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Compralavoro (Uff. Pastorale sociale e del lavoro • Pavia) Pavia

Per un’economia di comunione e di sussidiarietà

Scuola di cittadinanza e partecipazione, Amico lavoro, Laboratorio di Nazareth, Compralavoro

La Pastorale sociale e del lavoro della Diocesi di Pavia con il responsabile don Franco Tassone insieme al funzionario di confindustria Fabrizio Raina hanno visitato alcune delle realtà produttive del territorio. Il Vescovo Mons. Giudici, già vicario del Card. Martini, e Bocconiano di formazione, nell’ambito della sua visita Pastorale ha benedetto l’unione di imprese, introducendole nella sua Chiesa e facendole ospitare in un ampio salone del Sacro Cuore, per sollecitare una economia di comunione e di sussidiarietà che superi le chiusure di un sistema economico che non dialoga tra operatori e istituzioni. Grazie alla Pastorale del Lavoro i rapporti con i sindacati hanno siglato un accordo sulla ricerca attiva del lavoro, con l’apertura dello sportello Amico Lavoro, in cui in pochi mesi si sono riferiti alla disponibilità della Curia e della Filca Cisl, circa 1000 persone in cerca di lavoro. La stessa Confindustria con i Sindacati uniti, hanno siglato un accordo in cui si permette la supremazia di una contrattazione aziendale su quella nazionale per incontrare e aiutare le realtà del territorio in un momento particolarmente difficile.

Campo di intervento

Il Vescovo di Pavia nella Festa del Patrono San Siro ha lanciato una iniziativa di Carità, chiedendo ai diocesani di Pavia di fare un acquisto da 10 euro per un’ora di lavoro o cosiddetto Voucher di “Compralavoro”, per rispondere alle molte richieste di un territorio con scarsità di lavoro. Infatti la nostra Diocesi ha avuto una perdita di insediamenti industriali, rimanendo a semplice vocazione sanitaria e di gastronomia.

Soggetti coinvolti

La Curia e la Pastorale del lavoro con la Confindustria, i Sindacati, la Fondazione Banca del Monte di Lombardia, il Centro Servizi del Volontariato, Comune e Provincia con la progettazione del Laboratorio di Nazareth associazione onlus della Pastorale del lavoro hanno progettato una serie di interventi per inserire sia in garanzia giovani (ragazzi dai 18 ai 29 anni) sia in dote lavoro ( con percorsi di ricollocazione attiva) i disoccupati e gli inoccupati della nostra Diocesi.

Soggetti destinatari, finalità dell’iniziativa, strumenti

Il progetto “Amico lavoro”, nato da una collaborazione tra la Pastorale dei problemi sociali e del lavoro della Curia Vescovile e la Filca Cisl è nato per affrontare il drammatico problema della disoccupazione. La pertinenza dell’azione progettuale ai bisogni del territorio è legata alla priorità del tema ‘lavoro’ rispetto alle difficoltà delle persone e delle famiglie, specie in un contesto di mercato critico e a fronte di quella che più che una crisi ciclica sembra ormai connotarsi come un nuovo assetto socio-economico. Non solo la disoccupazione è in costante crescita, ma i tempi medi di permanenza in condizioni di inattività si sono allungati, generando perdita di professionalità e spendibilità sul mercato del lavoro, vulnerabilità sociale, esclusione. A ciò si aggiungono fattori di natura più ‘culturale’, riconducibili alla mancanza di mobilità e flessibilità da parte delle persone, nonché a una scarsa propensione ad attivarsi nella ricerca di soluzioni, in una logica di empowerment. Il ‘problema lavoro’ è dunque diventato la prima preoccupazione fra i cittadini, superando quella verso la sicurezza sociale. Sono sempre più allarmanti, infatti, i dati relativi al numero di disoccupati sul territorio provinciale che ha ormai superato le 50.000 unità, a fronte di una produzione industriale che non cresce da almeno otto trimestri consecutivi (dati CCIA di Pavia).

A fronte dunque di una situazione in cui un pavese su sette tra i 15 e i 64 anni non ha un lavoro, nei primi mesi di attività oltre 1000 persone si sono rivolte ad Amico Lavoro, un servizio che facilita l’incontro tra domanda e offerta, fornendo ai propri utenti informazioni, orientamento e supporto sia per sviluppare autonomia nella gestione del percorso professionale, sia per garantire migliori opportunità di accesso al mondo del lavoro. Alla cospicua richiesta d’aiuto, il servizio sta rispondendo attraverso l’accoglienza delle domande e la fornitura di alcuni strumenti utili a una ricerca attiva del lavoro, quali la realizzazione di un curriculum spendibile ed efficace.

