altri momenti : il nostro desiderio è mostrare ai ragazzi delle esperienze di positività, spalancarli alla bellezza, che affascina e lancia nella vita, in tante forme: il bello del gioco, del canto, della loro amicizia, di una vacanza vissuta insieme, il bello di una città o di un’opera d’arte, di un film, di una testimonianza di vita oppure di una esperienza personale adeguatamente valorizzata.In questo modo i ragazzi si affacciano alla vita sorretti dalla certezza che c’è UNO che li guarda con uno sguardo buono, in un periodo in cui ci si sente misurati e giudicati da tutti e in tutto, e la prima testimonianza di questo sguardo buono siamo noi adulti che li guardiamo così; intuiscono che la vita vale la pena di essere vissuta, seguendo questo sguardo, questo buono. Le difficoltà non mancano, considerata l’età dei ragazzi e le sue problematiche, ma queste difficoltà sono anch’esse una sfida alla nostra libertà, una provocazione in cui la nostra responsabilità e la nostra unità possono crescere, una BELLA AVVENTURA, come siamo soliti dire.

Questa è la proposta che noi offriamo, ed è una proposta “LIBERA”, cioè lasciata alla libera iniziativa dei ragazzi ( per questo il nostro gesto non è alternativo al catechismo parrocchiale). Anche se qualcuno inizia perché sollecitato dai genitori, poi prende coscienza che è lui a dover dire “ sì, mi interessa, sì ci sto !” e naturalmente c’è anche chi si allontana dopo un po’. Noi educatori infatti sfidiamo continuamente la loro libertà, li sfidiamo a stare ai gesti, alle modalità, alle regole e ci accorgiamo con stupore che ci stanno. E comunque una proposta libera è un’occasione per tutti, anche per chi non ci sta, per” dire IO”, per imparare a considerarsi persona, soggetto di una dignità insperata.

Quest’anno per esempio dopo un pomeriggio di giochi in collina in settembre, abbiamo proposto ai ragazzi di terza media due giorni a Venezia, poi in preparazione di Natale c’è stata la preziosa testimonianza di Natascia, una mamma che ha raccontato l’ attesa di un figlio segnato da una grave malformazione congenita, la sua nascita e la morte: un’esperienza drammatica, eppure piena di senso e di letizia, vissuta nell’abbraccio della Misericordia. C’è stata poi la “preparazione dei biscotti” fatti e venduti dai ragazzi ( il ricavato è andato in beneficenza). Infine il gesto più significativo di tutta la vita del nostro gruppo, la PROMESSA, che quest’anno abbiamo fatto a Loreto: perché ogni ragazzo si senta scelto, preferito, chiamato ad un rapporto personale con Gesù, assieme agli amici e accompagnato dagli adulti, a ciascuno viene chiesto di rispondere personalmente con una “promessa” fidando nella fedeltà di Dio e nell’aiuto di un Santo Protettore; e per ultimo l’avvenimento più atteso che è la VACANZA, cioè la settimana che trascorriamo in una località di montagna assieme agli altri gruppi con i quali siamo in rapporto più stretto, riconoscendo insieme la guida autorevole di un sacerdote di Bologna ….della Fraternità S. Carlo Borromeo.

Attualmente siamo 6 adulti – di diverse età e di diverse professioni ( un solo ex insegnante) – che aiutiamo un gruppetto dì 20- 30 ragazzini ad affacciarsi alla bellezza dell’incontro con Gesù. Il punto germinante è l’unità fra noi adulti, che siamo noi stessi continuamente educati nell’appartenenza alla Chiesa : ogni esperienza educativa seria parte da un soggetto educante che a sua volta guarda a un PUNTO che lo genera. Ci stiamo accorgendo che questa unità è veramente la cosa più bella dell’esperienza che stiamo facendo, che ci permette di crescere noi prima di tutto e quindi di offrire ai ragazzi una compagnia accogliente, dove ciascuno si sente “guardato” come unico, importante e amato. COMPAGNIA è la parola che usiamo più frequentemente per definire il nostro gruppo, dove si può fare l’esperienza di sentirsi dire in tanti modi “TU VALI”, in un’età in cui ci si sempre inadeguati, non all’altezza (di qui tanti comportamenti provocatori, di ribellione e di sfida dei ragazzi di questa età). Logisticamente da alcuni anni siamo ospitati nei locali della parrocchia della Collegiata di Lugo.

Interessante è stata la numerosa partecipazione delle scuole superiori statali di Lugo all’incontro con il Santo Padre il 10 maggio a Roma, segno di una presenza cristiana viva.

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