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Fondo Famiglia Lavoro (Arcidiocesi di Milano) Milano

Fondo Famiglia Lavoro

Un sostegno per i bisognosi

Il Fondo Famiglia lavoro lanciato nel Natale dal 2008 dall’allora cardinale di Milano, Dionigi Tettamanzi, ha coinvolto più di 600 volontari che all’interno delle Caritas parrocchiali e dei circoli Acli hanno dato vita ai 104 distretti nei 74 decanati della Diocesi. Gli operatori hanno accolto e accompagnato le famiglie che hanno chiesto aiuto. Il cardinale Angelo Scola ha voluto continuare il Fondo Famiglia Lavoro aprendo la fase 2.

Nella prima fase del Fondo dal 2009-2012 sono stati raccolti € 13.858.175,43. Sono state valutate 9702 richieste (4497 di italiani, 5205 di stranieri) e sono state erogati fondi per un importo di € 13.514.055,00.

Nella seconda fase del Fondo dal 2014 a dicembre 2014 sono stati raccolti € 5.528.217,84. Sono state valutate 3490 richieste (1387 di italiani 2103 di stranieri) e sono stati erogati fondi per un importo di € 5.513.375,00 e di € 250.000 per corsi di formazione e microcredito.

Campo di intervento

Le risorse erogate dal Fondo, nella prima fase sono servite, ai beneficiari per pagare le rate del mutuo, le bollette arretrate, in alcuni casi evitare lo sfratto. L’intervento economico si è reso necessario per abbattere il carico di debiti che si è accumulato anche in un periodo di tempo breve, di soli pochi mesi, dalla perdita del lavoro, a causa in genere di redditi bassi che non permettevano di accumulare risparmi. Oggi la crisi mostra ancora i suoi effetti drammatici sul tessuto sociale e chiede lo sforzo di andare oltre la superficie di una comprensione puramente economica. L’obbiettivo è quello di affrontare con strumenti mirati la questione centrale per la soluzione delle difficoltà delle famiglie colpite dalla crisi economica: il lavoro. La nuova fase del Fondo prevede tipologie di intervento per sostenere in particolare coloro che rischiano di non accedere autonomamente a una occupazione.

Soggetti coinvolti

Grazie al Fondo sono nate sul territorio molteplici e differenziate esperienze di solidatarietà e condivisione. Progetti che vedono la collaborazione tra istituzioni civili, parrocchie associazioni e semplici cittadini che ci aiutano a sperare nel fatto che una comunità solidale e responsabile sia possibile. L’istituzione del Fondo ha messo in moto una collaborazione intra ecclesiale, in particolare tra Pastorale Sociale, Caritas e ACLI e un lavoro di rete fra “centro” e “periferia” che ha saputo tenere insieme una progettualità condivisa a livello diocesano e una prossimità concreta a livello territoriale pur nella disomogeneità che caratterizza la nostra Diocesi.

Soggetti destinatari, finalità dell’iniziativa, strumenti

Gli interventi previsti dalla seconda fase del Fondo Famiglia Lavoro si rivolgono a persone che:

– risultino prive di occupazione
– siano disoccupate di breve periodo (dal luglio 2011)
– abbiano almeno un figlio a carico
– risiedano sul territorio della Diocesi di Milano.

Le persone che rispondono a questi requisiti possono rivolgersi alle sedi dei Distretti del Fondo per un colloquio. Il colloquio è finalizzato alla conoscenza dell’esperienza lavorativa e della situazione economica del nucleo familiare per poter proporre un percorso il più possibile personalizzato di riavvicinamento al mondo del lavoro e/o di sostegno economico. Nel corso di questo colloquio verranno valutate, prima di tutto, le possibili risorse locali attivabili.

In assenza di alternative locali, la persona verrà segnalata alla Commissione decanale del Fondo tramite una scheda di presentazione e una relazione di accompagnamento.

La Commissione decanale invierà alla segreteria diocesana le situazioni ritenute idonee esprimendo un parere rispetto allo strumento da attivare fra quelli messi a disposizione dalla seconda fase del Fondo Famiglia Lavoro.

I contributi raccolti nella prima fase del Fondo Famiglia Lavoro hanno aiutato migliaia di persone ad affrontare la crisi. Oggi la sfida è più alta: occorre riattivare i percorsi che portano a riavere un posto di lavoro.

Grazie ai contributi il Fondo può aiutare chi ha perso il lavoro a riqualificarsi, ad aprire una piccola attività imprenditoriale, a disporre di un accompagnamento per far crescere le imprese già esistenti.

Le risorse raccolte saranno destinate alle famiglie in difficoltà.

Ciò verrà garantito dall’attivazione di quattro strumenti:

  1. Promozione di percorsi di orientamento formazione e riqualificazione professionale attraverso l’azione della fondazione S. Carlo o altri soggetti (Enaip e altri)
  2. Attivazione di interventi di microcredito, finalizzati alla realizzazione e al sostegno delle attività economiche, attraverso la Fondazione San Bernardino
  3. Erogazione di contributi economici a fondo perduto tendenzialmente residuali rispetto alle altre due opzioni
  4. Accompagnamento alle imprese perché non falliscano e un affiancamento alle nuove microimprese che vengono sostenute dal microcredito (cfr. punto 2)

Frutti sul territorio

  • Le competenze acquisite dai volontari
  • Le reti attivate localmente: enti locali, enti formativi
  • La tenuta organizzativa della “filiera”
  • La relazione profonda con le famiglie accolte
  • L’investimento sulle competenze delle persone aiutate

Eventuali difficoltà e criticità incontrate

  • L’effettivo reinserimento lavorativo
  • Il dialogo con le imprese
  • L’avvio di nuove attività
  • Il perdurare dell’emergenza economica

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