Frutti sul territorio

L’accoglienza della proposta del Vescovo è stata molto apprezzata nel tessuto sociale e ecclesiale e anche i media si sono interessati della apertura ecclesiale rispetto ai temi del lavoro e della responsabilità sociale.

Eventuali difficoltà e criticità incontrate

Solo la grande saggezza del Vescovo, ha permesso di mediare con organismi profondamente gerarchici e autoreferenziali condividendo la prospettiva di un lavoro di rete e di condivisione per favorire l’occupazione e l’imprenditoria sociale in riferimento ai principi della dottrina sociale.

Eventuali proposte per superare il nodo problematico

La grande apertura della comunità ecclesiale che nella Fondazione Bianchi ha accolto “amico Lavoro”, alla sede della Pastorale del Lavoro la “Scuola di Cittadinanza” e il “Laboratorio di Nazareth” e in una Chiesa ha permesso di presentare il progetto Made in Pavia per rilanciare l’economia e la fiducia degli imprenditori in una economia di comunione e sussidiarietà
Riflessioni conclusive e prospettive

Il 9 dicembre 2014 il Vescovo di Pavia ha lanciato un’inedita iniziativa proprio nella Festa del Patrono di Pavia: San Siro. Il presule ha fatto una proposta di solidarietà chiedendo ai suoi fedeli 10 euro per comprare un’ora di lavoro da consegnare ai tanti disoccupati che si erano rivolti alla Pastorale del Lavoro della Diocesi, in particolare allo sportello “Amico Lavoro”, dove alcuni operatori dell’associazione “Il Laboratorio di Nazareth” hanno raccolto mille curriculum in meno di 5 mesi. Il Vescovo Giudici, ha favorito nella sua diocesi sperimentazioni come la “Scuola di Cittadinanza e Partecipazione” come risposta alla lotta contro la globalizzazione dell’indifferenza. Infatti, il Vescovo pur essendo un “capo” di una organizzazione considerata la più longeva del mondo: la Chiesa, ha saputo superare le maglie delle difficili incrostazioni di 5 riforme sul lavoro con cinque governi diversi applicando le regole della dottrina sociale della chiesa. Così ha tematizzato i pilastri della dottrina sociale della Chiesa:

Primo di tutto, la dignità delle persone, con la consulta del lavoro ha preparato la festa del lavoro con lo slogan: senza lavoro non c’è dignità.

Compralavoro (Uff. Pastorale sociale e del lavoro • Pavia)
Compralavoro (Uff. Pastorale sociale e del lavoro • Pavia)

Poi il secondo pilastro per la dottrina della chiesa è la solidarietà, e mons. Giudici ha fatto appello a gesti di solidarietà come quello di san Siro che aveva cinque pani e due pesci, donandoli ha permesso di moltiplicare il bene per una moltitudine, così ha donato a tutti una cartolina con l’iban della onlus per il “compralavoro” cioè con 10 euro si può acquisire un’ora di lavoro ben retribuita con voucher (buono lavoro) spendibile in ogni organizzazione e famiglia per piccoli e grandi lavori e nella rete di impresa.

Il terzo punto di riferimento alla creatività episcopale è quello della sussidiarietà, dove il meccanismo dei centri per l’impiego di natura pubblica non funzionano, allora la società supplisce sostenendo percorsi di inserimento che raccoglie il disagio dei giovani che nel nostro paese per il 45% non ha lavoro, e la chiesa si pone in ascolto creando nuove opportunità di lavoro socialmente utile.

Infine la economia di comunione, ha permesso al Vescovo Giudici di benedire una rete di imprese che è preludio di lavoro e di volontà di superare la crisi, assumendo in molti modi i disoccupati e giovani per il progresso solidale del territorio.

Infine è proprio lo stimolo della comunità cristiana che ha permesso di utilizzare la garanzia giovani che non funzionava in tanti settori, per dare lavoro ai ragazzi sotto i 29 anni e la possibilità dopo il tirocinio di essere assunti per un anno con un premio all’impresa di tre mila euro; la dote lavoro per seguire e permettere a tanti in mobilità, esodati e disoccupati il ricollocamento delle persone in difficoltà con un accompagnamento formativo e integrativo. Necessariamente la cosa si è diffusa sui media, prima il Corriere della Sera, poi Ballarò, poi le cronache locali e alla fine la vivacità della chiesa, maestra di umanità ha data una concreta possibilità e speranza, sfruttando l’ebbrezza della Spirito di un Vescovo illuminato. Credo sia proprio un bel messaggio che può essere imitato, magari aumentando la generosità e la volontà di bene comune.

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