esperienze

Ordine Francescano Secolare e Gioventù Francescana d’Italia

Accogliere i fratelli immigrati

Ordine Francescano Secolare e Gioventù Francescana d’Italia

E dopo che il Signore mi dette dei fratelli, nessuno mi mostrava che cosa dovessi fare, ma lo stesso Altissimo mi rivelò che dovevo vivere secondo la forma del santo Vangelo.….” (cfr. Testamento di S.Francesco, FF 116)

Il dramma degli immigrati giunti spesso per mare attraverso il Mediterraneo sulle coste italiane) è motivo di richiamo per le nostre coscienze a prestare aiuto a queste persone  e alle comunità civili e religiose che da anni sono impegnate generosamente in questa opera di assistenza.

L’OFS e la Gi.Fra, rifacendosi allo spirito di San Francesco che vede  in ogni uomo il volto di Cristo e quindi  la figliolanza in Dio, non possono che riconoscere ogni uomo come loro “fratello”.  Gli immigrati, che arrivano nel nostro Paese in condizioni spesso drammatiche, sono attualmente alcuni dei nostri fratelli più bisognosi, insieme alla comunità civile e religiosa di alcune nostre regioni italiane, nonché le associazioni di primo intervento (es. Caritas, Croce Rossa Italiana (CRI), Emergency, Save the Children, etc) che si trovano a dover fronteggiare  questa emergenza.

Nel novembre 2013, è stata individuata la zona di Gioia Tauro in Calabria, il luogo per un intervento di solidarietà, in quanto come è noto vivono in condizioni di estrema povertà e degrado sociale i lavoratori stagionali per la raccolta delle arance.

Da un sopralluogo effettuato nel febbraio 2014, si è verificato che è presente un grosso numero di immigrati (in gran parte extracomunitari), ovverosia mediamente circa 1600 -2500 persone (a seconda della stagione e del lavoro) che vivono in almeno tre accampamenti in strutture di accoglienza spesso disastrose sia da un punto di vista igienico-sanitario che di convivenza civile: due di questi con tende  sovraffollate o capanne di fortuna piantate su terreni fangosi vicino ai centri abitati o in campagna con servizi igienici di fortuna , ed uno invece con  prefabbricati dignitosi  anche se lontano dai paesi vicini e quindi isolato, senza possibilità di inserimento nel tessuto socio-culturale.

Dall’inizio del 2014, in seguito alla mancanza di stanziamenti di fondi europei, l’approvvigionamento di alimenti forniti come “Banco alimentare”, risulta molto più difficile, configurandosi  come una vera e propria emergenza da risolvere soprattutto per i più indigenti e quindi proprio per i lavoratori occasionali. Indumenti, scarpe ed altri generi di prima necessità, risultano anch’essi un bene facilmente deperibile  per persone che lavorano nei campi e in condizioni climatiche spesso proibitive (pioggia, fango, vento,etc) e inoltre dati i tempi di congiuntura economica, un non sempre reperibile.

Per tale motivo in collaborazione con gli enti e associazioni religiose (in primis Caritas Diocesana/OFS e Gi.Fra della  regione Calabria) e di assistenza in ambito sociale (es. CRI) presenti Rosarno, Rizziconi e Gioia Tauro che ne hanno fatta esplicita domanda, il Consiglio Nazionale dell’OFS e GiFra di Italia presentano un progetto di solidarietà, che si rivolgerà in primis appunto agli immigrati in Calabria. Il progetto è previsto che, a partire dall’autunno del 2014,  possa avere la durata di almeno un anno, rinnovabile successivamente .

Campo di intervento

Recuperare e salvaguardare la dignità umana e sociale degli immigrati che vivono nei fatiscenti campi di accoglienza; favorire, attraverso un dialogo personale con gli immigrati e momenti di preghiera interreligiosa, lo spirito di accoglienza e fraternità nelle comunità che li accolgono. Sollecitare le Amministrazioni Locali, Regionali e Nazionali, ad attivare programmi di intervento per limitare la situazione di degrado nei campi di accoglienza, favorendo nel contempo l’integrazione degli immigrati nelle città con l’insegnamento lingua italiana e un inquadramento lavorativo nel rispetto della legalità.

Soggetti coinvolti nell’iniziativa

Membri dell’OFS e Gi.Fra d’Italia ed eventuali altri volontari coordinati. Stretta cooperazione con la Caritas Diocesana locale e associazioni ( es. CRI) già operanti in loco, nonché con la Diocesi e le Amministrazioni locali

Soggetti destinatari, finalità dell’iniziativa, strumenti

Gli immigrati della zona di intervento sui quali è incentrato il progetto di solidarietà umana volto ad un miglioramento delle loro condizioni di salute e recupero della loro dignità

Frutti sul territorio

Auspichiamo una maggiore integrazione con la popolazione delle comunità religiose e civili locali, riducendo  la microcriminalità che consegue allo stato di degrado in cui gli immigrati vivono e speso all’illegalità delle condizioni lavorative

Eventuali difficoltà e criticità incontrate

Il coinvolgimento dei vari volontari che si alterneranno nella zona di intervento e la collaborazione con enti e associazioni locali già operanti, richiederà una grande capacità di ascolto e coordinazione.

Eventuali proposte per superare il nodo problematico

Pianificare con i volontari il loro intervento coordinato dall’OFS e Gi.Fra di Italia , nonché periodici incontri con gli operatori locali ( es. Caritas Diocesana e CRI) che già svolgono la loro assistenza in loco.

Riflessioni conclusive e prospettive

L’OFS e Gi.fra di Italia, nello spirito del Convegno di Firenze del 2015, ribadiscono anche loro quanto sia vera la frase “Ciascuno ha un patrimonio da condividere”.

Il progetto  nasce infatti dal desiderio  che le relazioni fraterne e l’accoglienza dell’altro, soprattutto di quello più bisognoso, siano un “patrimonio” non solo dei  francescani, ma condiviso da  tutti gli uomini di buona volontà, convinti che possano contribuire a creare situazioni di vita più degne per ogni uomo.

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