esperienze

Roma

Gruppi di presenza cristiana nei luoghi di lavoro

Ufficio per la Pastorale sociale e del lavoro

In preparazione del Giubileo del 2000 la Diocesi di Roma indisse, fra l’altro, una impegnativa missione nei luoghi di lavoro, che portò alla costituzione e al rilancio di un buon numero (oltre un centinaio) di gruppi di presenza cristiana nei grandi ambienti di lavoro (enti, banche, ministeri, aziende, ecc.), finalizzati all’annuncio del Vangelo e a mettere i partecipanti in condizione di cogliere l’opportunità giubilare. Uno dei frutti di questa azione è consistito nel portare alcune celebrazioni (Natale, Ceneri, Pasqua, defunti) in molti luoghi di lavoro.

Dopo il Giubileo si è affievolito questo slancio. La Diocesi di Roma ha così dato all’Ufficio per la Pastorale Sociale il compito di sostenere, per quanto possibile, questa forma di presenza cristiana. Furono così svolti cicli di incontri formativi (specie sull’insegnamento sociale della Chiesa) per i referenti dei vari ambienti ed è stata offerta la possibilità di avvalersi di una guida per svolgere, all’interno dei luoghi di lavoro (ma fuori orario), itinerari di crescita spirituale con incontri in genere a cadenza mensile.

Campo di intervento

I grandi ambienti di lavoro (enti, banche, ministeri, aziende, ecc.) nella città di Roma.

Soggetti coinvolti

Laici che si fanno promotori di un gruppo di presenza cristiana nel proprio ambiente lavorativo; cappellani e alcuni parroci e diaconi che si offrono come guida nello svolgimento dell’itinerario e per le celebrazioni.

Soggetti destinatari, finalità dell’iniziativa, strumenti

Destinatari di questa azione sono i laici che lavorano nelle grandi società e istituzioni, perché emergano da una sorta di anonimato e, partecipando in gruppo a momenti formativi e a celebrazioni, possano progredire nella consapevolezza e coerenza della fede, non solo nella vita familiare ed ecclesiale, ma particolarmente nella propria attività di lavoro. Si è voluto così cogliere uno degli spunti più rilevanti del Convegno Ecclesiale di Verona.

Come tracce per gli itinerari formativi si sono utilizzate, di volta in volta a seconda delle preferenze manifestate dai partecipanti, pagine del Vangelo o temi del magistero sociale o indicazioni pastorali di Papa Francesco.

Eventuali difficoltà e criticità incontrate

La principale difficoltà è costituita dal radicato preconcetto che la religione sia un fatto personale, che il Vangelo manchi di valenza sociale e non abbia così nulla da dire alle dimensioni lavorativa, economica, finanziaria, politica e culturale della società. Preconcetto questo diffuso perfino in ambito cattolico.

Si è anche riscontrato una scarso coinvolgimento delle parrocchie competenti per territorio.

Eventuali proposte per superare il nodo problematico

Far leva sull’insistente e lungimirante magistero pontificio degli ultimi trent’anni in merito alla dimensione sociale della fede.

Riflessioni conclusive e prospettive

Una presenza riconoscibile e attiva dei cristiani nel proprio ambiente di lavoro è senz’altro di rilevanza strategica per “evangelizzare il sociale”. Fra l’altro la situazione italiana, condizionata da un basso livello di moralità pubblica e di partecipazione politica, richiede di ripartire dalla coerenza dei singoli cittadini, a cominciare da quanti professano la fede cattolica, ma trovano difficoltà a coniugarla con la propria dimensione sociale.

Un’azione in tal senso è sicuramente controcorrente e di lunga durata.

 

 

 

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