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Insieme per una comune speranza: la Campania Felix (Sessa Aurunca) Sessa Aurunca

Campania Felix

Insieme per una comune speranza

La proposta del Vescovo, Orazio Francesco Piazza, di puntare decisamente su due direttrici – comunione ecclesiale e coesione sociale, ha spinto subito a tessere la trama del dialogo con varie istituzioni presenti sul Territorio. Le emergenze economiche, umane  e sociali hanno generato una comune volontà di intrecciare responsabilità, potenzialità e volontà operativa di diversi soggetti civili e sociali. Il Vescovo ha invitato al “tavolo progettuale” i vari soggetti e, attraverso una serie di incontri, si è giunti a formalizzare  un accordo di cooperazione stabile attraverso una Fondazione che porterà avanti i vari progetti messi in cantiere. Dopo un anno si è conclusa la fase di preparazione delle “strutture comuni” del polo culturale e sociale avviato: due complessi, San Domenico, di proprietà del Comune di Sessa Aurunca, e S. Germano, di proprietà della Diocesi, vanno articolando gli ambienti di lavoro. Una terza struttura, di proprietà del Comune di  Mondragone, ospiterà la sezione sociale, con spiccata attenzione alla immigrazione.

Soggetti proponenti

Diocesi di Sessa Aurunca, Comune di Sessa Aurunca, Comune di Mondragone, ASL Caserta 2, Ente Parco del Garigliano e Roccamonfina, Dipartimento DEM dell’Università del Sannio, Dipartimento di Scienze Ambientali della Seconda Università di Napoli, Musei Civici di Mondragone e di Sessa Aurunca, Scuola (Dirigenti scolastici del Territorio già impegnati per l’intesa formativa)

Campo di intervento

Sociale, civile, economico, immigrazione, tutela dell’ambiente, lavoro, truismo culturale e religioso.

Destinatari, finalità, strumenti

Giovani, famiglie, imprese, associazioni. La finalità: oltre la doverosa e diffusa protesta, formulare proposte e possibili risposte! Questo induce a superare la semplice contrapposizione di vedute che porta a lacerare i segmenti vitali della nostra società civile e invece di produrre la coesione di forze, pur nel comune intento di tutela e promozione del Territorio, ottiene solo lacerazioni, contrasti e “blocchi” che spingono nella direzione opposta a quella cercata del difendere e valorizzare. Questa scelta del “Polo culturale” che induce al pensare comune (pensiero condiviso) accogliendo le varie posizioni e punti di vista, tende poi a trovare un punto di convergenza, un elemento genetico/creativo che genera impegno condiviso, nelle diverse responsabilità e compiti. Da sentinelle che vigilano, controllano, segnalano … a custodi del creato, cioè impegnati tutti, con personale e sociale responsabilità, a rimuovere, per quanto possibile e con una consapevole gradualità, le cause che hanno indotto a trasformare il nostro ambiente di vita da risorsa a problema. Il tema della custodia coinvolge tutti e a vario livello in ciò che il custodire significa: tutelare, sostenere, portare nel cuore (valorizzare). Potrà facilitare questo percorso di formazione, impegno e promozione, la definizione di obiettivi chiari e ben delineati, realisticamente adeguati alle possibilità di intervento e alle risorse a disposizione, in una gradualità che potrà, nel tempo, portare a risultati di immediata, media e lontana realizzazione. Strumenti sono le varie potenzialità operative e strutturali che i vari Enti pongono in campo, interagendo con le Istituzioni Provinciali e Regionali. 

Frutti sul territorio

Il primo effetto positivo di questo percorso del “pensare – agire comune e condiviso per il Territorio” è la ricostituzione della trama delle relazioni  tra i vari segmenti sociali e civili, il più delle volte contrapposti e lacerati. Si vanno sciogliendo i protagonismi di parte in questo delicato impegno: tutti sono, per la propria responsabilità e in modo caratterizzante, chiamati innanzitutto a ricordare che il Territorio oltre che ambiente naturale è anche e soprattutto ambiente vitale umano, da considerare e vivere in una reciprocità strutturale ineludibile. Il danno al Territorio è un danno alle persone, alle persone concrete (bambini, giovani, adulti, anziani); ma è anche un danno alle “potenziali risorse” che garantiscono dignità e futuro alla persona umana, toccando il delicato tema del lavoro e dello sviluppo economico. La sostenibilità di un impegno comune per la salute e l’ambiente deve essere caratterizzato dalla consapevolezza che in questo tema innanzitutto sono coinvolte persone concrete e proprio alla persona concreta bisogna ritornare per trovare il punto di equilibrio tra “coscienza vigile” e “coscienza responsabile”. Questo induce a doversi concentrare sullo snodo cruciale della formazione di una mentalità, di uno stile di vita che sia fondato sulla responsabilità individuale e sociale e su una coesione sociale  quale contesto umano in cui la vigilanza e la promozione si realizzano.

Difficoltà, criticità

Oltre le difficoltà per attivare i vari progetti in campo e promuovere la formazione mirata alla costituzione di “cooperative giovanili” e una effettiva sollecitazione sui profili economici del Territorio, rimane un nodo problematico la “questione politica” che interseca il progetto. Le posizioni di parte rischiano di far perdere di vista il profilo istituzionale e sociale.

proposte per superare il nodo problematico: rimane prioritario l’impegno da parte della Diocesi di mantenere nel profilo istituzionale il progetto, ormai avviato da un anno, e di consolidare la struttura fiduciaria su cui si innesta il cammino comune. Tuttavia la volontà comune e le emergenze inducono a cercare vie di coesione e di condivisione.

prospettive: è un sogno che si va concretizzando e che vede ormai coinvolti anche i giovani delle  scuole superiori, non solo tra i destinatari, ma come attivi soggetti che promuovono le molteplici iniziative avviate. La speranza è riqualificare il Territorio, offrire un supporto conoscitivo alla filiera economica di tipo agricolo, sviluppare l’accesso e la fruibilità al notevole patrimonio culturale, storico e archeologico, formando professionalità che, in questo ambito, trattenga qui i giovani. Un primo frutto di questa “comune sentire e agire” è l’unione dei vari siti culturali e la promozione del segmento della Via Francigena del Sud.

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